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	<title>cashless Archivi - JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</title>
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		<title>«CARTA O CONTANTI?»: LA SITUAZIONE DELL’ITALIA IN UNA PROSPETTIVA DI CASHLESS SOCIETY</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jul 2019 16:50:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cashless]]></category>
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		<category><![CDATA[pagamenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché sarebbe un vantaggio per l’Italia allinearsi alle statistiche europee in merito ai pagamenti digitali?</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/carta-o-contanti-la-situazione-dellitalia-in-una-prospettiva-di-cashless-society/">«CARTA O CONTANTI?»: LA SITUAZIONE DELL’ITALIA IN UNA PROSPETTIVA DI CASHLESS SOCIETY</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ammettiamolo: tutti noi almeno una volta nella vita abbiamo provato quella strana sensazione di&nbsp;potere&nbsp;nello stringere in mano una bella banconota di carta.&nbsp;Che fossero&nbsp;20,&nbsp;50&nbsp;o 100&nbsp;Euro&nbsp;non era importante, piuttosto prevaleva la consapevolezza che con la mancia domenicale da 10 € della nonna potevo andarmi a comprare ciò che volevo!</p>



<p>Quello con i contanti, in effetti, è per molti un rapporto morboso, soprattutto in Italia dove i dati parlano chiaro: secondo l’edizione 2019 dell’osservatorio&nbsp;Community&nbsp;cashless&nbsp;society, supportato da&nbsp;protagonisti&nbsp;del settore&nbsp;dei pagamenti&nbsp;digitali (e non solo) come&nbsp;Intesa Sanpaolo,&nbsp;Mastercard,&nbsp;Nexi, Poste, Visa, Ibm, PayPal,&nbsp;l’Italia è in forte ritardo rispetto agli altri grandi Paesi europei nell’uso delle carte di pagamento e della moneta elettronica. “Alla velocità attuale l’Italia raggiungerà la media UE del valore dei pagamenti con&nbsp;carta nel 2040 (assumendo che i Paesi rivali rimangano fermi)”, si legge nel rapporto.</p>



<p>I&nbsp;numeri raccolti&nbsp;mostrano che l’Italia, rispetto all’edizione 2018, ha peggiorato dall’11,6% all’11,8% l’indice cash&nbsp;intensity, che misura la circolazione del contante rispetto al PIL di un Paese.&nbsp;L’Italia risulta quindi essere tra le 35 peggiori economie al mondo per dipendenza dal contante: una classifica che vede l’Albania primeggiare tra i paesi europei (26,0%), seguita poi da Ungheria (19,0%) e Grecia (17,6%).</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="558" height="229" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/07/image.jpeg" alt="" class="wp-image-2706" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/07/image.jpeg 558w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/07/image-300x123.jpeg 300w" sizes="(max-width: 558px) 100vw, 558px" /></figure>



<p>Se poi si misura il valore dei prelievi agli sportelli Atm, il +8,1%&nbsp;annuo&nbsp;dell’Italia nel decennio 2008-2017&nbsp;non è&nbsp;paragonabile ai ritmi delle altri grandi economie d’Europa: +2,1% la Germania, -1,3% Regno Unito, +2,3% Francia.</p>



<p>Ma perché sarebbe un vantaggio per l’Italia allinearsi a quelle che sono le statistiche europee in merito ai pagamenti digitali?</p>



<p>Prima&nbsp;di&nbsp;tutto&nbsp;renderebbe&nbsp;più difficile fare acquisti con i proventi dell’evasione fiscale&nbsp;senza farli transitare su un conto corrente.Ridurre i pagamenti in contanti risulta infatti essere la soluzione più efficace per contrastare l’economia sommersa. Favorire le transazioni tracciabili,&nbsp;inoltre,&nbsp;significherebbe&nbsp;ridurre gli spazi di manovra per riciclaggio, corruzione e criminalità.&nbsp;Infine&nbsp;la ragione più banale, ma non per questo meno importante,&nbsp;è&nbsp;la sicurezza personale:&nbsp;solo le denunce per furti con strappo nel 2018 in città come Napoli e Milano superano&nbsp;rispettivamente&nbsp;i&nbsp;2.200 e&nbsp;i&nbsp;2.000.</p>



<p>Eppure&nbsp;anche i grandi colossi dei pagamenti digitali pare abbiano capito&nbsp;che in Italia le persone&nbsp;preferiscano&nbsp;la carta moneta ad altri strumenti di pagamento elettronici. Lo dimostrano due banche digitali come N26 e HYPE, che recentemente hanno stipulato un accordo con&nbsp;Viacash, infrastruttura di pagamento che consente prelievi e depositi alla cassa del supermercato tramite un codice a barre.</p>



<p>Da uno studio dell’Osservatorio Innovative Payments&nbsp;del Politecnico di Milano, però, risulta che questo trend positivo per il contante non sia tipico&nbsp;solo nel nostro Paese. Negli Stati Uniti, per esempio, Amazon ha confermato che presto verrà permesso di pagare in contanti anche nei punti vendita Amazon Go. La&nbsp;decisione&nbsp;di Amazon è derivata da alcune lamentele che accusavano&nbsp;l’azienda&nbsp;di discriminare i cittadini senza carta di credito. Del resto, la scelta statunitense sembra dettata da alcuni principi abbastanza chiari: più sei povero, più è probabile che tu possa usare denaro contante. Alcune persone non hanno conti bancari&nbsp;e molti non hanno un accesso digitale affidabile e regolare. In certe situazioni, dunque, il contante rimane l’unico mezzo di pagamento.</p>



<p>Nel complesso, però, il momento storico che stiamo vivendo resta comunque pervaso dall’evoluzione tecnologica e digitale che sicuramente porterà nel giro di pochi decenni ad una così detta&nbsp;cashless&nbsp;society.</p>



<p>Non è un caso che&nbsp;la Hasbro abbia annunciato il lancio di un nuovo&nbsp;Monopoly, in cui non troveremo più montagne di banconote che testimoniano la nostra fittizia ricchezza, ma bensì durante il gioco ogni transazione avverrà elettronicamente. Voice banking (così si chiamerà&nbsp;il gioco)&nbsp;utilizza&nbsp;infatti&nbsp;un piccolo software basato su Intelligenza Artificiale in grado di riconoscere la voce dei partecipanti.</p>



<p>Avrà lo stesso successo del&nbsp;Monopoly&nbsp;originale? Chi lo sa!&nbsp;Di certo,&nbsp;che siano finte o vere,&nbsp;le banconote hanno sempre avuto il loro fascino, tanto che in molti al giorno d’oggi non pensano sia possibile che tra qualche anno&nbsp;il caffè giornaliero giù al bar&nbsp;lo si potrà pagare&nbsp;tramite smartphone&nbsp;o addirittura&nbsp;tramite riconoscimento facciale.</p>



<p>Ma sono&nbsp;convinto&nbsp;che,&nbsp;indipendentemente dai metodi di pagamenti del futuro, grandi difficoltà nel cambiamento di abitudini&nbsp;degli italiani&nbsp;non&nbsp;si presenteranno, perché, alla fine, lo dicevano anche i latini:&nbsp;pecunia non&nbsp;olet.</p>



<p>#JEMIBreview</p>



<p>Roberto Blatti</p>



<p></p>



<p><a href="https://jemib.it/2019/07/23/"></a></p>
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