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	<title>disturbialimentari Archivi - JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</title>
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		<title>I SOCIAL MEDIA SONO COMPLICI DEI DISTURBI ALIMENTARI?</title>
		<link>https://jemib.it/i-social-media-sono-complici-dei-disturbi-alimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Mar 2022 11:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornata mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[disturbialimentari]]></category>
		<category><![CDATA[socialmedia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I social media attraverso foto, immagini e video creano sempre di più una visione distorta della realtà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/i-social-media-sono-complici-dei-disturbi-alimentari/">I SOCIAL MEDIA SONO COMPLICI DEI DISTURBI ALIMENTARI?</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Oggi è Giornata internazionale dedicata ai disturbi alimentari e come combatterli</em></p>



<p><strong>Ma i social media sono davvero responsabili del crescente numero di disturbi alimentari?</strong></p>



<p>Chi soffre di disturbi Alimentari in Italia compone circa il <strong>5%</strong> della popolazione nella fascia tra 15 e 19 ,a seguito della pandemia, le persone affette da DCA sono passate da 163mila a 250mila, il che è già di per sé un problema, ma questo aumento sul lungo periodo si tradurrà in un peso non indifferente sulla sanità italiana con problemi cardiovascolari in costante aumento nella popolazione; l&#8217;Italia rimane tra i primi posti nella classifica Europea per obesità infantile, a meno che non si faccia qualcosa.</p>



<p>Ma In realtà qualcosa si sta facendo e le <strong>piattaforme</strong> si stanno adoperando per mettere una toppa a questo problema, diversi studi hanno dimostrato come i <strong>Social Media</strong> possono causare in un numero non indifferente di persone un senso di solitudine stress e ansia sociale, nondimeno disturbi alimentari, a Instagram&nbsp; e <strong>Tik Tok</strong>&nbsp; tutto ciò non è passato inosservato, e hanno adottato <strong>strategie</strong> per contrastare questo fenomeno.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Tok Tok </h4>



<p>Fornisce <strong>assistenza</strong> e <strong>supporto</strong> a chi ne sente il bisogno, un numero di telefono di Associazioni e Onlus come Never give up e disturbi alimentari online, per ricevere consigli da un esperto</p>



<p>Tik tok ha dedicato una <strong>pagina</strong> interamente ai disturbi alimentari.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Instagram</h4>



<p>Ha ingrandito il suo team di esperti per l&#8217;assistenza in collaborazione con NEDA(National Eating Disorder Association), Reels su tema durante la settimana della <strong>consapevolezza</strong> dei disturbi alimentari&nbsp; e ha illuminato di Blu e Verde l&#8217;Empire State Building per sensibilizzare sul tema</p>



<p>Entrambi i <strong>social</strong> hanno proibito di visitare alcuni hashtag come <strong>#proana</strong> e <strong>#edrecovery</strong>, per poi passare a un altro tipo di <strong>strategia</strong>: quella di fornire informazioni utili sui disturbi alimentari non appena vengono visitati questi<strong> hashtag</strong>.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Funziona veramente?</h4>



<p>Da come sottolineato a inizio articolo, sembra proprio di no, la <strong>strategia</strong> di <em>&#8220;Bannare&#8221;</em> alcuni <strong>hashtag</strong> non elimina il problema anzi crea nicchie di persone isolate e vulnerabili, senza poi contare che il <strong>ban</strong> è facilmente aggirabile, e colpisce gli<strong> hashtag</strong> e non i singoli post dato che l&#8217;algoritmo difficilmente può distinguere nei contenuti le intenzioni di un&#8217;azione che magari sono orientate verso una <strong>sensibilizzazione</strong> e non sono definibili come comportamento insano. È come mettere un cerotto su una ferita davvero profonda.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Possibili soluzioni</h4>



<p>Le Soluzioni possibili sono, oltre che sensibilizzare gli utenti sul tema, che risulta un compromesso tra quello che le piattaforme possono e devono fare, é quello di fare ciascuno la propria parte cercando di non ritoccare troppo i contenuti che si pubblicano in modo da non creare un&#8217;immagine fittizia e innaturale di sè; quello che appare agli occhi degli utenti e che in generale tutti abbiano corpi perfetti e sempre impeccabili, ma la realtà è ben<strong> diversa</strong>.</p>



<p> #JEMIBReview </p>



<p>Luis Di Campo</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/i-social-media-sono-complici-dei-disturbi-alimentari/">I SOCIAL MEDIA SONO COMPLICI DEI DISTURBI ALIMENTARI?</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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