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	<title>fake news Archivi - JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</title>
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		<title>FAKE NEWS: CONOSCERLE E RICONOSCERLE</title>
		<link>https://jemib.it/riconoscere-fake-news/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2022 11:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[fake news]]></category>
		<category><![CDATA[JEMIB]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le fake news sono direttamente collegate alla disinformazione; per riuscire a combatterle, la cosa fondamentale è saperle riconoscere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/riconoscere-fake-news/">FAKE NEWS: CONOSCERLE E RICONOSCERLE</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>COS’È UNA FAKE NEWS?</strong></h2>



<p>La parola rimbalza da un capo all’altro di blog, social network e siti web, passando di schermo in schermo, raggiungendo milioni di utenti. Molti ne conoscono già il significato, alcuni lo ignorano, altri ancora sono convinti, erroneamente, di comprenderlo: <strong>che cos’è una fake news?</strong></p>



<p>Il termine “fake news” è composto da due parole inglesi, “fake”, ossia “falso” e “news”, traducibile con “notizia”. Si tratta di <strong>informazioni false</strong>, diffuse con fini che possono spaziare dalla semplice disinformazione alla propaganda politica, ma non solo. Dietro la maschera delle fake news si nascondono infatti anche tentativi di phishing, frode o mero clickbait. Lo scopo finale è però sempre lo stesso: attirare l’attenzione del pubblico, in modo tale da raggiungere una platea il più ampia possibile.</p>



<p>I maggiori mezzi di propagazione per le “bufale” &#8211; nell’accezione italiana &#8211; sono i <strong>social network</strong>: Facebook, Twitter, Instagram, Youtube, solo per citare i principali. Il flusso di informazioni che viaggia tramite i canali di queste piattaforme è <strong>massiccio e difficile da controllare</strong>: qualunque utente può infatti caricare qualsiasi tipo di contenuto. Basti pensare che su Instagram vengono processati circa <strong>900 post al secondo</strong> per comprendere quanto sia complesso gestire la mole di dati! I social network sono dotati di algoritmi teoricamente in grado di individuare ed eliminare i messaggi contenenti elementi falsi. Tuttavia, per le piattaforme è ugualmente spesso problematico riuscire a verificare l’autenticità di una notizia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>COME SI RICONOSCONO LE FAKE NEWS?</strong></h2>



<p>Fortunatamente la maggioranza delle notizie false appaiono per come sono a colpo d’occhio: questo rende più semplice la loro segnalazione e eliminazione. Tuttavia, spesso vengono usati termini di stampo tecnico e scientifico molto precisi, i quali portano i lettori a dubitare dell’ipotetica falsità di un articolo. <strong>Come fare allora per smascherare una fake news?</strong></p>



<p>1) &nbsp; &nbsp; <strong>Controllare il mittente</strong> (nel caso di una mail) <strong>o il profilo</strong> (nel caso di un contenuto su social network)</p>



<p>Una delle prime cose da verificare è la data di creazione dell’account: su Facebook è possibile controllare direttamente dalle info del profilo. Per Instagram potrebbe essere opportuno risalire al primo post pubblicato, accertandone la data. Account nati di recente, con un esiguo numero di amici/follower &#8211; e un alto numero di post pubblicati &#8211; rispondono all&#8217;identikit di diffusori di fake news. Gli stessi profili possono spesso essere categorizzati come <strong>“social bot”</strong>, creati con il solo obiettivo di diffondere notizie false nella rete.</p>



<p><strong>2)</strong> &nbsp; &nbsp; <strong>Verificare le fonti e gli URL</strong></p>



<p>Hai letto un articolo nel quale si tratta di una fonte miracolosa dalla quale sgorga aranciata, ma non sei sicuro della sua veridicità? In questo caso, il primo step è quello della <strong>verifica delle fonti</strong>: da quali siti, libri di testo o giornali è stata presa la notizia?</p>



<p>Nel caso le fonti non siano presenti, l’informazione non è da considerarsi affidabile. In generale, una stessa notizia viene riportata da più media: se non esistono altre versioni di quello stesso articolo è probabile che si tratti di una fake news.</p>



<p>Allo stesso modo, se i link presenti rimandano a pagine dal titolo <em>“ilblogdinuvoletta.com”</em>, i contenuti non possono essere convalidati. <strong>Articoli veritieri derivano infatti da ricerche approfondite</strong>, su piattaforme di fama internazionale, sicure e verificate. Nel caso in cui dopo il check delle fonti restino ancora dei dubbi, è possibile fare una propria ricerca personale, in modo tale da confrontare dati con origini diverse. Attenzione anche agli <strong>URL</strong>: spesso viene modificato il suffisso di un indirizzo conosciuto, inducendo l’utente in inganno.</p>



<p><strong>3)</strong> &nbsp; &nbsp; <strong>Verificare foto e video</strong></p>



<p>I contenuti digitali sono facilmente <strong>manipolabili</strong>: al giorno d’oggi esistono decine di software che permettono di modificare un’immagine o un video. In linea generale, risulta più semplice appurare la veridicità di una foto rispetto a quella di un video. Esistono strumenti (come<a href="https://tineye.com/"> <strong>Tineye</strong></a>) o estensioni per il web (come<a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/reveye-reverse-image-sear/keaaclcjhehbbapnphnmpiklalfhelgf"> <strong>Reveye</strong></a>) in grado di risalire all’origine di un file immagine, con una ricerca specifica.</p>



<p>Anche per i file video sussiste un espediente simile (chiamato <strong>YouTube DataViewer</strong>), ma la procedura è più complessa, poiché i video falsi sono assolutamente realistici.</p>



<p><strong>4)</strong> &nbsp; &nbsp; <strong>Verificare i preconcetti personali</strong></p>



<p>Sembra assurdo, eppure spesso ci lasciamo influenzare in modo massiccio dall’ambiente che ci circonda. Questo può portare alla nascita di <strong>preconcetti</strong>, momenti di dubbio durante i quali le convinzioni che abbiamo oscurano la nostra capacità di giudizio.</p>



<p>Per esempio, abbiamo di recente ascoltato un servizio radio nel quale si metteva in dubbio l’arrivo dell’uomo sulla luna. Per quanto possiamo essere sicuri della veridicità del fatto, leggendo qualche giorno dopo un articolo sullo stesso argomento, <strong>potremmo trovarci inconsciamente a dubitare dell’accaduto</strong>.</p>



<p>Questa situazione può sfociare nell’errore stesso del condividere a propria volta una fake news, alimentando l’intero sistema. Ricorda: se hai dei dubbi sull’originalità di una notizia, <strong>evita semplicemente di darle peso!</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>COME COMBATTERE IL FENOMENO?</strong></h2>



<p>Appare evidente come le notizie false siano responsabili della diffusione di diffidenza e scetticismo, oltre che di disinformazione. Come detto prima, nel mondo moderno le bufale viaggiano principalmente <strong>attraverso la rete dei social network</strong>: social network che, per primi, sono stati chiamati in causa. Sono sempre più gli utenti che chiedono maggiori misure di controllo, soprattutto in seguito alle vicende degli ultimi due anni. La pandemia di Covid-19, che da mesi accompagna le nostre vite, ha mostrato forse per la prima volta il <strong>reale pericolo della disinformazione</strong>. Sono infatti spuntati ovunque articoli medici di dubbia provenienza, alcuni che mettevano in dubbio gli effetti di cure e vaccinazioni, altri che addirittura additavano la pandemia come un’invenzione.</p>



<p>I maggiori social network mondiali hanno dato il via a procedure più rigorose nel controllo del traffico dati sui propri server, per arginare il fenomeno. Inoltre, nel mese di Giugno 2020 la Commissione UE ha pubblicato delle nuove linee guida&nbsp;dirette al <strong>contrasto della disinformazione</strong> tramite social network. Nel frattempo, ognuno di noi può farsi carico della situazione, segnalando agli algoritmi social le fake news nella propria quotidianità. Siamo lontani dal debellare il fenomeno; stiamo però compiendo piccoli passi, <strong>verso un futuro più “real”.</strong></p>



<p></p>



<p><em>Emma Salvadori </em></p>



<p><em>#JEMIBreview</em></p>
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		<title>FAKE NEWS: RICONOSCERLE PER EVITARLE</title>
		<link>https://jemib.it/fake-news-riconoscerle-per-evitarle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2020 14:41:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[fake news]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[JEMIB]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È fondamentale saper riconoscere le fake news così da evitare la loro diffusione che veicola confusione, panico e disinformazione. </p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/fake-news-riconoscerle-per-evitarle/">FAKE NEWS: RICONOSCERLE PER EVITARLE</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da quando il mondo dei social ha preso il sopravvento sulla nostra vita, <strong>le Fake News</strong> sono una parte ridondante della nostra giornata; cascare in una rete di notizie tanto false quanto attraenti è diventato dunque estremamente semplice. È quindi di fondamentale importanza <strong>saperle riconoscere così da evitarle</strong>, in quanto la facilità con cui si diffondono veicola confusione e, nel peggiore dei casi, panico e disinformazione. Prima di gettare benzina sul fuoco, vediamo effettivamente cos’è una Fake News e quali sono gli strumenti che abbiamo a disposizione per poterle riconoscere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos’è una Fake News?</h2>



<p>Il termine inglese Fake News, indica articoli redatti con informazioni inventate, ingannevoli o distorte, resi pubblici con il deliberato intento di disinformare o di creare scandalo attraverso i mezzi di informazione. Tradizionalmente a veicolare le Fake News sono i grandi media, ovvero le televisioni e le più importanti testate giornalistiche. Tuttavia, siamo i protagonisti di un’epoca in cui, semplicemente portando la mano verso la tasca ed estraendo il nostro smartphone, diventiamo magicamente padroni di un’infinità di informazioni.</p>



<p>In particolare, i Social Network (Facebook, Instagram, WhatsApp), sono ormai la valle in cui risuona l’eco di qualsiasi voce, ed è dunque proprio qui che entriamo in contatto con la maggior parte delle Fake News.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché le Fake News hanno tanti click?</h2>



<p>Per rispondere a questa domanda è necessario comprendere cosa ci porta ad aprire una notizia piuttosto che un’altra.<br>Le anteprime dei contenuti web sono composte generalmente da un titolo, un sottotitolo, e un’eventuale foto.<br>Nessuno di questi fattori, però, viene definito senza uno scopo ben preciso. I titoli saranno sfarzosi e sensazionalistici, i sottotitoli saranno accattivanti e le foto di grande impatto. Per descrivere meglio questo fenomeno, dobbiamo introdurre il fenomeno del clickbait. Il <strong>clickbait</strong> è un termine che indica un contenuto web il cui scopo principale è quello di attirare il maggior numero possibile di click.</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma come fa effettivamente a funzionare una tecnica del genere?</h2>



<p><br>La risposta è, in realtà, molto semplice. Il clickbait rimane sempre sul vago, in modo tale che tutti, apparentemente, possiamo sentirci coinvolti e interessati dal contenuto che nasconde.<br>Per fare un esempio pratico, non leggerete mai un titolo del genere: “S<em>ensazionale scoperta nel mondo scientifico: ecco a voi il Bosone di Higgs”, bensì, troverete un’infinità di titoli simili a questo: “Fenomenale! Ecco l’ultima scoperta nel panorama scientifico…</em>”.</p>



<p><br>Non solo il clickbait contribuisce al successo delle Fake News, vi sono altri aspetti da tenere in considerazione, alcuni dei quali probabilmente meno intuitivi. Facciamo un piccolo passo indietro. È risaputo che, purtroppo, le notizie vere non sono sempre belle, anzi, spesso sono crude, dirette, spietate; non vanno a soddisfare il desiderio di appagamento che abbiamo. Ma a loro non importa, perché non devono essere affascinanti, devono essere, semplicemente, vere, fedeli alla realtà. Una Fake News, invece, non è soggetta a nessun vincolo di questo tipo, e può dunque sbizzarrirsi nel riportare false verità il cui unico scopo è quello di essere accomodanti, soddisfacenti, intriganti.<br>Ecco dunque perché le Fake News hanno così tanti click. Perché, in fondo, danno sempre una risposta semplice a una domanda difficile.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><br>Qual è la motivazione che spinge la diffusione di notizie false?</h2>



<p><br>Uno dei fattori preponderante che spinge l’autore a creare Fake News, consapevole della popolarità che esse hanno, è quello di ottenere il maggior numero di views possibili sulla propria pagina web, rivista o su qualsiasi sia lo strumento di divulgazione delle informazioni. Queste views, in molti casi, comportano un guadagno per l’autore tramite pubblicità e inserzioni presenti nel sito stesso, quindi maggiori saranno le visite e le condivisioni, maggiore sarà il suo profitto. L’autore utilizza furbamente le caratteristiche elencate nel paragrafo precedente per arrivare al maggior numero di lettori, potendo così sfruttare questi ultimi a scopo di lucro; dunque, oltre che divulgare disinformazione, è in grado di generare un guadagno significativo, considerando anche i costi irrisori cui è soggetto.<br></p>



<p>Un altro scopo che spinge alla creazione di una Fake News, è sicuramente quello di influenzare chi la legge, tirandolo verso una direzione che, generalmente, ha un carattere di propaganda politica o socio-economica. Banalmente, potremmo leggere una notizia che ci informa su determinati comportamenti o atteggiamenti tenuti da un leader di partito, mettendo in luce come questi siano stati immorali. Saremo così immediatamente influenzati nel giudizio dell’individuo in questione, rischiando di inciampare in valutazioni pregiudizievoli.<br></p>



<p>È dunque fondamentale, per l’autore di Fake News, cercare di inculcare pensieri e idee distorte nella mente del lettore, così da modificare le sue prospettive e punti di vista, inducendolo a differenti considerazioni e decisioni, che possono avere un impatto in ambito sociale, politico ed economico. Succede a volte, anche se con frequenza minore, che la reale intenzione di una Fake News sia ombreggiata ed oscurata da una copertina illusoria il cui scopo è quello di generare semplicemente caos. È importante essere consapevoli che lo scalpore generato da una notizia non è mai fine a sé stesso, ma si riconduce, nella maggior parte dei casi, ai fini descritti nelle righe superiori.</p>



<p><br>Osserviamo degli&nbsp;<strong>studi</strong>&nbsp;condotti sulle Fake News:<br>Ve ne sono innumerevoli il cui scopo è quello di sottolineare quanto il problema delle Fake News sia attuale, concreto e pericoloso. Analizziamo due delle ricerche più importanti in questo ambito, condotte da First Draft News, uno dei progetti più importanti per combattere la disinformazione online, e dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology in collaborazione con Twitter.<br>Claire Wardle, direttrice di First Draft News, network internazionale sulla verifica delle fonti online, individua:</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sette modi di fare disinformazione:</h2>



<ol class="wp-block-list"><li>Collegamento ingannevole: quando titoli, immagini o didascalie differiscono dal contenuto.</li><li>Contenuto ingannatore: quando il contenuto viene spacciato come proveniente da fonti realmente esistenti.</li><li>Contenuto falso al 100%: quando il contenuto è completamente falso, costruito per trarre in inganno.</li><li>Contenuto manipolato: quando l’informazione reale, o l’immagine, viene manipolata per trarre in inganno.</li><li>Manipolazione della satira: quando non c’è intenzione di procurare danno, ma il contenuto satirico viene utilizzato per trarre in inganno.</li><li>Contenuto fuorviante: quando si fa uso ingannevole dell’informazione per inquadrare un problema o una persona.</li><li>Contesto ingannevole: quando il contenuto reale è accompagnato da informazioni contestuali false.<br>Uno studio condotto da ricercatori del Mit in collaborazione con Twitter ha analizzato che una “Fake news” ha il 70% di probabilità in più di essere retwittata di una “true”.<br>“<em>Abbiamo riscontrato che le menzogne si diffondono molto più velocemente, più in profondità, e in modo più ampio rispetto alla verità, in tutte le categorie dell’informazione. Le false notizie sono più nuove e le persone hanno maggiori probabilità di condividere nuove informazioni</em>.”<br>Sui social network, le persone possono attirare l’attenzione essendo i primi a condividere informazioni precedentemente sconosciute (ma probabilmente false).</li></ol>



<h2 class="wp-block-heading">Come riconoscerle per evitarle?</h2>



<p><br>Nonostante le Fake News siano spesso molto ingannevoli e capaci di mascherarsi da notizie vere, vi sono numerose accortezze che possiamo prendere per evitarne o comunque limitarne drasticamente la diffusione. Perché è importante ricordarsi che, nonostante tutto, siamo noi, principali utilizzatori dei social network, coloro i quali possono distruggere il diffondersi delle notizie false. Il primo aspetto su cui fare leva è sicuramente il buon senso. È necessario<br>comprendere a fondo che ogni notizia errata, è potenzialmente una bomba ad orologeria se utilizzata nel modo sbagliato. Questo fattore deve spingerci a fare un passo indietro ogni qualvolta ci imbattiamo in una nuova notizia, e porci di fronte un interrogativo molto importante: “<strong>Ciò che sto leggendo è effettivamente vero? È riportato dalle principali fonti di divulgazione? Si basa su studi scientifici condotti dalle più importanti associazioni che operano in tale campo?</strong>”. Le giuste domande sono sicuramente il segreto per trovare le risposte corrette, ed è per questo motivo che è di fondamentale importanza porsele.<br></p>



<p>In questo processo che è sicuramente delicato, non siamo soli per fortuna. Vi sono innumerevoli aiuti che possiamo sfruttare per verificare la veridicità di una notizia. In particolare, possiamo affidarci alle competenze e alla serietà con cui operano, ad esempio, Butac e First Draft News, associazioni e progetti attivi nella lotta contro le notizie false.<br></p>



<p>La battaglia che ognuno di noi può condurre contro le Fake News e la loro diffusione, ci ricorda quanto l’operato di ogni singolo individuo sia, alla fine, estremamente importante per il raggiungimento di uno scopo comune, che rappresenta, in tale caso, proteggere tutti noi dalla minaccia delle notizie false.</p>



<p>Simone Ravani</p>



<p>#JEMIBreview</p>



<p>Fonti:<br>Massachusetts Institute of Technology<br>First Draft News<br>Il Sole 24 ORE</p>
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