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	<title>public apeaking Archivi - JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</title>
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		<title>PUBLIC SPEAKING: COME ESSERE UN BUON ORATORE IN POCHE MOSSE</title>
		<link>https://jemib.it/public-speaking-come-essere-un-buon-oratore-in-poche-mosse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2018 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione oratoria]]></category>
		<category><![CDATA[persuasione]]></category>
		<category><![CDATA[public apeaking]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quante volte ci è capitato di sentirci bloccati di fronte ad un pubblico che aspettava solo di sentirci parlare? Se è stato così anche per te, eccoti dei consigli per dei discorsi efficaci e di successo!</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/public-speaking-come-essere-un-buon-oratore-in-poche-mosse/">PUBLIC SPEAKING: COME ESSERE UN BUON ORATORE IN POCHE MOSSE</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Quante volte nella nostra vita o semplicemente nella nostra carriera scolastica, ci è capitato di trovarci di fronte ad un pubblico che aspettava solo di sentirci parlare?</em></p>



<p>Che fosse per la presentazione di un progetto, o per una comunicazione importante, o perché avevamo intenzione di coinvolgere qualcuno in un discorso e convincere o semplicemente&nbsp;far passare un determinato messaggio: comunicare.</p>



<p><em>Il <strong>public </strong><strong>speaking</strong> è spesso un ostacolo, ma perché?</em></p>



<p>Abbiamo paura di risultare noiosi e monotoni.</p>



<p>Abbiamo paura di non riuscire a parlare o ad esprimerci in modo non esaustivo.</p>



<p>Abbiamo paura di quello che pensa l’uditorio ogni volta che apriamo bocca.</p>



<p>Insomma, parlare in gruppo è sicuramente una situazione comunicativa che prevede impegno, per via dell’elevata tensione emotiva e delle complesse dinamiche di gruppo, ma nel mondo del lavoro risulta fondamentale.</p>



<p>“La gestualità non va appresa ma soprattutto praticata in modo spontaneo” – Quintiliano</p>



<p>L’arte del parlare non è sicuramente una novità e già dall’epoca romana si ritrovano parole di grandi oratori che sono tuttora valide.&nbsp;Quintiliano ad esempio aveva lavorato sul modello del perfetto oratore, che riportava come elementi fondamentali:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Inventio: il materiale per il discorso.</li><li>Dispositio: come distribuire il materiale nel discorso.</li><li>Elocutio: lo stile, la chiarezza espositiva.</li><li>Memoria: dote naturale da esercitare.</li><li>Actio: il linguaggio del corpo e il linguaggio.&nbsp;paraverbale (ad esempio il tono e il volume della voce).</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="858" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/07/image-2.jpeg" alt="" class="wp-image-2964" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/07/image-2.jpeg 600w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/07/image-2-210x300.jpeg 210w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>



<p><em>Ma come si fa a combattere l’ansia?</em></p>



<p>Per quanto riguarda il giudizio dei più: non basta credere in se stessi od autoconvincersi di poterlo fare. E non serve immaginare il solito pubblico nudo o allenarsi a parlare davanti ad una platea di cani, tra le tecniche più assurde.</p>



<p>Un ruolo improntate lo gioca la comunicazione non verbale, perché influenza la nostra mente e la nostra sicurezza.</p>



<p>Ma analizziamo prima cosa significa <strong>comunicar</strong><strong>e</strong>:&nbsp;“comunicare v. tr. e intr. [dal lat. communicare, der. di communis«comune» &#8211; 1. a. tr. Rendere comune, far conoscere, far sapere; per lo più di cose non materiali: c. pensieri, idee, sentimenti; c. la propria scienza; c. il coraggio, il timore; riuscì a comunicarmi la sua ansia.”&nbsp;</p>



<p>Infatti, una comunicazione efficace è determinata solo in una minima parte da quello che diciamo (comunicazione verbale), invece un messaggio è costituito per lo più dal modo in cui lo diciamo, cioè dal nostro linguaggio del corpo e paraverbale. Secondo gli studi del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Albert_Mehrabian">Prof. Albert Mehrabian</a>, psicologo statunitense, un messaggio è fatto per il 7% dalla comunicazione verbale, per il 55% dal linguaggio del corpo e per il 35% dal linguaggio paraverbale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="438" height="265" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/07/image-1.jpeg" alt="" class="wp-image-2963" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/07/image-1.jpeg 438w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/07/image-1-300x182.jpeg 300w" sizes="(max-width: 438px) 100vw, 438px" /></figure>



<p>In parole povere: una persona timida o ansiosa davanti ad un pubblico, ha solitamente lo sguardo basso o rivolto nel vuoto, la voce bassa e una postura chiusa, con le braccia lungo i fianchi o con le braccia incrociate sul petto. Per riuscire a fare un buon intervento dovrebbe: alzare il volume di voce rispetto al solito, guardare le persone negli occhi e avere una postura aperta e solida, il cosiddetto <strong>Power Posing</strong>. Assumendo questo tipo di postura, non solo creiamo influenze positive sull’uditorio, ma infondiamo in noi stessi forza e sicurezza.</p>



<p>Ecco allora qualche consiglio utile:</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1 Sfruttate il potere dello sguardo.</strong></h3>



<p>Il peggior incubo di un public speaker è una platea distratta. In qualunque contesto voi dobbiate parlare, è vitale mantenere il contatto visivo con chi deve ascoltarvi. Se si tratta di un piccolo gruppo, bisogna guardare tutti. Con un pubblico più vasto, invece, è più semplice è fissare un punto in fondo alla sala</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2 Voce e linguaggio paraverbale.</strong></h3>



<p>&nbsp;Hanno un ruolo importantissimo nel tenere viva l’attenzione. È consigliato variare il volume della voce e il tono adattandolo al discorso, e variare il ritmo.</p>



<p>I grandi leader fanno pause lunghe perché permettono a chi ascolta di comprendere meglio quanto detto. Ma bisogna usarle in maniera efficiente.&nbsp;Dice <a href="https://fr.m.wikipedia.org/wiki/Bertrand_Périer" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bertrand Périer</a> nel suo libro Parlare è un’arte marziale: “Il silenzio fa parte del discorso, bisogna saperlo gestire e usarlo nel momento opportuno. Non deve mai essere subito, né rivelare che l’oratore ha perso il filo del discorso o è annoiato”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3 Effetto primacy.</strong></h3>



<p>Tendiamo infatti a ricordarci o a stare molto più attenti alle prime cose che vengono dette.</p>



<p>È infatti importante strutturare il discorso in modo tale per cui i temi più forti siano all’inizio, così da accalappiare immediatamente l’attenzione e la curiosità del pubblico.</p>



<p>“Molte più persone di quanto normalmente si pensi temono di dover parlare in pubblico e lo temono quasi più della loro stessa morte” &#8211; Mark Twain-</p>



<p>Riuscire a parlare efficacemente davanti al pubblico è possibile ed è una sfida molto stimolante.</p>



<p>Con un po’ di impegno ed allenamento verrete ricompensati con un &nbsp;fragoroso applauso.<img decoding="async" src="blob:https://jemib.it/b4790126-6450-4a85-8798-9480035f1004"></p>



<p>Giulia Giacometti</p>



<p>#<a href="http://jemib.it/2018/07/02/5-consigli-per-un-articolo-efficace-secondo-google/">JEMIBreview</a></p>
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