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	<title>recruitment Archivi - JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</title>
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	<description>Sito ufficiale di JEMIB</description>
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		<title>IL RECRUITMENT: COSA SI NASCONDE DIETRO LE QUINTE DI UN COLLOQUIO?</title>
		<link>https://jemib.it/il-recruitment-dietro-le-quinte-di-un-colloquio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2022 11:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HR]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[colloquio]]></category>
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		<category><![CDATA[selezione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ti sei mai chiesto come funziona il processo di recruitment? Te lo spiega Marco Plebani, il Project Manager dello spring recruitment di JEMIB</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/il-recruitment-dietro-le-quinte-di-un-colloquio/">IL RECRUITMENT: COSA SI NASCONDE DIETRO LE QUINTE DI UN COLLOQUIO?</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Scovare il profilo ideale tra diverse <strong>candidature </strong>è una delle fasi più difficili e laboriose per un’azienda. Scopriamo insieme come viene svolta questa attività all’interno di JEMIB e quali sono i <strong>segreti </strong>che si nascondono dietro le quinte di un colloquio di recruitment.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cosa vuol dire recruiting e chi se ne occupa?</strong></h2>



<p>Il termine <strong>recruiting </strong>non ha una vera e propria traduzione in italiano, ma viene comunemente utilizzato per descrivere il processo di <strong>ricerca </strong>e <strong>selezione </strong>del personale. Si tratta di un’operazione che si svolge su due livelli: è <strong>interno </strong>nel momento in cui si cercano di collocare le risorse già presenti nei diversi dipartimenti, in modo da valorizzarne le competenze, oppure è <strong>esterno </strong>quando si ricercano dei profili adatti per essere assunti e collaborare al meglio con il resto del personale.&nbsp;</p>



<p>Questo è un lavoro laborioso e dispendioso, il recruiter può sottoporre il candidat* a numerosi <strong>controlli </strong>e <strong>prove </strong>per capire se il suo profilo è adatto al target aziendale. Questa attività è affidata al dipartimento delle <strong>risorse umane</strong> che si occupa in primo luogo di capire le esigenze di tutte le aree, e di capire le soft e hard <strong>skills </strong>di cui devono disporre i candidati.&nbsp;</p>



<p>Molti di voi ci hanno chiesto come funziona il recruitment all’interno di JEMIB, e per spiegarlo nel modo più accurato e preciso possibile abbiamo deciso di intervistare <strong>Marco Plebani</strong>, Project Manager dello spring recruitment del 2022 che ci spiegherà il dietro le quinte di questa fase tanto fondamentale per l’associazione quanto complessa.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Cosa si nasconde dietro le quinte del recruitment di JEMIB?</em></h2>



<p>Dietro le quinte del recruitment si nasconde un processo molto lungo e articolato: all’inizio è necessario capire i<strong> bisogni delle diverse aree</strong> che compongono JEMIB, i profili ideali dei candidat* e quante risorse sono necessarie. Dopo questa prima analisi viene messa in atto una vera e propria <strong>strategia di marketing</strong> per farci conoscere all’interno dell’ambiente universitario: oltre che gli interventi nelle aule, il volantinaggio ed i gadget, quest’anno abbiamo avuto anche l’opportunità di organizzare il nostro primo<strong> open day</strong>!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Il recruitment può essere modificato o è un processo prestabilito?&nbsp;</em></h2>



<p>Il <strong>recruitment di JEMIB</strong> è suddiviso in <strong>quattro fasi</strong> principali: lo screening dei <strong>CV</strong>, il colloquio <strong>motivazionale</strong>, il colloquio <strong>tecnico </strong>ed infine il <strong>periodo di prova</strong>, che dura all’incirca un mese. In generale si tratta di un processo prestabilito, al quale è comunque possibile apportare delle modifiche, che negli anni è molto cambiato per via&nbsp; dello sviluppo di alcune tematiche e dell’ambiente lavorativo. Il recruitment che viene svolto ai giorni d’oggi è frutto di un <strong>lungo processo di evoluzione</strong>,dove sono stati corretti gli “errori” che si commettevano in passato, ed essendo ormai così <strong>articolato </strong>e <strong>standardizzato </strong>è difficile da manipolare.&nbsp;</p>



<p>Per quanto riguarda JEMIB, all’interno delle varie fasi di selezione, è comunque possibile fare delle modifiche alla propria candidatura: magari se un candidat* ha deciso di fare un <em>application </em>per un&#8217;area che non gli appartiene veramente, gli è consentito cambiare il suo percorso in itinere, oppure i diversi membri dell’area HR individuano delle nuove modalità per selezionare i candidat* perfetti, rispetto a quelle che già esistono.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Quali sono i campanelli d’allarme che si accendono ad un HR durante un colloquio?</em></h2>



<p>Principalmente le <em>red flags</em> che gli HR riscontrano nella fase di selezione sono di diverso tipo. Un esempio potrebbe essere il fatto che il candidat* fornisce delle <strong>informazioni</strong> che sono <strong>discordanti con </strong>quello che ha invece inserito nel suo <strong>CV</strong>: ricordate sempre che il vostro CV viene analizzato prima di un colloquio quindi rimanete fedeli a quello che avete scritto lì! Un altro errore che si può commettere è quello di cadere nel <strong>socialmente desiderabile</strong>, ovvero fornire risposte non veritiere solo perchè si pensa di <strong>fare bella figura</strong> con i recruiter. Il mio consiglio è quello di essere il più possibile <strong>sinceri </strong>e <strong>trasparenti </strong>durante tutte le fasi del colloquio, non è questione di vendersi bene per fare una bella figura, ma bisogna cercare di <strong>raccontarsi</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Quali sono le domande che non si possono fare ad un colloquio?</em></h2>



<p>Con il passare degli anni e le nuove leggi sulla tutela dei dati e delle informazioni personali, ci sono alcune domande che è proibito fare ad un colloquio.&nbsp;Prima di tutto è vietato chiedere se la person* in questione ha in mente in un futuro di<strong> diventare genitore</strong> e di creare una famiglia, o addirittura se nel momento del colloquio si trova in <strong>stato di gravidanza</strong>. In secondo luogo è vietato fare domande che riguardano i dati sensibili come ad esempio il <strong>partito politico</strong> per cui si simpatizza oppure il <strong>proprio orientamento sessuale</strong>: domande di questo tipo potrebbero influenzare il recruiter ed il colloquio non risulterebbe <strong>imparziale</strong>, come deve invece essere, e soprattutto non rispetta le leggi della <strong>privacy </strong>e della riservatezza dei dati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Qual è il momento che hai preferito tra quelli vissuti fino ad ora?&nbsp;</em></h2>



<p>Uno dei momenti che ho apprezzato di più fino ad ora è stato l<strong>’open day</strong> in quanto è stato davvero interessante per me<strong> poter stare a contatto</strong> con i candidat*, rispondere alle loro domande, conoscerli di persona e non solo dietro ad uno schermo o un CV. Il periodo che apprezzerò maggiormente sarà il periodo di prova dei nostri candidat* in prova, potrò avere un diretto contatto con loro, e guidarli meglio all’interno del percorso di JEMIB ed insegnare loro quello che hanno insegnato a me i miei compagni quando ho deciso di entrare a far parte dell’associazione.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Hai trovato questo lavoro difficile? Perchè?&nbsp; </em><em>&nbsp;</em></h2>



<p>Sinceramente non ho trovato questo lavoro difficile, perché è quello che vorrei fare nella vita e mi è piaciuto molto potermi cimentare in questa attività. Lo ho però trovato abbastanza <strong>laborioso</strong> perchè essere il Project Manager del recruitment è un incarico che richiede molto tempo e moltissime energie, tanto che si è sollevati da tutti i compiti all’interno dell’area. La cosa più bella e importante secondo me è che <strong>non</strong> mi sono mai detto “<em>quello che sto facendo non mi piace</em>”, non ho mai avuto problemi a fare le riunioni a mezzanotte, o a fare più call durante la giornata, perchè è un lavoro che trovo <strong>stimolante </strong>e soprattutto è un’occasione che non mi ricapiterà mai, che solo grazie a JEMIB ho potuto sperimentare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Gli HR fanno solo selezione del personale?</em></h2>



<p>Anche se si tratta del ramo che preferisco, gli HR non si occupano assolutamente solo di questo! Si occupano anche di progettare <strong>piani di welfare</strong>, <strong>analisi dei dati</strong> che vengono raccolti tra i vari membri di un’azienda e organizzano <strong>progetti di formazione</strong> e <strong>team building</strong> per tutto il team. All’interno di JEMIB il recruitment è il progetto che contraddistingue maggiormente l’area HR perchè è quella che si occupa dell’intero processo di selezione, ma siamo <strong>forti</strong> anche in tantissimi altri ambiti!<br>Concludiamo questa intervista ringraziando di cuore <strong>Marco</strong> per averci spiegato i tratti più salienti della fase del recruitment, e invitando tutte le persone che in futuro vogliono candidarsi per entrare a far parte del nostro team a seguire questi <em>tips </em>utili per <strong>lasciare a bocca aperta </strong>i recruiter!</p>



<p><em>Aurora Pintarelli </em></p>



<p>#JEMIBreview</p>
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