<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Interviste Archivi - JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</title>
	<atom:link href="https://jemib.it/category/interviste/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://jemib.it/category/interviste/</link>
	<description>Sito ufficiale di JEMIB</description>
	<lastBuildDate>Fri, 21 Oct 2022 11:18:20 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.2</generator>

<image>
	<url>https://jemib.it/wp-content/uploads/2024/11/cropped-pitt_full-32x32.png</url>
	<title>Interviste Archivi - JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</title>
	<link>https://jemib.it/category/interviste/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>PICCOLI PASSI PER UN TURISMO SOSTENIBILE</title>
		<link>https://jemib.it/piccoli-passi-per-un-turismo-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 11:02:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[JEMIB]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://jemib.it/?p=7870</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il turismo è un'attività ormai alla portata di tutti. Scopriamo come essere più sostenibili durante i nostri viaggi, in particolar modo nel turismo di montagna.</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/piccoli-passi-per-un-turismo-sostenibile/">PICCOLI PASSI PER UN TURISMO SOSTENIBILE</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>“Ho trovato un’offerta a un prezzo stracciato per trascorrere una settimana a Bali il prossimo inverno, in un resort all-inclusive!”</em> <br><em>“Davvero? Io invece vorrei andare in vacanza Formentera a Luglio, quest’anno ci vanno tutti!”</em> <br><em>“Io opterò per la montagna quest’estate, le spiagge estive sono troppo affollate!”</em></p>



<div style="height:10px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Al giorno d’oggi viaggiare è diventata una possibilità alla portata di molti. Che si tratti di una vacanza all’altro capo del mondo piuttosto che di una scampagnata fuori città, il turismo è&nbsp; un settore in crescita esponenziale. Secondo la <a href="https://ourworldindata.org/tourism"><strong>World Tourism Organization</strong></a> nel 2018 sono stati ben <strong>1,4 miliardi</strong> gli arrivi internazionali in tutto il mondo. Un trend la cui impennata ha subito un taglio netto con l’avvento della pandemia di Covid-19, ma che ha ripreso con ancora maggior forza a partire dallo scorso anno.&nbsp;<br>È in un ambiente di questo tipo che si fa largo un nuovo concetto, fondamentale al punto da essere stato inserito tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’<a href="https://www.un.org/sustainabledevelopment/development-agenda/">Agenda 2030</a> dell’<strong>ONU</strong>. Si tratta del<strong> turismo sostenibile</strong>.</p>



<p>Il sito di <strong>World Tourism Organization</strong> definisce il turismo sostenibile come “<em>una struttura che soddisfi i viaggiatori, gli ospitanti e l’industria del turismo supportando obiettivi come la protezione dell’ambiente, la lotta al cambiamento climatico e il mantenimento dell’integrità culturale. Un turismo che incontri i bisogni di tutti e aumenti le opportunità per il futuro, migliorando la prospettiva economica e sociale ed evitando, contemporaneamente, effetti indesiderati sociali, naturali e culturali</em>”. Sempre sul sito, si legge che il turismo “<em>deve tenere pienamente conto dei suoi impatti economici, sociali e ambientali presenti e futuri, rispondendo alle esigenze dei viaggiatori, dell&#8217;industria, dell&#8217;ambiente e delle comunità che ospitano</em>&#8220;.&nbsp;</p>



<p>Semplificando, il turismo sostenibile trova il suo fulcro nella figura del <strong>turista responsabile</strong>, un viaggiatore in grado di orientare le proprie scelte sulla base delle <strong>3 E</strong>: <strong>economia </strong>(economy), <strong>etica</strong> (ethics) e <strong>ambiente</strong> (environment).</p>



<p>Per approfondire l’argomento da un diverso punto di vista ci siamo confrontati con <strong>Mirko Morgese</strong>, associato dell’area HR, il quale ha di recente avuto un&#8217;esperienza di lavoro stagionale a stretto contatto con il mondo del turismo e della sostenibilità.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>In quale località hai lavorato nel corso della stagione estiva? Qual è stata la tua esperienza?</strong></h2>



<p>Ho trascorso circa un mese e mezzo presso il Rifugio <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rifugio_Tuckett"><strong>Tuckett e Q. Sella</strong></a> nelle Dolomiti di Brenta (2272 m.s.l.m.). È stata la mia prima esperienza di questo genere: sono amante delle montagne e ho colto questa occasione al volo quando mi si è presentata, poiché mi permetteva di unire la soddisfazione del vivere per un periodo immerso fra le montagne con l’utilità del lavoro stesso. Fortunatamente, sono stato subito accettato per ricoprire l&#8217;incarico: questa stagione estiva ha visto infatti una forte carenza di organico. Il lavoro si è rivelato fin da subito impegnativo, ma l’esperienza in generale è stata molto positiva.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono i comportamenti che un turista dovrebbe tenere in un ambiente naturale, ai fini di limitare l’impatto della propria presenza?</strong></h2>



<p>Come anticipato prima, sono un grande amante della montagna, del trekking e delle escursioni. Il lavoro in rifugio mi ha permesso di vivere l’esperienza anche dall’altro lato della medaglia, come responsabile della gestione delle persone che sono a loro volta frequentati dell’ambiente montano.&nbsp; <br>Il turista che sceglie un rifugio d’alta quota come meta per la giornata o per il weekend deve sempre tenere a mente dove si trova, per prestare di conseguenza attenzione all’<strong>impatto</strong> che il suo comportamento e le sue scelte possono avere sull’ambiente che lo circonda.&nbsp; <br>Per esempio, acquistare del cibo in un rifugio per poi non finirlo risulta come uno <strong>spreco </strong>immenso. Quel cibo è stato infatti trasportato dalle zone di valle, con i costi e l’inquinamento che ne conseguono e, se avanzato, viene gettato via, non può essere riutilizzato. Un comportamento più virtuoso sarebbe il consumare tutto ciò che si acquista in loco, oppure portare con sé da casa il cibo per la giornata. Un altro aspetto focale della questione è quello dei rifiuti: <strong>il turista dovrebbe sempre riportare a valle i propri rifiuti</strong>, evitando di abbandonarli presso il rifugio o, peggio ancora, nei boschi.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/ashim-d-silva-UjxL9x0nwQ8-unsplash-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-7872" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/ashim-d-silva-UjxL9x0nwQ8-unsplash-1-1024x683.jpg 1024w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/ashim-d-silva-UjxL9x0nwQ8-unsplash-1-300x200.jpg 300w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/ashim-d-silva-UjxL9x0nwQ8-unsplash-1-768x512.jpg 768w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/ashim-d-silva-UjxL9x0nwQ8-unsplash-1-1536x1024.jpg 1536w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/ashim-d-silva-UjxL9x0nwQ8-unsplash-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali accortezze mettono in pratica i gestori e i lavoratori di un rifugio per essere maggiormente sostenibili?</strong></h2>



<p>Purtroppo il solo essere in una posizione “scomoda” da raggiungere e lontana dalle principali vie di comunicazioni rende tutto meno sostenibile. Tutti i beni di consumo di un rifugio vengono lì trasportati tramite teleferica (se presente) o elicottero, producendo un impatto considerevole sull’ambiente. La teleferica inquina meno, nonostante l’elettricità usata per il suo funzionamento derivi spesso da generatori a benzina, i quali vengono usati anche per il consumo elettrico del rifugio stesso, nei casi in cui non siano presenti pannelli fotovoltaici o solari. Alcuni rifugi hanno promosso negli anni un sistema “<strong>plastic free</strong>”, prediligendo contenitori in vetro riutilizzabili. Questo non è però sempre possibile: nei luoghi dove l’acqua non è considerata potabile, la richiesta di bottigliette d’acqua di plastica, più leggere da trasportare, è ingente.&nbsp;</p>



<p>In generale, il rifugista ha il compito di raccomandare ai turisti di prestare attenzione alle risorse: non sprecare il cibo acquistato in rifugio, cercare di portare da casa le borracce d’acqua per non doverle acquistare in bottigliette di plastica, non sprecare carta igienica e sapone nei bagni. <strong>Tutto ha un impatto</strong>, a partire dal trasporto fino allo smaltimento: maggiore la quantità di rifiuti prodotta in alta quota, maggiore il dispendio energetico e l’inquinamento per trasportarli a valle tramite teleferica o elicottero. <br>Il rifugista è colui che ha il compito di guidare i turisti alle scelte consapevoli e sostenibili: quest’estate c’è stata una forte carenza d’acqua, di conseguenza abbiamo dovuto chiedere a coloro che pernottavano in rifugio di evitare di fare la doccia. Sono decisioni scomode, ma necessarie.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Si potrebbe fare uno sforzo maggiore per ottenere un turismo che sia ancora più sostenibile?</strong></h2>



<p>Certo, anche se si tratterebbe di una mentalità da adottare non solo nel contesto del rifugio di montagna, ma in generale in tutto ciò che ci può portare verso un mondo maggiormente sostenibile, senza riferirsi al solo ambito del turismo.&nbsp;Lavorando in questo ambiente, ho notato alcune differenze tra il rifugio Tuckett e altri rifugi da me conosciuti.&nbsp;<br>I rifugi ben connessi con i mezzi di trasporto (come ad esempio tramite telecabine) il livello dei frequentatori va dal turistico/amatoriale fino al grado più esperto. Molti di coloro che appartengono alla prima categoria citata sono turisti che vanno sì in montagna, ma che sono abituati alle comodità della città. Questo va a influire direttamente anche sulle richieste dei clienti, abituati ad avere qualsiasi prodotto o servizio a disposizione. Oggi nei rifugi è più semplice trovare, ad esempio, alimenti in più da consumare rispetto a qualche anno fa (come piatti gourmet, merendine o bibite). </p>



<p>C’è una tendenza di questo tipo per rispondere al mercato, protagonista del quale è il turista medio che troppo spesso non è educato, o non capisce il suo trovarsi in un ambiente diverso, nel quale si devono rispettare le regole della natura, pretendendo alimenti che solitamente si trovano in un bar o in un ristorante di città. La conseguenza diretta (dopo aver ricevuto numerose richieste di uno stesso tipo) è che il rifugio si attrezza per coprire la domanda, senza però prestare attenzione all’impatto ecologico che ciò può avere.</p>



<p>La mia impressione finale è dunque questa: molti credono che le cose non possano cambiare, ma <strong>io credo che invece possano eccome</strong>. Nel piccolo contesto del rifugio di montagna, questo potrebbe partire da una maggiore sensibilizzazione a comportamenti più corretti e a pratiche più ecologiche e sostenibili. Perché poco importa se si tratta di un turista che frequenta la montagna durante le vacanze piuttosto che un rifugista che vive tra quelle stesse cime da sempre: il cambiamento deve partire da <strong>ognuno di noi</strong>.</p>



<div style="height:40px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>#JEMIBreview</em></p>



<p><em>Emma Salvadori</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/piccoli-passi-per-un-turismo-sostenibile/">PICCOLI PASSI PER UN TURISMO SOSTENIBILE</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>COMMUNITY MANAGER&#8217;S DAY</title>
		<link>https://jemib.it/community-managers-day-chi-e-cosa-fa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2022 12:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornata mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[community manager]]></category>
		<category><![CDATA[community manager&#039;s day]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://jemib.it/?p=2134</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Community Manager gestisce una comunità virtuale (detta anche comunità online), con i compiti di progettarne la struttura e di coordinarne le attività.</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/community-managers-day-chi-e-cosa-fa/">COMMUNITY MANAGER&#8217;S DAY</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Community Manager&#8217;s Day viene celebrato annualmente il quarto lunedì di gennaio proprio per dar riconoscimento globalmente allo sforzo del community manager.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma chi è il community manager? Qual è il suo ruolo all’interno della realtà aziendale?</h2>



<p>Su wikipedia, alla voce ‘’Community Manager’’ troviamo ‘’ Il <strong>Community Manager</strong> (online community manager) è un addetto alla gestione di una comunità virtuale (detta anche comunità online), con i compiti di progettarne la struttura e di coordinarne le attività’’.</p>



<p>Ma questa definizione, nonostante esplicativa, risulta essere riduttiva per spiegare e descrivere il ruolo fondamentale e al contempo complesso del <strong>Community Manager</strong>.</p>



<p>Il community manager può svolgere diversi ruoli ed è sicuramente una figura ibrida all’interno del mondo aziendale. Ha il compito di<em> progettare</em> la struttura della comunità e degli eventi,<strong> </strong><em>definisce</em> quali sono i<strong> </strong>metodi di aggregazione della <strong>comunità</strong> stessa, scegliendo gli strumenti e i servizi più idonei al <em>raggiungimento degli obiettivi prefissati</em>. Ma il compito del <strong>Community Manage</strong>r non si conclude alla fine di questo iter appena descritto.</p>



<p>Uno dei compiti più importanti del <strong>Community Manager</strong> è la <em>gestione dei feedback e la valutazione dei livelli</em> di <strong>brand advocacy</strong> (l’atto spontaneo di un consumatore che raccomanda un brand, legato al concetto di marketing di passaparola). Il <strong>Community Manager</strong> deve saper quindi <em>creare, incrementare e coordinare</em> la <strong>comunicazione</strong> all’interno della sua <strong>community</strong>.&nbsp; Deve aver la capacità di definire non solo le regole di comportamento ma di saperle anche analizzare. Egli, infatti, introduce argomenti per stimolare anche le discussioni, motiva i cosiddetti lurkers (coloro che leggono, ma non intervengono) e riesce a gestire in maniera equilibrata anche i commenti negativi.</p>



<p>&nbsp;Attraverso queste analisi il <strong>Community Manager</strong> riesce non solo a comprendere l’andamento del lavoro aziendale ma può stilare proattivamente gli obiettivi futuri dell’azienda e della sua <strong>Community</strong>.</p>



<p>Un <strong>Community Manager</strong> è a tutti gli effetti il <strong>volto</strong> e la <strong>voce</strong> del brand nelle community. È necessario quindi che conosca perfettamente e a fondo le caratteristiche del prodotto e il mondo che ne deriva, oltre che il mondo che ruota internamente ed esternamente all’azienda per la quale opera.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><em>Data la complessità del tema&nbsp;e la curiosità sul ruolo del Community manager&nbsp; abbiamo deciso di porre queste stesse domande ad un nostro Jemibbo e scoprire cosa ne pensasse lui a riguardo.</em></h4>



<p>Lui è Mattia Peverelli ed è Project Manager del <strong>Podcast di Jemib</strong> ‘’ <a href="https://open.spotify.com/show/2LJNgM66K6Ae8hBDFUO8eY?si=7e5428eba78c4b17" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Skills in progress</strong> </a>‘’.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><em>‘’Chi è per te il Community Manager e qual è secondo te il suo ruolo ?‘’</em></h4>



<p>&#8221;Il CM ha la funzione di <strong>guidare</strong> sicuramente l’utente lungo le fasi del brand partendo dalla <strong>brand awareness</strong> fino alla <strong>trust</strong>, chiudendo tutto questo, nei migliori dei casi con l’<strong>advocacy</strong>. Lo guida attraverso la creazione di un rapporto <strong>‘’empatico’’</strong> uno a uno. Possiamo tradurre tutto questo con una frase di Baxter che rispecchia perfettamente il ruolo del CM ‘’<em>Il community manager è la voce della community per la sua azienda e la voce della sua azienda per la<br>community’’</em></p>



<p>Questo proprio perché il CM ha la capacità di percepire in primis la <strong>reputazione</strong> che il suo brand ha all’esterno e quindi riesce a finalizzare gli obiettivi e al contempo a realizzare i desideri del <strong>consumatore-utente</strong>.</p>



<p>È importante non solo che egli conosca i <strong>valori</strong> dell’azienda ma che questi vengano percepiti nel migliore dei modi, proprio perché avere una <strong>communty</strong> salda e forte rappresenta anche un <em>ritorno economico importante</em>.&#8221;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><em>&#8221;Cosa fa il CM?&#8221;</em></h4>



<p>&#8221;Nel day to day è anche un <strong>social media manager</strong>. Nel 2022 è fondamentale che il<strong> CM</strong> non solo conosca i social ma sappia come utilizzarli nel migliore dei modi, in quanto sono proprio i social che ad oggi riducono e accorciano le distanze. Deve essere un <strong>PR</strong> ma anche esperto di <strong>costumer care</strong>. Ma soprattutto deve essere bravo nel gestire le crisi.&#8221;</p>



<h4 class="wp-block-heading">&#8221;<em>Possiamo quindi definire</em> <em>il CM una figura</em> <em>ibrida e allo stesso tempo</em> <em>un collante con il mondo esterno?&#8221;</em></h4>



<p>‘’Assolutamente sì. Il <strong>CM</strong> deve essere in grado di saper analizzare tutto a 360 gradi con un occhio analitico e reattivo.</p>



<p>Tra i mille esempi penso al caso Gucci. Quest’ultimo ha aperto un server su Discord (un’applicazione nata per i gamer, dove videogiocatori di tutto il mondo discutono tra di loro). Il server di Gucci conta 25mila utenti ed è legato al metaverso, i suoi utenti avranno accesso per primi alla collezione digitale della Maison e la particolarità è che all’interno si racconta tutta la storia di Gucci. Quindi la community di Gucci vorrà essere li, sono appassionati non solo di moda ma anche di metaverso. Non solo quindi condividono i valori del brand ma apportano valore aggiunto.</p>



<h4 class="wp-block-heading">&#8221;<em>Spostando l’attenzione su di te, come ti trovi a gestire questo</em> <em>ruolo</em> <em>e</em> <em>qual è stata la tua sfida più grande?&#8221;</em></h4>



<p>‘’Non credo di potermi definire a tutti gli effetti community manager ma sicuramente il podcast è nato anche per rafforzare la community di <strong>Jemib</strong>. Infatti il podcast ci permette di avere un ruolo più diretto di un semplice post e soprattutto trasmette la cultura aziendale di <strong>Jemib</strong>.</p>



<p>La sfida più grande è stata quella di dover decidere il ‘’<strong>tone of voice</strong>’’, proprio perché va ad impattare sia sulla percezione esterna di<strong> Jemib</strong> sia su ciò che noi volevamo trasmettere. Quindi abbiamo scelto un tono di voce non completamente professionale ma che rispecchiasse lo stesso tono che sussiste tra noi Jemibbi : più <strong>casual</strong> ma <strong>consapevole</strong>, non per questo meno professionale. Descrive esattamente il modo in cui noi lavoriamo, sapendoci anche divertire.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><em>‘’Come pensi che tutto questo influirà sulla vita lavorativa futura?’’</em></h4>



<p>‘’Ricoprendo questo ruolo sto imparando il vero significato della parola <strong>qualità</strong>. La sfida più grande è cercare di non fermarsi al primo ostacolo, non accontentarsi mai del primo contenuto che si crea, e soprattutto di metterci davvero il cuore. È importante per me avere una visione più ampia e interrogarsi sempre.</p>



<p>Inoltre vedere le persone emozionate durante la registrazione e leggere pareri positivi è motivo di grande orgoglio che ripaga tutto il lavoro alle spalle’’</p>



<h4 class="wp-block-heading">‘’<em>Pensando sempre al futuro, come pensi si evolverà la figura del CM?’’</em></h4>



<p>‘’Probabilmente diventerà una figura sempre più essenziale, che si lascerà guidare maggiormente dall’utente stesso. Il rapporto uno a uno diventerà ancora più forte e saranno le aziende che, day by day, dovranno <strong>ascoltare</strong> il <strong>consumatore-utente.</strong></p>



<p>Il suo ruolo sarà a <strong>360 grandi</strong> proprio perché sarà il cliente stesso che veicolerà la creazione dello stesso prodotto.’’</p>



<h4 class="wp-block-heading"><em>‘’Infine se dovessi definire il CM con un solo aggettivo?</em> ‘’</h4>



<p>‘’<strong>Empatico</strong>. Il CM deve avere una certa <strong>sensibilità</strong> per comprendere il pensiero del consumatore. Deve saper <strong>leggere</strong> tra le righe e avere la capacità di <strong>ascoltare</strong> e mettere in atto il desiderio di chi gli sta di fronte’’</p>



<p><em>Concludiamo questa intervista augurando buon Community Day’s Manager a tutti i CM che ci leggono, a chi lo diventerà e a chi è semplicemente curioso come noi!</em></p>



<p></p>



<p><em>Vitanna Di Taranto</em></p>



<p>#JEMIBReview</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/community-managers-day-chi-e-cosa-fa/">COMMUNITY MANAGER&#8217;S DAY</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
