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	<title>donne imprenditrici Archivi - JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</title>
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		<title>DONNE E IMPRESA: L&#8217;AIUTO CONCRETO DELLE ISTITUZIONI ALLE IMPRENDITRICI</title>
		<link>https://jemib.it/donne-e-impresa-aiuto-concreto-delle-istituzioni-alle-imprenditrici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2022 11:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[donne imprenditrici]]></category>
		<category><![CDATA[imprese femminili]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>"Donne e Impresa", il convegno organizzato da Regione Lombardia per illustrare le opportunità dedicate alle imprenditrici lombarde.</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/donne-e-impresa-aiuto-concreto-delle-istituzioni-alle-imprenditrici/">DONNE E IMPRESA: L&#8217;AIUTO CONCRETO DELLE ISTITUZIONI ALLE IMPRENDITRICI</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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<p>“In Italia ci sono mediamente cinque donne imprenditrici ogni dieci uomini” è l’incipit della ricerca di <a href="https://www.polis.lombardia.it/wps/portal/site/polis">PoliS Lombardia</a>, “<a href="https://www.polis.lombardia.it/wps/wcm/connect/48f707bf-3d81-4b94-91ad-e9f728f01dd3/studioPL_imprenditoria+femminile+in+Lombardia+%28nel+2019%29_202010_ok.pdf?MOD=AJPERES&amp;CACHEID=ROOTWORKSPACE-48f707bf-3d81-4b94-91ad-e9f728f01dd3-nmeDLE8">L’imprenditoria femminile in Lombardia</a>” del 2020.&nbsp;</p>



<p>Non si tratta di un dato rassicurante, quanto piuttosto di una stima realistica della partecipazione delle donne al mondo imprenditoriale italiano.<br>In particolare in <strong>Lombardia si concentra il 13,6% delle imprese femminili italiane</strong>, con un incremento del 4,9% avvenuto tra il 2014 e il 2019, sempre secondo PoliS Lombardia.<br>Osservando i dati delle imprese femminili giovanili, ovvero nate dall’iniziativa di under 30, notiamo che la Lombardia si colloca leggermente al di sotto del valore medio nazionale, con una quota di imprese femminili giovanili pari al 12%, sul totale delle imprese lombarde con una donna al vertice. Regione virtuosa in questo ambito è la Campania, con una quota pari al 16,5%.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le imprenditrici incontrano maggiori difficoltà di accesso al credito</h2>



<p>È stato rilevato, in tutti i Paesi dell’Unione Europea, che le donne ritengono di incontrare <strong>maggiori difficoltà nell’accesso al credito </strong>rispetto agli imprenditori di sesso maschile, quindi faticano ad accedere al capitale necessario per avviare una nuova impresa.&nbsp;</p>



<p>Inoltre la formazione finanziaria è un fattore considerevole nel determinare il ruolo delle donne nel mondo economico. Difficoltà ad ottenere un credito e minori conoscenze finanziarie rappresentano un grosso gap rispetto ai colleghi uomini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Donne Impresa</h2>



<p>In questo contesto, fotografato grazie alle stime di PoliS Lombardia e aggravatosi a seguito della crisi innestata dalla pandemia, si inserisce l’evento tenutosi venerdì 1 aprile, dal titolo “Donne Impresa. Scenari, prospettive e opportunità per rilanciare l’economia femminile lombarda attraverso i fondi del PNRR” organizzato da Regione Lombardia.</p>



<p>Illustrare le iniziative di Regione Lombardia e del Ministero dello sviluppo economico, rese possibili dai fondi del PNRR, per <strong>promuovere e sostenere l’imprenditoria femminile </strong>era uno degli obiettivi dell’incontro, a cui hanno avuto la possibilità di partecipare gli associati di JEMIB Giorgia Cerliani, Responsabile dell’area Commerciale, Gabriele Giovagnoli e Daria Bisio, oltre alla Tesoriera Eleonora Brunello.</p>



<p>Per scoprire più dettagli, abbiamo intervistato Daria Bisio, associata dell’area Commerciale.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Come è stato strutturato l’evento?</h4>



<p>Nel complesso abbiamo assistito a tre momenti: l’introduzione, in cui si è cercato di rappresentare sinteticamente il filo conduttore dell’iniziativa; una seconda parte di esposizione di bandi e opportunità economiche riservate alle imprenditrici lombarde e, infine, un momento di scambio diretto con i partecipanti. Quest’ultima opportunità mi ha lasciata molto soddisfatta: abbiamo potuto fare del networking pazzesco, conoscere professioniste di una grande varietà di settori e parlare di JEMIB a delle persone che si sono rivelate affascinate dalla nostra realtà.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Qual è il concetto che ti ha colpita di più?</h3>



<p>Ho apprezzato molto il concetto espresso in uno dei primi interventi, secondo cui la donna non è una specie rara da proteggere, ha tutti gli strumenti e le competenze individuali per gestire un’impresa ed essere un’imprenditrice. Ad esempio, le quote rosa sono state definite “uno strumento” per permettere da subito alle donne di immettersi nelle posizioni più rilevanti nelle aziende e nelle istituzioni, ma non rappresentano una situazione ideale di pari opportunità. Ciò che manca alle donne per emergere sono, appunto, delle <strong>opportunità concrete</strong>, che non dipendono dalle donne stesse, ma dall’ambiente sociale e dalla mentalità. L’intento della Regione e del Ministero dello sviluppo economico esposto venerdì 1 aprile è quello di fornire alle donne dei benefici economici sostanziosi che possano rappresentare quelle opportunità di cui hanno bisogno.</p>



<h3 class="wp-block-heading">A proposito di mentalità, la cultura ha un ruolo nella presenza delle donne nel mondo imprenditoriale?</h3>



<p>Come ricordato durante l’evento, <strong>la cultura e la mentalità hanno un ruolo fondamentale</strong>, perché sono la vera causa dello svantaggio delle donne. I sostegni economici destinati a imprese con figure femminili al vertice rappresentano un’opportunità per le imprenditrici e per tutta la società di comprendere finalmente l’uguaglianza dei sessi e adottare un vero cambiamento nella mentalità collettiva.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come è stata accolta JEMIB?</h3>



<p>Essere invitati è stato importante, abbiamo avuto una sensazione di posizione fisica nella società. Essere coinvolti in una realtà così significativa e sentirsi ascoltati dalle grandi istituzioni è stato entusiasmante, abbiamo percepito attenzione verso la nostra realtà e le nuove generazioni.<br>Ringraziamo Daria per gli spunti preziosi, utili per riflettere sulla considerazione attuale delle donne nell’economia italiana.<br>È possibile consultare iniziative, agevolazioni economiche e le modalità per accedervi consultando il sito del Ministero dello <a href="https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/fondo-a-sostegno-impresa-femminile">sviluppo economico</a>.</p>



<p><em>Giulia Furlan</em></p>



<p>#JEMIBreview</p>
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		<title>DONNE CRISTALLIZZATE: LA DISCRIMINAZIONE DI GENERE NEL LAVORO</title>
		<link>https://jemib.it/donne-cristallizzate-la-discriminazione-di-genere-nel-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2019 12:06:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[donne imprenditrici]]></category>
		<category><![CDATA[gender equality]]></category>
		<category><![CDATA[JEMIB]]></category>
		<category><![CDATA[parità di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è ancora molto lavoro da fare per garantire la parità di genere negli ambienti lavorativi e non. Una donna non dovrebbe essere agevolata nella carriera in quanto tale, ma dovrebbe essere presa in considerazione per qualsiasi ruolo senza pregiudizi, al pari dei suoi colleghi.</p>
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<p>Sembra ieri che Susan Wojcicki diventava CEO di YouTube e invece da quel 5 febbraio sono già passati 5 anni, ciò nonostante il glass ceiling è ancora molto presente nella nostra&nbsp;società sia a livello di grandi multinazionali sia in ambienti lavorativi più ristretti.&nbsp;Ma che cos’è esattamente il glass ceiling?</p>



<p>No, glass ceiling non è il nome di un nuovo cocktail da sorseggiare il venerdì sera con gli amici bensì un fenomeno di discriminazione di genere esteso a livello mondiale. Tradotto letteralmente dall’inglese in &#8220;soffitto di cristallo&#8221;, è una metafora: una <strong>barriera</strong> <strong>invisibile</strong> che impedisce l’avanzamento di carriera per ragioni discriminatorie. Con riferimento alla discriminazione di genere si intende la situazione in cui una donna nel suo percorso lavorativo avanza di carriera fino a raggiungere un certo livello, identificato come middle-highmanagement (i cd quadri con funzioni dirigenziali per intenderci), a questo punto la sua progressione di carriera si blocca magicamente facendola stazionare in questa posizione senza poter raggiungere i vertici lavorativi.&nbsp;</p>



<p>La&nbsp;domanda&nbsp;da porsi è:&nbsp;perché più si salgono i gradini delle gerarchie di potere meno <strong>donne</strong> si incontrano?&nbsp;</p>



<p>Dati alla mano, nel 2013 il settimanale The Economist ha creato il Glass Ceiling Index ossia un indicatore che misura la presenza del soffitto di cristallo in 29 stati di tutto il mondo. Il grafico viene aggiornato annualmente, e secondo quello del 2017 il paese con maggiori problematiche legate alla progressione di carriera delle donne è la Corea del Sud. Chi sembra non risentire particolarmente di questo fenomeno sono invece i paesi scandinavi con la Svezia in testa alla classifica, seguita da Norvegia,&nbsp;Islanda e Finlandia. E l’Italia?&nbsp;L’Italia&nbsp;è stabile al 17° posto, circa nel mezzo della classifica, tra l’Austria e l&#8217;Australia.&nbsp;Soddisfatti? Anche no.&nbsp;</p>



<p>C’è ancora molto lavoro da fare per garantire la <strong>parit</strong><strong>à</strong> <strong>di</strong> <strong>genere</strong> negli ambienti lavorativi e non. Senza entrare nel merito di ideologie e di leggi con questo obbiettivo (femminismo, quote rosa e compagnia), la medicina più efficace è un cambiamento di mentalità. È&nbsp;più facile a dirsi che a farsi. Ci sono voluti anni di battaglie e di evoluzione per&nbsp;garantire il&nbsp;diritto di&nbsp;voto alle donne, speriamo di metterci un po’ meno a debellare questo fenomeno.</p>



<p>L’avanzamento di carriera non è l’unico problema della nostra&nbsp;società in tema di discriminazioni di&nbsp;genere, un altro fenomeno piuttosto diffuso è il &#8220;<strong>gender</strong> <strong>pay</strong> <strong>gap</strong>&#8220;, per gli amici divario retributivo di&nbsp;genere. In poche parole quel fenomeno che fa si che a&nbsp;parità di mansioni e&nbsp;inquadramento la donna percepisca una retribuzione minore&nbsp;rispetto al&nbsp;suo collega di sesso maschile.&nbsp;</p>



<p>Chiaramente&nbsp;questa non è una regola,non&nbsp;bisogna&nbsp;generalizzare, ma i casi&nbsp;riguardanti questo tema portati davanti ai&nbsp;giudici&nbsp;del lavoro sono parecchi. Le ragioni di&nbsp;questo fenomeno dipendono sia da fattori soggettivi che&nbsp;oggettivi. Alla radice del problema c’è&nbsp;sicuramente una mentalità che non riesce a vedere la donna con la stessa&nbsp;autorità professionale dell’uomo. C’è poi da dire che&nbsp;statisticamente le donne sono&nbsp;più soggette ad interruzioni di&nbsp;carriera per ragioni&nbsp;che&nbsp;riguardano la famiglia e in particolare i figli. Tra tutte le possibili cause di assenza dal lavoro solo il congedo per maternità obbligatoria e/o anticipata riguarda il solo genere femminile, mentre i congedi parentali e i permessi per malattia dei figli, nonostante virtualmente possano riguardare anche i padri, vengono usufruiti in misura preponderante dalle madri.</p>



<p>Il principio della&nbsp;parità retributiva&nbsp;è sancito dai trattati europei come uno dei principi&nbsp;fondamentali&nbsp;dell’UE. Nel 2014 la Commissione europea con una raccomandazione ha chiesto agli stati membri di potenziare tale principio attraverso la legislazione interna, rilevato che il divario di retribuzione tra uomini e donne in Europa ammonta al 16,2%. Tuttavia la&nbsp;legislazione in merito a questo punto è ancora molto scarsa, per non dire assente in alcuni stati membri.&nbsp;</p>



<p>La Commissione europea ha&nbsp;da poco&nbsp;aperto una consultazione per raccogliere&nbsp;informazioni&nbsp;da autorità pubbliche, parti sociali, società civile e ricerca&nbsp;che resterà aperta fino al 5 aprile 2019. L’obbiettivo è quello di individuare le lacune nella legislazione degli&nbsp;stati membri e di adottare misure specifiche a tutela del principio di&nbsp;parità retributiva.&nbsp;</p>



<p>Nel frattempo ci si&nbsp;augura di non imbattersi&nbsp;più in casi come quello sottoposto al Tribunale di Aosta nel 2015, giusto per citarne uno nostrano, in cui una dipendente con funzioni dirigenziali citava il suo datore di lavoro causa retribuzione inferiore non solo a quella dei colleghi dirigenti di sesso maschile, ma inferiore addirittura alla&nbsp;retribuzione annua di sei quadri e due impiegati.&nbsp;</p>



<p>Fortunatamente&nbsp;la giustizia ha fatto il suo corso: il datore di lavoro è stato condannato a pagare un cospicuo&nbsp;risarcimento danni alla dipendente per la&nbsp;discriminazione subita. Un passo verso un cammino ancora lungo.&nbsp;</p>



<p>Una donna non dovrebbe essere agevolata nella carriera in quanto tale, ma dovrebbe essere presa in considerazione per qualsiasi ruolo <strong>senza</strong> <strong>pregiudizi</strong>, al pari dei suoi colleghi. Deve essere valutata la voglia di fare, di mettersi in gioco e naturalmente la competenza con gli stessi criteri con cui questi aspetti si valutano su un uomo.</p>



<p>Concludo questo articolo come è iniziato, con una frase di Susan Wojcicki:&nbsp;</p>



<p>“Ammettiamolo: le imprese di ingegneria assumo più uomini che donne. Google ha fortemente cercato di assumere ingegneri donne basandosi su uno standard: Google assume i migliori ingegneri.&#8221;</p>



<p>#JEMIBreview</p>



<p>Marta Bigogno</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/donne-cristallizzate-la-discriminazione-di-genere-nel-lavoro/">DONNE CRISTALLIZZATE: LA DISCRIMINAZIONE DI GENERE NEL LAVORO</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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