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DONNE E IMPRESA: L’AIUTO CONCRETO DELLE ISTITUZIONI ALLE IMPRENDITRICI

“In Italia ci sono mediamente cinque donne imprenditrici ogni dieci uomini” è l’incipit della ricerca di PoliS Lombardia, “L’imprenditoria femminile in Lombardia” del 2020. 

Non si tratta di un dato rassicurante, quanto piuttosto di una stima realistica della partecipazione delle donne al mondo imprenditoriale italiano.
In particolare in Lombardia si concentra il 13,6% delle imprese femminili italiane, con un incremento del 4,9% avvenuto tra il 2014 e il 2019, sempre secondo PoliS Lombardia.
Osservando i dati delle imprese femminili giovanili, ovvero nate dall’iniziativa di under 30, notiamo che la Lombardia si colloca leggermente al di sotto del valore medio nazionale, con una quota di imprese femminili giovanili pari al 12%, sul totale delle imprese lombarde con una donna al vertice. Regione virtuosa in questo ambito è la Campania, con una quota pari al 16,5%.

Le imprenditrici incontrano maggiori difficoltà di accesso al credito

È stato rilevato, in tutti i Paesi dell’Unione Europea, che le donne ritengono di incontrare maggiori difficoltà nell’accesso al credito rispetto agli imprenditori di sesso maschile, quindi faticano ad accedere al capitale necessario per avviare una nuova impresa. 

Inoltre la formazione finanziaria è un fattore considerevole nel determinare il ruolo delle donne nel mondo economico. Difficoltà ad ottenere un credito e minori conoscenze finanziarie rappresentano un grosso gap rispetto ai colleghi uomini.

Donne Impresa

In questo contesto, fotografato grazie alle stime di PoliS Lombardia e aggravatosi a seguito della crisi innestata dalla pandemia, si inserisce l’evento tenutosi venerdì 1 aprile, dal titolo “Donne Impresa. Scenari, prospettive e opportunità per rilanciare l’economia femminile lombarda attraverso i fondi del PNRR” organizzato da Regione Lombardia.

Illustrare le iniziative di Regione Lombardia e del Ministero dello sviluppo economico, rese possibili dai fondi del PNRR, per promuovere e sostenere l’imprenditoria femminile era uno degli obiettivi dell’incontro, a cui hanno avuto la possibilità di partecipare gli associati di JEMIB Giorgia Cerliani, Responsabile dell’area Commerciale, Gabriele Giovagnoli e Daria Bisio, oltre alla Tesoriera Eleonora Brunello.

Per scoprire più dettagli, abbiamo intervistato Daria Bisio, associata dell’area Commerciale.

Come è stato strutturato l’evento?

Nel complesso abbiamo assistito a tre momenti: l’introduzione, in cui si è cercato di rappresentare sinteticamente il filo conduttore dell’iniziativa; una seconda parte di esposizione di bandi e opportunità economiche riservate alle imprenditrici lombarde e, infine, un momento di scambio diretto con i partecipanti. Quest’ultima opportunità mi ha lasciata molto soddisfatta: abbiamo potuto fare del networking pazzesco, conoscere professioniste di una grande varietà di settori e parlare di JEMIB a delle persone che si sono rivelate affascinate dalla nostra realtà.

Qual è il concetto che ti ha colpita di più?

Ho apprezzato molto il concetto espresso in uno dei primi interventi, secondo cui la donna non è una specie rara da proteggere, ha tutti gli strumenti e le competenze individuali per gestire un’impresa ed essere un’imprenditrice. Ad esempio, le quote rosa sono state definite “uno strumento” per permettere da subito alle donne di immettersi nelle posizioni più rilevanti nelle aziende e nelle istituzioni, ma non rappresentano una situazione ideale di pari opportunità. Ciò che manca alle donne per emergere sono, appunto, delle opportunità concrete, che non dipendono dalle donne stesse, ma dall’ambiente sociale e dalla mentalità. L’intento della Regione e del Ministero dello sviluppo economico esposto venerdì 1 aprile è quello di fornire alle donne dei benefici economici sostanziosi che possano rappresentare quelle opportunità di cui hanno bisogno.

A proposito di mentalità, la cultura ha un ruolo nella presenza delle donne nel mondo imprenditoriale?

Come ricordato durante l’evento, la cultura e la mentalità hanno un ruolo fondamentale, perché sono la vera causa dello svantaggio delle donne. I sostegni economici destinati a imprese con figure femminili al vertice rappresentano un’opportunità per le imprenditrici e per tutta la società di comprendere finalmente l’uguaglianza dei sessi e adottare un vero cambiamento nella mentalità collettiva.

Come è stata accolta JEMIB?

Essere invitati è stato importante, abbiamo avuto una sensazione di posizione fisica nella società. Essere coinvolti in una realtà così significativa e sentirsi ascoltati dalle grandi istituzioni è stato entusiasmante, abbiamo percepito attenzione verso la nostra realtà e le nuove generazioni.
Ringraziamo Daria per gli spunti preziosi, utili per riflettere sulla considerazione attuale delle donne nell’economia italiana.
È possibile consultare iniziative, agevolazioni economiche e le modalità per accedervi consultando il sito del Ministero dello sviluppo economico.

Giulia Furlan

#JEMIBreview

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