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	<title>Inghilterra Archivi - JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</title>
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		<title>LAVORARE CON UN BRAND DEL REGNO UNITO COME CREATORE DI CONTENUTI: PRO E CONTRO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2023 11:37:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Semplici e chiari consigli per svolgere il lavoro di Social Media Manager all'estero</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/lavorare-con-un-brand-del-regno-unito-come-creatore-di-contenuti-pro-e-contro/">LAVORARE CON UN BRAND DEL REGNO UNITO COME CREATORE DI CONTENUTI: PRO E CONTRO</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Introduzione</h2>





<p>Probabilmente hai sentito parlare o brand del Regno Unito <strong>performar</strong>e bene sui social media. Hanno un certo “non so che” in grado attirare i clienti e <strong>generare molto traffico online</strong>. Se stai anche pensando di avviare una partnership di contenuti con un <strong>brand</strong> del Regno Unito, questo articolo fa al caso tuo!</p>



<p>Ma prima di fare il grande passo, ci sono alcune cose che dovresti considerare. In questo articolo, analizzeremo i pro e i contro di lavorare con un marchio del Regno Unito come content creator. Offriremo anche alcuni suggerimenti su come sfruttare al meglio la <strong>partnership con il cliente</strong> e su come affrontare eventuali ostacoli sulla strada.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos&#8217;è un creatore di contenuti e come posso lavorare con un brand del Regno Unito?</strong></h2>



<p>Un content creator è una persona che crea contenuti per un&#8217;azienda o un <strong>privato</strong>. <strong>Può</strong> essere <strong>fatto </strong>sotto forma di blog, articoli, video o anche solo post sui social media. Potresti essere un content creator se sei un copywriter, un grafico o anche solo bravo a scattare foto.</p>



<p>Ci sono alcuni modi in cui puoi lavorare con un<strong> brand</strong> del Regno Unito come creatore di contenuti. Potresti diventare un affiliate (collaborazioni occasionali), potresti lavorare come ambassador o potresti persino diventare un sponsored influence. Tutto dipende da cosa sta cercando il brand e quali sono le tue esigenze.</p>



<p>Se sei interessato a diventare un <strong>content creator per un brand</strong>, la cosa migliore da fare è contattarli direttamente. Fai sapere loro chi sei, cosa fai e perché pensi che saresti adatto alla loro compagnia. Se sono interessati, ti contatteranno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Vantaggi di essere un creatore di contenuti e un gestore di social media</strong></h2>



<p>I vantaggi di essere un content creator e un <strong>social media manager</strong> per un <strong>brand</strong> del Regno Unito sono molteplici.</p>



<p>Puoi lavorare con <strong>un </strong>team appassionato per il proprio lavoro. Impari a conoscere diversi aspetti del marchio e dei prodotti che offrono. L&#8217;azienda si fida di te per rappresentarli sui social media. Ti viene data la libertà creativa di elaborare idee per i contenuti.La paga è generalmente molto buona<strong> e le ore di lavoro molto poche rispetto al classico sistema italiano.</strong></p>



<p><strong>Ricordati comunque che c</strong>&#8216;è molta pressione per produrre contenuti di alta qualità. <strong>In Italia siamo abituati a lavorare in modo raffazzonato,</strong> in Inghilterra un contenuto sbagliato ti può portare tranquillamente al licenziamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Contro di essere un content creator e social media manager</h2>



<p><strong>Non è tutto è fun and games</strong>. Ci sono alcuni grossi svantaggi nell&#8217;essere un creatore di contenuti e un social media manager, specialmente lavorando per un brand del Regno Unito. E forse qui è il caso di parlare di qualche esperienza personale avuta in passato, e che sto avendo tutt’ora.</p>



<p>Per cominciare, <strong>il tuo fuso orario potrebbe essere diverso da quello del tuo cliente se lavori da remoto</strong>, il che può rendere difficile la comunicazione. Il numero di meeting saltato perché mi sono presentato un’ora in ritardo perché mi sono scordato del fuso orario è fin troppo alto. Potresti anche lavorare con scadenze diverse da quelle a cui è abituato il tuo cliente, il che può portare a incomprensioni e frustrazione da entrambe le parti. Noi italiani siamo più tranquilli e spensierati, e i miei tempi di risposta alle mail di lavoro sono di 3-4 ore. <strong>Gli inglesi vivono per lavorare, le mail di risposta le mandano dopo pochi minuti.</strong></p>



<p>I brand britannici spesso si aspettano che <strong>i loro social media manager siano più &#8220;pratici&#8221;</strong> rispetto alle loro controparti italiane. Ciò può significare fare cose come creare grafica e video, nonché gestire gli account dei social media dell&#8217;azienda. E se non sei abituato a fare queste cose, può essere una grande sfida.</p>



<p>Infine, c&#8217;è la questione cultura. Limitandoci a quanto mi è permesso dire, sperando che l’editor non mi censuri, <strong>i britannici sono tendenzialmente molto ottusi e arroganti</strong>. Come straniero devi partire dal presupposto che loro pensano sempre di avere ragione e qualsiasi tentativo di farli ragionare è vano. Loro sanno cos’è meglio, cosa bisogna fare e come ci si deve comportare. <strong>La parola d’ordine è “umiltà” e la prima cosa da fare è mantenere la calma</strong>. D’altronde da un popolo che ha causato la Brexit non ci può aspettare tanto.<strong></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Suggerimenti per lavorare con un cliente come content creator</h2>



<p>Quindi, hai capito che questo può essere il lavoro giusto per te, ti lascio con qualche tips per svolgerlo al meglio!</p>



<p>Per avere successo come <strong>content creator</strong>, devi assicurarti di fornire ai tuoi clienti contenuti di qualità che li aiutino a raggiungere i loro obiettivi creativi. Ecco alcuni suggerimenti su come iniziare:</p>



<p>• <strong>Conosci i tuoi clienti</strong>. Poni domande sul loro marchio e su ciò che sperano di ottenere dai contenuti che crei.</p>



<p>• <strong>Crea fiducia</strong>: mostra loro campioni di lavoro e fornisci loro aggiornamenti regolari sui tuoi progressi.</p>



<p>• <strong>Stabilire canali di comunicazione chiari</strong> &#8211; Assicurarsi che tutte le comunicazioni siano chiare, dirette e coerenti in modo che non ci siano fraintendimenti.</p>



<p>• <strong>Rispetta la scadenza</strong> &#8211; Le scadenze dovrebbero essere considerate sacre: cerca di non perdere nessuna scadenza o di consegnare il lavoro in ritardo, in quanto ciò avrà un impatto negativo sul rapporto con il tuo cliente.</p>



<p>• <strong>Rimani al passo con le tendenze del settore</strong>: stare al passo con le tendenze del settore ti aiuterà a capire meglio quale tipo di contenuto risuonerà meglio con un pubblico nel Regno Unito. Inoltre, può anche aiutarti a trovare idee creative per campagne e post sui social media.</p>



<p><strong>Cosa devo fare come Social Media Manager per un brand del Regno Unito?</strong></p>



<p>In qualità di gestore di social media per un <strong>brand</strong> del Regno Unito, dovrai essere al top. Non solo devi avere familiarità con la missione e il messaggio del marchio, ma devi anche rimanere aggiornato sulle ultime tendenze ed essere pronto a cambiare di conseguenza.</p>



<p>Prima di tutto, crea contenuti accattivanti che trasmettano chiaramente la mission e il messaggio del marchio. <strong>Ti consigliamo di tenere il passo con le aspettative dei tuoi clienti e con i post dei loro concorrenti, quindi scopri che tipo di contenuto si aspettano da te.</strong></p>



<p><strong>È anche importante capire la cultura del Regno Unito</strong>. Ciò che funziona <strong>in Italia</strong> potrebbe non tradursi necessariamente<strong> in UK; quindi,</strong> fai qualche ricerca sulle tendenze locali prima di pubblicare qualcosa che potrebbe potenzialmente offendere le persone.</p>



<p>E infine, è essenziale rimanere in contatto con il tuo cliente: controlla regolarmente nuovi progetti, idee per i contenuti e qualsiasi feedback che potrebbero avere su ciò che hai pubblicato. Ricorda: <strong>la comunicazione è fondamentale!</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione</h2>



<p>Quindi, lavorare con un&#8217;azienda britannica come creatore di contenuti può avere i suoi pro e contro. Ma cosa puoi fare per far funzionare meglio la relazione sia per te che per il tuo cliente? <strong>Ecco alcuni consigli:</strong></p>



<p>1. Assicurati di comprendere le aspettative e gli obiettivi del tuo cliente.</p>



<p>2. Mantieni una comunicazione regolare con il tuo cliente e inviagli aggiornamenti regolari sui tuoi progressi.</p>



<p>3. Mantieni una mente aperta e sii pronto ad apportare modifiche ai tuoi contenuti se il tuo cliente lo richiede.</p>



<p>4. Sii paziente e professionale e ricorda sempre che il cliente ha sempre ragione.</p>



<p>5. E infine, ricordati di divertirti e goderti il ​​processo!</p>



<p></p>



<p><em>#JEMIBreview </em></p>



<p><em>Federico Mamone</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/lavorare-con-un-brand-del-regno-unito-come-creatore-di-contenuti-pro-e-contro/">LAVORARE CON UN BRAND DEL REGNO UNITO COME CREATORE DI CONTENUTI: PRO E CONTRO</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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		<title>IL RUOLO DEL LAVORO IN ITALIA E IN INGHILTERRA</title>
		<link>https://jemib.it/il-ruolo-del-lavoro-in-italia-e-in-inghilterra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2022 09:23:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo del lavoro cambia molto in base al luogo in cui ti trovi. Oggi analizziamo insieme il ruolo del lavoro in Italia e in Inghilterra</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/il-ruolo-del-lavoro-in-italia-e-in-inghilterra/">IL RUOLO DEL LAVORO IN ITALIA E IN INGHILTERRA</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Italia e Regno Unito sono due nazioni opposte per cultura e storia, ma soprattutto per il loro rapporto con il lavoro. Tutto nasce dal ruolo del singolo individuo nei contesti familiari. In Italia siamo abituati a dipendere dai nostri genitori nel corso delle scuole superiori e, in alcuni casi, anche durante l’università. In Inghilterra la maggior parte degli studenti ha già un lavoro part-time a partire dai 16 anni, tanto che il Governo inglese ha uno stipendio minimo creato appositamente per i ragazzi sotto i 18 anni (attualmente di 5 £ per ora). Quindi già da una giovane età i britannici sono abituati a lavorare in contesti dinamici e produttivi, ma non solo, ricevono fin da subito molte responsabilità e possono già avanzare di carriera. Non è un caso che tanti studenti universitari, anche al primo anno, siano già inseriti in aziende con ruoli di “Coordinator” o “Head of Department”.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1004" height="650" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/photo_5836887416445713462_y.jpg" alt="" class="wp-image-9085" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/photo_5836887416445713462_y.jpg 1004w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/photo_5836887416445713462_y-300x194.jpg 300w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/photo_5836887416445713462_y-768x497.jpg 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /></figure>



<p>Tutto ciò crea dei cittadini in grado di far parte della workforce dello Stato in maniera efficiente e accorta, senza quel “trauma” di passaggio tra università e mondo del lavoro. In Italia affidare responsabilità ai giovani sembra più un rischio che una consuetudine. Alla maggior parte degli Italiani è precluso l’ingresso in aziende prima di una laurea triennale. Pertanto i giovani si accontentano quasi sempre di ruoli nella ristorazione, stage più o meno retribuiti, mentre i più fortunati lavorano nelle aziende familiari. La retorica preponderante del Bel Paese è che “I giovani non vogliono lavorare”, quando sarebbe chiaro al più miope degli osservatori che la realtà è un’altra.</p>



<p><strong>L’INGRESSO IN AZIENDA</strong></p>



<p>In Inghilterra per ogni tipo di lavoro, anche cassiere o addetto alle vendite, si compila sempre un questionario in cui sono presenti dati che spaventerebbero qualsiasi datore di lavoro italiano. Tra questi ci sono: le aspettative di stipendio, la “classe sociale” di appartenenza e le aspettative che si hanno per il lavoro. Ogni domanda di lavoro va inoltre sempre accompagnata da una lettera di presentazione, altrimenti è impossibile essere considerati per il ruolo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1004" height="650" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/photo_5836887416445713463_y.jpg" alt="" class="wp-image-9086" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/photo_5836887416445713463_y.jpg 1004w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/photo_5836887416445713463_y-300x194.jpg 300w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/photo_5836887416445713463_y-768x497.jpg 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /></figure>



<p>Superata questa prima fase si affidano al candidato dei tasks da compiere, e se queste soddisfano le aspettative, si procede ai colloqui. Ci sono generalmente tre colloqui, il primo viene effettuato con il responsabile delle assunzioni (HR), il secondo con il futuro responsabile del candidato e il terzo in presenza del responsabile dell’intero dipartimento (Head of Department).</p>



<p>In Italia la fase di selezione è decisamente più flessibile, c’è più rispetto per il tempo del candidato perché si cerca di fare un colloquio senza call-back se non necessarie. Questo risulta in meno stress sul lavoratore, ma può portare a una scarsa considerazione delle candidature che possono essere scartate in poco tempo. A seguito del colloquio in Italia non viene quasi mai comunicato l’esito se negativo, in Inghilterra si giustifica sempre perché non si è assunto un candidato. Il feedback ricevuto è vitale per potersi riorganizzare in vista di un altro colloquio.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1004" height="650" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/photo_5836887416445713464_y.jpg" alt="" class="wp-image-9088" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/photo_5836887416445713464_y.jpg 1004w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/photo_5836887416445713464_y-300x194.jpg 300w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/photo_5836887416445713464_y-768x497.jpg 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /></figure>



<p><strong>DATI A CONFRONTO</strong></p>



<p>L’equilibrio vita-lavoro in Inghilterra è qualitativamente alto. La settimana lavorativa è stata diminuita a 35 ore, il lavoro si svolge spesso a metà tra remoto e in presenza, soprattutto nelle grandi città come Londra. Al lavoratore vengono concessi tanti benefit come un PC aziendale, abbonamenti gratuiti per i mezzi o per la palestra, e una serie di vantaggi che varia a seconda dell’azienda. In Italia questi servizi sono più l’eccezione che la norma, ma ciò non toglie che il nostro paese è al primo posto nell’equilibrio lavoro-vita stilato dal OECD, Better Life Index. In Italia i lavoratori dedicano il 69% della loro giornata alla cura personale e ai loro hobby, contro il 62% dei britannici. Il salario medio inglese ammonta a 1800 sterline mensili, mentre quello Italiano è di 1700 euro mensili e i poteri d’acquisto dei due paesi sono molto simili. Secondo l’OECD l’Italia ha una qualità della vita lavorativa genericamente superiore, la differenza abissale però consiste nel tasso d’occupazione, al 75% in Inghilterra e in Italia è al 58%.</p>



<p><strong>IN CONCLUSIONE</strong></p>



<p>Il nostro paese ha, per ironia della sorte, molto su cui lavorare. Se esistono buone condizioni nell’equilibrio lavoro-vita è anche vero che abbiamo un tasso occupazionale eccezionalmente basso, soprattutto tra i giovani. Bisognerebbe implementare quei meccanismi che, come abbiamo visto, permettono fin dalla giovane età di accedere al mercato lavorativo. Guardare fuori dal nostro Paese, senza necessariamente sminuire i nostri meriti, ci permetterebbe di migliorare come nazione sotto molti punti di vista e quello lavorativo è uno di questi.</p>



<p><em>JEMIBreview</em></p>



<p><em>Federico Mamone</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/il-ruolo-del-lavoro-in-italia-e-in-inghilterra/">IL RUOLO DEL LAVORO IN ITALIA E IN INGHILTERRA</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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