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	<title>proprietà intelletuale Archivi - JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</title>
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	<description>Sito ufficiale di JEMIB</description>
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	<title>proprietà intelletuale Archivi - JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</title>
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		<title>COSA C&#8217;ENTRANO LE INVENZIONI DI MEUCCI CON GLI NFT?</title>
		<link>https://jemib.it/cosa-centrano-le-invenzioni-di-meucci-con-gli-nft/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 14:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso, NFT e blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[brevetto]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
		<category><![CDATA[proprietà intelletuale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per la Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale parliamo di innovazione, ma soprattutto dell'importanza dei brevetti e Blockchain.</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/cosa-centrano-le-invenzioni-di-meucci-con-gli-nft/">COSA C&#8217;ENTRANO LE INVENZIONI DI MEUCCI CON GLI NFT?</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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<p>La <strong>proprietà intellettuale</strong> è essenziale allo sviluppo tecnologico, un breve viaggio nella storia della proprietà intellettuale. Mentre si correva tutti verso il progresso, a un italiano cadde dalle mani l’opportunità di <strong>diventare l’inventore del telefono</strong>. In occasione della <strong>Giornata Mondiale</strong> dedicata alla <strong>Proprietà Intellettuale</strong> scopriamo insieme come ancora oggi, e forse più di ieri, siano importanti i brevetti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>IERI</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/04/pexels-olya-kobruseva-7887812-684x1024.jpg" alt="" class="wp-image-21537" width="684" height="1024"/></figure>



<p>Nonostante in Italia si attribuisca l&#8217;invenzione del <strong>telefono</strong> a <em>Meucci Antonio</em>, a livello internazionale è condivisa l&#8217;idea che il telefono sia stato inventato da <em>Alexander Graham Bell</em>. Questo perché Meucci rilascio nel 1871 un <strong>brevetto</strong> temporaneo per la sua invenzione chiamata Telettrofono, pur accorgendosi della gallina dalle uova d&#8217;oro che aveva tra le mani, Meucci non poté rinnovare il brevetto.<br></p>



<p>Sono infiniti gli esempi che dimostrano come i brevetti hanno permesso lo <strong>sviluppo</strong> e hanno protetto le idee. Immaginate un mondo dove le idee che sviluppate dopo averci investito tempo ed energie sono in balia della legge del più forte: d&#8217;altro canto in alcuni casi come le pandemie sospendere <strong>l&#8217;esclusività di produzione</strong> derivante dai brevetti e permettere a tutti di produrre vaccini può rivelarsi la scelta migliore. D&#8217;altro canto i brevetti creano anche un <strong>mercato</strong> che permette a molte persone di <strong>ricercare</strong> e <strong>innovare</strong> e di vendere in seguito i brevetti a industrie e aziende con un alto livello di produttività, le quali posseggono i mezzi giusti per sviluppare l&#8217;idea,&nbsp; lo stesso <em>Thomas Edison</em> acquistò diversi brevetti, passati alla storia come suoi.<br>Basti pensare alla lampadina elettrica, sulla quale molti inventori si erano prodigati in precedenza riuscendo solo a riprodurla in laboratorio.<br>Ebbene, Edison ne comprò il brevetto da <em>Woodward</em> ed <em>Evans</em> e chiese ai suoi collaboratori di darle una utilità domestica.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>OGGI</strong></h2>



<p>La <strong>proprietà intellettuale</strong> protegge le idee dalla legge del più forte:</p>



<p>Si consideri l&#8217;esempio di <em>Cryptography Research</em>, un&#8217;azienda specializzata nella sicurezza dei dati. A partire dal 2004, la società ha deciso di avviare un contenzioso contro il gigante delle carte di credito Visa, che secondo Cryptography stava violando i suoi brevetti sulle smart card. Per portare avanti la causa contro Visa, tuttavia, il fondatore aveva bisogno di risorse economiche.</p>



<p>Ecco perché decise di <strong>vendere un altro pezzo della sua attività</strong>, i brevetti che riguardavano la tecnologia che protegge i dischi Blu-ray dalla pirateria, a <em>Macrovision</em>, che ora è conosciuta come Rovi, nel 2007 per $ 45 milioni. &#8220;All&#8217;improvviso siamo diventati un <strong>formidabile avversario</strong> per qualcuno che pensava che non avremmo potuto combattere&#8221;, ha detto <em>Kocher</em> il direttore dell&#8217;azienda. Alla fine, la scommessa ha dato i suoi frutti, poiché le due società si sono accordate in via extragiudiziale, con Visa che ha accettato di concedere in licenza la tecnologia da Cryptography.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La proprietà intellettuale sul Web</strong></h2>



<p>Ad oggi la <strong>proprietà intellettuale</strong> è rilevante più che mai: in questi anni si è affermata la figura del <strong>venditori di Domini di siti web</strong>, questo non riguarda solo privati e piccole organizzazioni ma anche stati interi: <em>Tuvalu</em> ha ricevuto l&#8217;autorizzazione per utilizzare il <strong>dominio</strong> &#8220;.tv&#8221;, che per ovvi motivi può essere interpretato anche come &#8220;<em>television</em>&#8220;. Le alte cariche di Tuvalu già nel 2000, erano riuscite a negoziare il dominio, in seguito venne <strong>concesso l&#8217;utilizzo del dominio</strong> &#8220;.tv&#8221; agli acquirenti per <strong>50 milioni di dollari</strong> in royalties da versare nell&#8217;arco di 12 anni. In parole povere, per molti anni il Governo di Tuvalu ha ricevuto un milione di dollari ogni tre mesi solamente grazie al suo dominio.&nbsp;<br></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>DOMANI</strong><strong></strong></h2>



<p>&nbsp;Rivolgendo lo <strong>sguardo al futuro</strong>, non è difficile pensare che quello che sarà la nuova frontiera della proprietà intellettuale sono le tecnologie legate alla <em>Block-chain</em>, dal punto di vista artistico la <strong>proprietà intellettuale</strong> e artistica si è reinventata con gli <em>NFT</em> (Non.Fungible.Tokens) ed è sotto gli occhi di tutti come acquirenti da tutto il mondo sono disposti a pagare cifre esorbitanti per <strong>acquisire la proprietà</strong> di quell&#8217;opera.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/04/pexels-alex-andrews-821755.jpg" alt="" class="wp-image-21539"/></figure>



<p><em>Luis Di Campo </em></p>



<p>#JEMIBreview</p>
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		<title>QUALI FOTO SI POSSONO INSERIRE SU UN SITO?</title>
		<link>https://jemib.it/quali-foto-utilizzare-in-un-sito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Dec 2018 13:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legale]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[proprietà intelletuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://jemib.it/?p=2956</guid>

					<description><![CDATA[<p>Stai realizzando un sito web e hai il dubbio se l'utilizzo di determinate foto sia legale o meno? Questo articolo fa per te!</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/quali-foto-utilizzare-in-un-sito/">QUALI FOTO SI POSSONO INSERIRE SU UN SITO?</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">&nbsp;Il diritto d’autore relativo alle immagini</h2>



<p>Per JEMIB e molte altre <a href="http://jemib.it/2018/09/18/junior-enterprise-perche-farne-parte/">Junior Enterprises</a> la costruzione di siti web rappresenta una delle attività più richieste dalla clientela, per alcune addirittura il core business. Infatti il nostro ambiente è un terreno fertile per tutto ció che riguarda tecnologia, creatività e originalità.</p>



<p>Una volta che si è costruita la struttura del sito, tuttavia, lo si deve completare con dei contenuti. Per renderlo più accattivante, la soluzione migliore è includere anche immagini e video, meglio se ad alta definizione. Ma occorre fare attenzione: <em>dove si reperiscono questi materiali?</em></p>



<p>La tentazione può essere quella di digitare su Google il tema desiderato e scaricare le prime immagini che possono fare al caso nostro. Tuttavia è necessario considerare che molte delle immagini così trovate non possono essere liberamente utilizzate per essere pubblicate sui siti appena creati, poiché sono coperte dalla <strong>normativa in materia di proprietà intellettuale</strong>.&nbsp;&nbsp;Inoltre Google spesso penalizza, in termini di indicizzazione, quei siti che ripropongono contenuti duplicati.</p>



<p>La legge 633 del 1941 sul <strong>diritto d’autore</strong> si occupa di questa tematica, innanzitutto distinguendo tre diverse categorie di fotografie:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Le opere fotografiche che siano dotate di carattere creativo, espressione di un’attività intellettuale preponderante rispetto alla tecnica materiale;</li><li>Le fotografie semplici, definite dall’articolo 87 come “le immagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita naturale e sociale, ottenute con processo fotografico o con processo analogo […]”;</li><li>Le riproduzioni fotografiche, ovvero le mere riproduzioni di scritti, documenti, carte di affari, oggetti materiali, disegni tecnici e prodotti simili (articolo 87 secondo comma).</li></ul>



<p>Delle tre categorie, solamente dell’ultima si consente il libero utilizzo. Le prime due, invece, sono tutelate in maniera differente con riguardo al contenuto del diritto riservato all’autore e la durata dello stesso.</p>



<p>All’autore di un’opera fotografica sono riservati diritti morali ed economici dagli articoli 12 e seguenti della legge 633/41. Alcuni esempi sono la paternità dell’opera, il diritto esclusivo di pubblicarla e di utilizzarla economicamente, e il diritto esclusivo di riprodurla. I diritti economici durano settant’anni dopo la morte dell’autore; questa tipologia di fotografie è quella che gode della maggior protezione rispetto alle altre. Per utilizzare una fotografia rientrante in questa categoria, dunque, occorrerà il consenso dell’autore o dei suoi eredi e spesso il pagamento di una somma a titolo di compenso.</p>



<p>Con riguardo alla seconda categoria, i diritti riservati al fotografo sono più limitati rispetto a quelli appena citati, ma comunque rilevanti per l’inserimento di immagini in siti web. In particolare il fotografo gode del diritto esclusivo di riproduzione e diffusione delle fotografie. Ai sensi dell’articolo 90, però, la fotografia deve contenere alcune informazioni: il nome del fotografo, la data dell’anno in cui è stata prodotta, il nome dell’autore dell’eventuale opera d’arte fotografata. Se non vi sono tali indicazioni la riproduzione è consentita, qualora non sia provata la malafede del produttore.</p>



<p>E’ importante, per finire, chiarire questo ultimo concetto: è in <strong>buona fede</strong> chi non è in grado di risalire al titolare dei diritti connessi. In particolare, qualora le foto siano scaricate da pagine web in cui non si trovi l’indicazione chiara del fotografo e l’anno di pubblicazione, la riproduzione sarà libera. Se, invece, la fotografia è reperita da un sito in cui è rintracciabile il titolare dei diritti, o sono indicati i requisiti contenuti nell’articolo 90 (per esempio sui social network), la riproduzione è abusiva.</p>



<p>Per tutti i Junior Entrepreneurs è necessario conoscere queste semplici regole per fornire un servizio professionale, quindi cari colleghi utilizzate sempre immagini “libere” così da rispettare il lavoro altrui e se avete difficoltà a reperirle il fantastico mondo del web fornisce siti da cui prendere immagini utilizzabili… <em>Quali? </em>Pixabay è uno di questi, come anche Picjumbo e Unsplash.</p>



<p>&nbsp;Solo una volta che si è consapevoli dei confini che pone la disciplina legislativa è possibile dare sfogo alla creatività!</p>



<p>#JEMIBreview</p>



<p>Lucia Andolfatto</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/quali-foto-utilizzare-in-un-sito/">QUALI FOTO SI POSSONO INSERIRE SU UN SITO?</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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