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	<title>tecnologia Archivi - JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</title>
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	<title>tecnologia Archivi - JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</title>
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		<title>COME LA TECNOLOGIA STA CAMBIANDO IL MONDO DELL&#8217;ARTE E DELLA CULTURA</title>
		<link>https://jemib.it/come-la-tecnologia-sta-cambiando-il-mondo-dell-arte-e-della-cultura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 May 2021 16:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornata mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[giornatainternazionaledeimusei]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La tecnologia ha una storia di significativa collaborazione e influenza con l'arte, cambiandola rendendola più accessibile a tutti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/come-la-tecnologia-sta-cambiando-il-mondo-dell-arte-e-della-cultura/">COME LA TECNOLOGIA STA CAMBIANDO IL MONDO DELL&#8217;ARTE E DELLA CULTURA</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oggi, 18 Maggio, è la <strong>Giornata Internazionale dei Musei</strong>: e quale miglior modo per celebrarla se non parlando di arte! La tecnologia sta cambiando l&#8217;arte ed entrambe continuano a rimodellare il mondo in cui viviamo.</p>



<p>L&#8217;arte e la tecnologia hanno una storia di significativa <strong>collaborazione </strong>e <strong>influenza</strong> reciproca. Si sono evolute l&#8217;una accanto all&#8217;altra per arrivare nel mondo di oggi: un&#8217;era digitale in cui si sovrappongono costantemente e ritraggono nuove idee.</p>



<p>Dall’<strong>AI</strong> (Artificial Intelligence),&nbsp;&nbsp;<strong>VR</strong> (realtà virtuale) e<strong> AR</strong> (realtà aumentata)&nbsp;a progetti digitali e stampanti 3D, le <strong>tecnologie </strong>e i <strong>social media</strong> hanno sconvolto il mercato dell&#8217;arte contemporanea e dell&#8217;arte in tanti modi diversi. Questo ha permesso di cambiare il modo in cui l&#8217;arte viene creata e consumata e condivisa nel nostro mondo connesso.&nbsp;</p>



<p>Il <strong>cambiamento</strong> di natura delle opere d&#8217;arte e la riconfigurazione dei musei e degli spazi espositivi stanno lasciando spazio ad alcuni dei più sorprendenti esempi di <strong>mix</strong> tra arte e tecnologia. Come? <em>Attraverso l&#8217;arte digitale ed opere che esplorano Internet e l&#8217;esistenza online.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading">Innovazione e tecnologia nell&#8217;arte </h3>



<p>Con ogni nuova <strong>evoluzione</strong> della <strong>tecnologia</strong>, anche l&#8217;arte cambia.&nbsp;Tuttavia, questo non si applica solo alla produzione dell’arte stessa. Anche il modo in cui l&#8217;arte viene vista, condivisa, consumata e successivamente venduta è in continua <strong>trasformazione</strong>.&nbsp;</p>



<p>Non meno importante, la tecnologia dà inoltre accesso a nuove modalità di fruizione dell’arte stessa, rendendola alla portata di tutti. Grazie a piattaforme come <strong><em>Google Arts &amp; Culture</em>, </strong>è possibile ammirare immagini in HD di opere d’arte esposte in musei in tutto il mondo, e visitare virtualmente i siti dove sono esposte.</p>



<p>La tecnologia ha reso infatti l&#8217;arte molto <strong>più accessibile</strong>. Internet ha permesso infatti di consumare l&#8217;arte in modo più <strong>diretto</strong>, aprendo il settore a un pubblico più ampio e diversificato.                                                                                      I musei mostrano le loro <strong>collezioni online</strong> e gli artisti hanno tutti gli strumenti di cui hanno bisogno per promuovere e vendere i propri pezzi senza le sfide che derivano dall&#8217;esecuzione di una mostra fisica.</p>



<p>Questo diventa ancora più importante in questo periodo storico dominato dal COVID-19. Le tecnologie digitali hanno infatti dimostrato il loro valore nel periodo della pandemia globale <strong>riunendo le persone</strong>, incoraggiando la creatività e offrendo uno spazio virtuale per <strong>costruire idee collettivamente</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La tecnologia nei musei: esempi dal mondo </h3>



<p>Un esempio in questo senso ci viene offerto dal <em>Museo del Prado di Madrid</em> che ha introdotto la sua prima <strong>innovativa esperienza immersiva</strong> a 360 gradi. Questo progetto ha permesso agli utenti di avvicinarsi più che mai alle opere d&#8217;arte e ai manufatti conservati nell&#8217;istituzione.&nbsp;</p>



<p>Ma non è l’unico! Il <em>Metropolitan Museum of Art di New York</em>, invece, ha deciso di <strong>digitalizzare </strong>oltre 380.000 immagini dalla sua collezione. Lo scopo? Rendere l’arte più <strong>accessibile</strong> alle masse.&nbsp; Per le persone senza i mezzi o la capacità di visitare il museo da soli, questo è stato inestimabile e lo è stato ancora di più in questo periodo di pandemia. Ora è possibile per le persone esplorare molti dei pezzi più famosi del museo comodamente da casa.</p>



<p>Di recente successo è stata inoltre anche la <strong>mostra multimediale</strong> <em>“Van Gogh Alive – The Experience”</em>, prodotta da <em>Grande Exhibition</em>. Ospite in diverse città italiane e non solo, è risultata essere tra le più visitate al mondo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tecnologia e arte: amiche o nemiche? </h3>



<p>La tecnologia non dovrebbe essere vista come nemica della cultura e dell’arte. Al contrario, se usata bene, la tecnologia può aiutare ad <strong>avvicinare</strong> i visitatori più che mai a un museo e alla storia che sta cercando di trasmettere.</p>



<p>Oltre ad essere un mezzo artistico <strong>versatile</strong> ed <strong>espressivo</strong>, la tecnologia aiuta gli artisti a ottenere la visibilità e l&#8217;esposizione tanto necessarie per le loro opere d&#8217;arte.&nbsp;Numerose piattaforme artistiche online li aiutano a <strong>promuovere</strong> il proprio lavoro e a rimanere in contatto con la comunità artistica.                                                                                   La <strong>tecnologia virtuale</strong> avvicina inoltre i capolavori al pubblico, aiutandoci a comprendere la visione artistica e la sua storia a un <strong>pubblico più ampio</strong>.&nbsp;</p>



<p>Molti musei d&#8217;arte di fama mondiale organizzano <strong>tour online</strong> per aprire le loro porte a un <strong>pubblico globale</strong> per coloro che sono altrimenti inaccessibili.&nbsp;                                                                                                                                   Alcuni musei stanno utilizzando le novità tecnologiche per sviluppare <strong>app mobili</strong> che rispondono alle domande dei visitatori a portata di mano.&nbsp;</p>



<p>Siamo entusiasti di vedere dove ci porterà l&#8217;applicazione della tecnologia avanzata nell&#8217;arte.&nbsp;Qualunque sia il futuro, siamo sicuri che continuerà a trasformare il modo in cui gli artisti esprimono e condividono la loro <strong>forza creativa</strong> per <strong>ispirare</strong> e<strong> influenzare</strong> il meglio dell&#8217;umanità.</p>



<p><em>Sara Masri</em></p>



<p>#JEMIBreview</p>
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		<item>
		<title>CONNECTED STRATEGIES: IL NUOVO BUSINESS MODEL PER REGGERE IL VANTAGGIO COMPETITIVO IN UN MONDO IPERCONNESSO</title>
		<link>https://jemib.it/connected-strategies-il-nuovo-business-model-per-reggere-il-vantaggio-competitivo-in-un-mondo-iperconnesso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2019 07:44:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[business model]]></category>
		<category><![CDATA[JEMIB]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le connected strategies consentono di uscire dalla logica “buy-what-we-have” ed offrire ai propri clienti esperienze sempre più “su misura”</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/connected-strategies-il-nuovo-business-model-per-reggere-il-vantaggio-competitivo-in-un-mondo-iperconnesso/">CONNECTED STRATEGIES: IL NUOVO BUSINESS MODEL PER REGGERE IL VANTAGGIO COMPETITIVO IN UN MONDO IPERCONNESSO</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Come riescono le grandi imprese come Disney, McGraw-Hill e Nike a stare sempre un passo avanti alla concorrenza? Sono uscite da tempo da una logica “buy-what-we-have”, per offrire ai propri interlocutori / clienti delle esperienze sempre più “su misura”!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Caso McGraw-Hill Education</h2>



<p><br>Vediamo il caso di McGraw-Hill Education: storica casa editrice di libri di testo scolastici, offre ai suoi clienti esperienze di apprendimento personalizzate. Quando gli studenti utilizzano la versione digitale di libri e approfondimenti, o per svolgere gli esercizi assegnatigli, la casa editrice traccia i loro progressi, inviando i dati necessari ai loro professori (e all’azienda stessa). Se qualcuno dovesse essere in difficoltà con un compito o un argomento in particolare, McGraw-Hill indirizza lo studente verso video esplicativi ed esercizi mirati, comunicando allo stesso tempo al professore i progressi o le difficoltà del suo allievo, in modo che possa aiutarlo al meglio durante le lezioni.</p>



<p><br>Come McGraw-Hill, molte altre aziende si stanno muovendo in questa direzione, con consistenti investimenti in data gathering e analytics. Per evitare di affogare in un mare di dati, la relazione con i clienti è organizzata in base a cosiddette “connected strategies”, strategie connesse: in tal modo, i clienti ottengono un miglioramento sensibile della propria esperienza, e le compagnie incrementano notevolmente l’efficienza operativa, a costi più bassi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono queste strategie?</h2>



<p><br>Due docenti di Wharton, Nicolaj Siggelkow e Christian Terwiesch, hanno descritto quattro di queste strategie connesse in un articolo per Harvard Business Review (May-June 2019): ognuna di esse si separa dalla tradizionale interazione col cliente (“buy-what-we-have”), e si proietta invece verso un modello che permette di rispondere alle esigenze dei clienti ancor prima che essi le formulino.<br>Vediamo in breve quali sono e cosa richiedono:</p>



<p><br>1. <strong>Respond to desire</strong> / risposta al desiderio: le capacità essenziali sono di tipo operativo. Si tratta di soddisfare la richiesta del cliente con precisione, nel minor tempo possibile e senza interruzioni.<br>È il caso di Alexa: riesce ad occuparsi, in modo impeccabile, della gestione di tutto il processo conseguente alla scelta del prodotto da parte del cliente al suo posto;</p>



<p>2. <strong>Curated offering </strong>/ offerta curata: la capacità chiave è la costruzione di un processo di consulenza personalizzato.<br>Alcuni servizi di consegna di generi alimentari operano infatti applicando questa strategia, presentando al cliente offerte e liste della spesa su misura, più sane, convenienti e divertenti di quelle che avrebbe potuto scegliere da solo;</p>



<p>3. <strong>Coach behavior</strong> / comportamento allenante: consiste in una profonda conoscenza dei bisogni del cliente, insieme all’abilità di raccogliere e interpretare dati contestuali, grazie ad una continua comunicazione con il cliente.<br>Nike è la più preparata: ha creato dei club di running virtuali in cui si registrano i km corsi dai clienti, e tenendo traccia delle corse riesce ad offrire workout e guide pianificate e personalizzate, come una sorta di coach online;</p>



<p>4. <strong>Automatic execution</strong> / esecuzione automatica: possibile grazie all’autorizzazione del cliente alla compagnia per “prendersi cura” di qualcosa, offrendo ad essa completa fiducia e accesso costante ai dati inerenti, permettendole così di anticipare alla perfezione i bisogni del cliente.<br>HP, ad esempio, possiede dei programmi di spedizione immediata (a domicilio) di cartucce per stampanti nel momento in cui viene notificato scarso livello di inchiostro.</p>



<p>Da sottolineare che per questi tipi di strategie non funziona il “one-size-fits-all”: se il cliente è al centro, è importante individuare il tipo di strategia più adatto a ciascuna personalità. L’esecuzione automatica, per esempio, richiede che il cliente sia totalmente disponibile a lasciar tracciare i propri comportamenti e azioni, per mettere l’azienda in condizione di “prevedere” le sue esigenze e inviare in autonomia i prodotti, prima che egli stesso realizzi di averne bisogno.<br>Per raggiungere e sostenere quindi un vantaggio competitivo, di qui in avanti, le “connected strategies” dovranno essere parte integrante del business, sia per start-up che si introducono in un mercato “red ocean”, sia per le grandi imprese che cercano di difendere il loro primato, e anche per chi opera in un ambiente B2B.</p>



<p>#JEMIBreview</p>



<p>Elisa Pranovi</p>
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