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	<title>Psicologia Archivi - JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</title>
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	<title>Psicologia Archivi - JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</title>
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		<title>La Percezione della Fatica nel Contesto della Tecnologia</title>
		<link>https://jemib.it/percezione-fatica-evoluzione-tecnologica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 17:41:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ti capita mai di soffermarti a ragionare sul significato delle parole che utilizziamo tutti i giorni? A me si e, non di rado, tali ragionamenti si evolvono in qualcosa di decisamente più strutturato. L’argomento che intendo trattare con questo articolo è la fatica, o meglio, la percezione di essa. Cos’è la fatica? Iniziamo ponendoci una [&#8230;]</p>
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<p>Ti capita mai di soffermarti a ragionare sul significato delle parole che utilizziamo tutti i giorni?</p>



<p>A me si e, non di rado, tali ragionamenti si evolvono in qualcosa di decisamente più strutturato.</p>



<p>L’argomento che intendo trattare con questo articolo è la fatica, o meglio, la percezione di essa.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>Cos’è la fatica?</strong></p>



<p>Iniziamo ponendoci una semplice domanda: cos’è la fatica?</p>



<p>La definizione che il dizionario Treccani da di fatica è: <em>sforzo materiale che si fa per compiere un lavoro o svolgere una qualsiasi attività, e di cui si sente il peso e poi la stanchezza.</em></p>



<p>A questa definizione manca però un fattore importante, ovvero la <strong>relatività</strong> associata alla fatica.</p>



<p>Prendiamo in considerazione una delle cause di fatica più intuitive: l’allenamento fisico. Ogni persona percepisce l’affaticamento in modo diverso a seconda della propria prestanza fisica, e ciò implica che un semplice allenamento di un’ora per alcuni può essere considerato sfiancante e leggero da altri.</p>



<p>Lo stesso concetto è naturalmente applicabile a tutte le possibili cause di affaticamento, ad esempio il lavoro, fisico e mentale.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>Comparazione delle attività faticose:</strong></p>



<p>Nonostante la percezione della fatica sia differente per ogni individuo, è possibile individuare attività che l’intera collettività identifica generalmente come causa di affaticamento:</p>



<p>Lavorare otto ore al giorno come barista è generalmente considerato più leggero di un turno di otto ore in fabbrica e più pesante di 8 ore in ufficio.</p>



<p>La comparazione tra differenti attività è perfettamente logica, ma se confrontassimo le stesse attività con la loro controparte in epoche le cose cambiano.</p>



<p>E’ infatti ragionevole pensare che un operaio del XIX secolo avrebbe reputato un turno odierno tutt’altro che faticoso.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>Soglia della fatica:</strong></p>



<p>Verrebbe naturale pensare che in differenti epoche le persone faticassero più di ora, e non è del tutto falso, tuttavia ciò che mi interessa analizzare è la percezione.</p>



<p>Per l’operaio sopracitato il livello di affaticamento al quale era sottoposto risultava perfettamente normale, il che implica una soglia di affaticamento più alta.</p>



<p>Nel corso dei secoli l’evoluzione tecnologica, attraverso l’impiego di macchinari, automazioni e recentemente i sistemi informatici, ha notevolmente ridotto lo sforzo richiesto ai lavoratori in praticamente ogni settore dell’attività umana, alterando la soglia di affaticamento.</p>



<p>Se dovessimo quindi organizzare questi concetti in una definizione generale, potremmo dire che: <em>“il miglioramento delle condizioni abbassa irrimediabilmente la soglia di affaticamento delle persone”</em>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>Possibili implicazioni:</strong></p>



<p>L’evoluzione della tecnica è, fortunatamente, destinata a semplificare ulteriormente il lavoro degli uomini, chiediamoci quindi quali sono gli scenari ai quali potremmo andare in contro:</p>



<p>Nell’eventualità peggiore le migliorie tecnologiche semplificheranno la nostra vita a tal punto da renderci totalmente insofferenti agli sforzi e conseguentemente deboli, incapaci di affrontare situazioni avverse impreviste.</p>



<p>Provvidenzialmente lo scenario peggiore è anche il più improbabile, e se mai dovesse realizzarsi, potrebbe concretizzarsi solo in un futuro decisamente remoto.</p>



<p>Ciò cui probabilmente stiamo andando incontro è un’inevitabile, graduale, lenta riduzione della soglia della fatica accompagnata da fattori compensanti.</p>



<p>E’ inoltre probabile che, anche se non dovesse essere necessario, gli esseri umani troveranno attività affaticanti alle quali dedicarsi, poiché solo mediante esse riescono a provare la realizzazione.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>Fattori compensanti:</strong></p>



<p>Il progresso solleva l’uomo da alcuni compiti gravosi, ma è quasi sempre accompagnato da effetti collaterali, seppur lievi.</p>



<p>Ad esempio, non esiste epoca nella quale le persone siano state connesse con l’intensità e la semplicità dei giorni nostri. Ciò è considerabile generalmente positivo, eppure, per molte persone l’estrema interconnessione è una fonte di stress quasi insostenibile.</p>



<p>Fattori come questo contribuiscono a mantere la soglia dell’affaticamento stabile o, per meglio dire, diminuire il rateo al quale si riduce.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>Conclusioni:</strong></p>



<p>In conclusione, la percezione della fatica è un tema ampio e complesso, che varia non solo da persona a persona, ma anche in base all&#8217;epoca storica e all&#8217;evoluzione della tecnologia. Qual è la vostra opinione sulla relazione tra la percezione della fatica e l&#8217;evoluzione tecnologica? Pensate che la tecnologia abbia portato ad una riduzione complessiva della fatica o che abbia creato nuove forme di stress e affaticamento?</p>



<p>&#8211;<em>Leonardo Cengia</em></p>
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		<title>Lo studente fuori sede: sfide, pro e contro</title>
		<link>https://jemib.it/lo-studente-fuori-sede-sfide-pro-contro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 12:34:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[JEMIB]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi è lo studente fuori sede? Fanno Parte di questa categoria tutti gli studenti universitari che non risiedono nella città dove studiano. La definizione dice anche che per essere riconosciuti come studente fuori sede “vero e proprio” occorre risiedere ad almeno 50 km dall&#8217;Università che si frequenta. Essere un fuori sede&#160;significa affrontare un grande cambiamento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-medium-font-size"><strong>Chi è lo studente fuori sede?</strong></p>



<p>Fanno Parte di questa categoria tutti gli studenti universitari che non risiedono nella città dove studiano. La definizione dice anche che per essere riconosciuti come studente fuori sede “vero e proprio” occorre risiedere ad almeno 50 km dall&#8217;Università che si frequenta.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/Immagine2.jpg" alt="" class="wp-image-9352" width="498" height="331" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/Immagine2.jpg 578w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/Immagine2-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 498px) 100vw, 498px" /></figure>



<p>Essere un<strong> fuori sede</strong>&nbsp;significa affrontare un grande cambiamento che coinvolge tantissimi aspetti della propria vita, a partire dall’aspetto psicologico-emotivo, per proseguire con il cambio di città, con il fatto di vivere in una nuova casa, da soli o con coinquilini che la maggior parte delle volte sono sconosciuti. Tutto ciò richiede <strong>grande motivazione, spirito di sacrificio e responsabilità</strong>, altrimenti nessuno sarebbe disposto a fare un cambio del genere, o per lo meno, anche nel caso in cui si decidesse di provare per un determinato periodo di tempo, è molto probabile che se non c’è il giusto approccio e la giusta motivazione, si tenda a ritornare a casa propria, nella propria città, dove tutto è “più semplice”.</p>



<p>Al giorno d’oggi, anche se allontanarsi dalla città natale e da tutti i propri cari e amici è una scelta difficile, sempre più sono gli studenti che decidono di trasferirsi. Attualmente in Italia ci sono circa 600 mila studenti fuori sede, e circa 40 mila studenti che ogni anno scelgono di iniziare il loro percorso universitario direttamente all’estero, facendo un “salto” ancora più grande e complesso.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Pro e contro</strong></p>



<p>Partendo dal presupposto che uno studente fuori sede debba essere sufficientemente responsabile per poter vivere da solo, sappiamo che ci sono diversi aspetti positivi e altrettanti aspetti negativi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/Immagine3.jpg" alt="" class="wp-image-9353" width="200" height="128"/></figure>



<p>Partiamo <strong>analizzando i pro</strong>: la tipica frase che uno studente dice nel momento in cui va a vivere da solo è “<em>è bellissimo, posso fare quello che voglio</em>”. Si ha autonomia e indipendenza totale da tutto e tutti, si può scegliere come organizzare gli impegni della giornata senza dover preoccuparsi di incastrarli anche con quelli degli altri membri della famiglia, si sceglie cosa e quando mangiare, quando studiare, quando uscire e quando fare sport, insomma si può fare realmente “<em>quello che si vuole</em>”.</p>



<p>Si conoscono persone e ambienti nuovi, si stringono nuove amicizie, si fanno nuove esperienze e si impara a convivere con uno o più coinquilini, magari anche di sesso opposto, o con interessi e necessità del tutto diverse; quindi, si impara concretamente l’arte del “<strong><em>sapersi organizzare</em></strong>”.</p>



<p>Una volta elencati i vantaggi principali, <strong>analizziamo gli svantaggi</strong>: si ha piena libertà e autonomia, ma deve essere un’autonomia sostenibile, cioè nel momento in cui non c’è più la collaborazione che si ha all’interno di una famiglia per quanto riguarda le varie mansioni da svolgere in casa, tutto ricade sulle proprie spalle e su quelle degli inquilini. Motivo per cui se prima magari era la mamma che cucinava il pranzo e la cena per tutti, ci si deve abituare a fare da soli, così come per la biancheria e per le pulizie.</p>



<p>Nel caso in cui si conviva con altre persone, un ottimo “<strong>trucco</strong>” è dividersi le mansioni: ci sarà colui che si occupa di cucinare e di lavare i piatti, ci sarà anche chi si occupa del lavaggio, asciugatura e stesura dei vestiti, e chi invece si occuperà delle pulizie della casa.</p>



<p>Se si vuole vivere bene anche da soli, l’organizzazione è tutto, se viene meno, tutto sarà in salita e le difficoltà saranno sempre dietro l’angolo.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Come affrontare al meglio i momenti di difficoltà</strong></p>



<p>Capita spesso, che studenti fuori sede siano troppo sottopressione, in difficoltà, e che attraversino in generale periodi pieni di controversie, arrivando a pensare persino che “<em>tutto va storto</em>”.</p>



<p>In queste situazioni, <strong>la cosa migliore da fare è fermarsi</strong>.</p>



<p>Fermarsi nel senso di lasciare tutto così com’è, mettere in stand by la propria vita e porsi una prima e semplice domanda: “quello che sto facendo è ciò che realmente voglio fare, o che perlomeno contribuisce alla realizzazione di ciò che vorrò fare in futuro?”. Rispondendo a questa domanda sapremo sin da subito se ciò che facciamo e che abbiamo fatto fino a quel momento ne è valsa la pena; se la risposta è negativa non c’è cosa più semplice che abbandonare il percorso lasciandosi tutto alle spalle, se la risposta è invece positiva, il da farsi è più complesso…</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/Immagine5.jpg" alt="" class="wp-image-9355" width="566" height="360" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/Immagine5.jpg 346w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/Immagine5-300x191.jpg 300w" sizes="(max-width: 566px) 100vw, 566px" /></figure>



<p>…bisogna appoggiarsi ai cosiddetti “<em>punti fermi</em>” della propria vita, che potrebbero essere i genitori, i nonni, amici, in generale delle persone di cui ci fidiamo, e <strong>lasciarsi consigliare</strong>. Nel momento di difficoltà in cui tutto sembra andare storto, non c’è cosa migliore che ascoltare il parere di persone a noi care, che vedono la situazione dall’esterno e riescono più facilmente ad essere del tutto razionali e cinici.</p>



<p>Una volta ascoltato il parere di tutti, l’importante è scegliere da soli cosa fare sulla base di ciò che abbiamo ascoltato, e non quindi fare semplicemente ciò che ci hanno suggerito.</p>



<p>Bisogna mutuare quindi un proprio punto di vista e una propria decisione, così da poter ritrovare la serenità interiore, e tutto piano piano sembrerà risolversi “da solo”.</p>



<p>Se prima sembrava ci fosse una salita, arrivati a questo punto sarà sicuramente tutto in discesa.</p>
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		<title>Come mantenere alta la motivazione in un team &#8211; JEMIB HOW TO</title>
		<link>https://jemib.it/come-mantenere-alta-la-motivazione-in-un-team-jemib-how-to/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Apr 2023 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[HOW TO]]></category>
		<category><![CDATA[JEMIB]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Benvenuti ad un altro episodio della serie JEMIB HOW TO! In questa puntata, ci concentreremo su un aspetto cruciale per il successo di qualsiasi organizzazione: come mantenere alta la motivazione in un team. La motivazione è infatti un fattore chiave per la produttività e l&#8217;efficienza di un gruppo di lavoro. In questo articolo, esploreremo otto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/come-mantenere-alta-la-motivazione-in-un-team-jemib-how-to/">Come mantenere alta la motivazione in un team &#8211; JEMIB HOW TO</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Benvenuti ad un altro episodio della serie JEMIB HOW TO! <br>In questa puntata, ci concentreremo su un aspetto cruciale per il <strong>successo </strong>di qualsiasi organizzazione: come mantenere alta la <strong>motivazione </strong>in un team. La motivazione è infatti un fattore chiave per la produttività e l&#8217;efficienza di un gruppo di lavoro. In questo articolo, esploreremo otto strategie diverse per assicurarci che il tuo team sia sempre motivato e pronto a <strong>dare il massimo</strong>.</p>



<ol class="has-medium-font-size wp-block-list"><li><strong>Stabilire obiettivi chiari e realistici</strong></li></ol>



<p>Per mantenere alta la motivazione, è importante che ogni membro del team <strong>conosca </strong>gli obiettivi da raggiungere e come questi si incastrino nel quadro generale dell&#8217;organizzazione. Stabilire obiettivi chiari e realistici aiuta i membri del team a focalizzarsi sulle <strong>priorità </strong>e a lavorare in modo più efficace. Inoltre, raggiungere obiettivi intermedi fornisce un senso di realizzazione e stimola ulteriormente la motivazione.</p>



<ol start="2" class="has-medium-font-size wp-block-list"><li><strong>Comunicazione aperta e costante</strong></li></ol>



<p>La comunicazione è fondamentale per la coesione e la motivazione di un team. Incentiva la condivisione di idee, il feedback e la risoluzione dei problemi. Assicurati che la comunicazione sia <strong>aperta </strong>e <strong>incoraggiata</strong> tra tutti i membri del team e che ognuno si senta a proprio agio nel condividere le proprie idee e preoccupazioni. Un ambiente in cui la comunicazione è fluida e trasparente migliora la fiducia tra i membri del team e aumenta la motivazione.</p>



<ol start="3" class="has-medium-font-size wp-block-list"><li><strong>Riconoscere e celebrare i successi</strong></li></ol>



<p>È importante riconoscere e celebrare i successi del team, sia grandi che piccoli. Questo aiuta a creare una cultura positiva e <strong>valorizza </strong>gli sforzi di tutti i membri. Cerca di elogiare pubblicamente i risultati e le buone prestazioni, mettendo in luce il valore del<strong> lavoro di squadra</strong>. Inoltre, considera l&#8217;organizzazione di eventi o attività per celebrare i traguardi raggiunti, come una cena di squadra o una giornata di team building.</p>



<ol start="4" class="has-medium-font-size wp-block-list"><li><strong>Fornire opportunità di crescita e sviluppo</strong></li></ol>



<p>Per mantenere alta la motivazione, è importante che i membri del team abbiano l&#8217;opportunità di crescere e sviluppare le proprie competenze. Offri formazione, workshop e possibilità di partecipare a conferenze o eventi del settore. Questo non solo migliorerà le <strong>competenze individuali</strong>, ma mostrerà anche che l&#8217;organizzazione si preoccupa del loro <strong>sviluppo professionale</strong>, aumentando la motivazione e l&#8217;engagement.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/Leadership-armonia-gruppo.jpg" alt="" class="wp-image-9345" width="652" height="509" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/Leadership-armonia-gruppo.jpg 960w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/Leadership-armonia-gruppo-300x234.jpg 300w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/Leadership-armonia-gruppo-768x600.jpg 768w" sizes="(max-width: 652px) 100vw, 652px" /></figure>



<ol start="5" class="has-medium-font-size wp-block-list"><li><strong>Creare un ambiente di lavoro positivo e inclusivo</strong></li></ol>



<p>Un ambiente di lavoro positivo e inclusivo è fondamentale per mantenere la motivazione del team. Assicurati che ognuno si senta apprezzato e rispettato per le proprie idee e abilità, indipendentemente dal genere, etnia, età o background. Una cultura di <strong>rispetto </strong>e <strong>inclusione </strong>favorisce la collaborazione e la motivazione tra i membri del team. Inoltre, cerca di creare un ambiente fisico confortevole, con spazi adeguati per lavorare e rilassarsi.</p>



<ol start="6" class="has-medium-font-size wp-block-list"><li><strong>Ascoltare e agire sul feedback</strong></li></ol>



<p>Una parte fondamentale del mantenimento della motivazione consiste nel prestare attenzione al feedback dei membri del team. Sii aperto alle loro <strong>opinioni </strong>e <strong>suggerimenti</strong>, e cerca di implementare le modifiche necessarie per migliorare l&#8217;efficienza e il benessere del gruppo. Far sentire i membri del team ascoltati e valorizzati aumenta la loro motivazione e il senso di appartenenza all&#8217;organizzazione.</p>



<ol start="7" class="has-medium-font-size wp-block-list"><li><strong>Delegare e responsabilizzare</strong></li></ol>



<p>Affidare responsabilità ai membri del team è un modo efficace per mantenerne alta la motivazione. La delega mostra <strong>fiducia </strong>nelle loro capacità e li <strong>incoraggia </strong>a sviluppare competenze di <strong>leadership</strong>. Cerca di bilanciare il carico di lavoro tra i membri del team, in modo che ognuno abbia l&#8217;opportunità di affrontare sfide e assumersi responsabilità.</p>



<ol start="8" class="has-medium-font-size wp-block-list"><li><strong>Promuovere l&#8217;equilibrio tra vita lavorativa e personale</strong></li></ol>



<p>Un equilibrio sano tra vita lavorativa e personale è cruciale per mantenere alta la motivazione nel lungo termine. Cerca di incoraggiare i membri del team a prendersi del tempo per rilassarsi e rigenerarsi al di fuori dell&#8217;ambiente lavorativo. Questo può includere la promozione della flessibilità oraria, l&#8217;offerta di congedi retribuiti per il volontariato o la creazione di iniziative di benessere aziendale.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="507" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/work-life-balance-1024x507.jpg" alt="" class="wp-image-9346" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/work-life-balance-1024x507.jpg 1024w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/work-life-balance-300x148.jpg 300w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/work-life-balance-768x380.jpg 768w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/work-life-balance.jpg 1170w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Per concludere</strong></p>



<p>Mantenere alta la motivazione in un team è una sfida costante, ma applicando queste strategie potrai creare un ambiente di lavoro stimolante e positivo in cui i membri del team si sentiranno apprezzati, coinvolti e pronti a dare il massimo. Ricorda che un team motivato è un team produttivo, e la chiave del successo risiede nella coesione e nella collaborazione tra i membri. Se vuoi avare il vantaggio competitivo che cerchi con il <a href="https://jemib.it/creare-un-sito-web-con-wordpress-jemib-how-to/">tuo sito web</a>, o saper <a href="https://jemib.it/mappare-decisioni-aziendali-guida-pratica/">organizzare al meglio la tua azienda</a>, non perderti gli altri articoli della serie HOW TO!</p>
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		<title>Effetto ancora, cos’è e perché influenza tutti</title>
		<link>https://jemib.it/effetto-ancora-come-bias-cognitivo-e-processo-decisionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2023 14:08:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[JEMIB]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;effetto ancora, noto anche come ancoraggio, è un fenomeno psicologico in cui le persone tendono ad affidarsi a una prima informazione che ricevono, anche se non è del tutto accurata o completa. Questo può influenzare le decisioni delle persone e portarle a commettere errori di valutazione o a non considerare tutte le opzioni disponibili. L&#8217;effetto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;effetto ancora, noto anche come ancoraggio, è un fenomeno psicologico in cui le persone tendono ad affidarsi a una prima informazione che ricevono, anche se non è del tutto accurata o completa. Questo può influenzare le decisioni delle persone e portarle a commettere errori di valutazione o a non considerare tutte le opzioni disponibili. L&#8217;effetto ancora è particolarmente importante in situazioni di negoziazione o di acquisto, dove la prima offerta o il primo prezzo proposto possono influenzare significativamente il risultato finale.</p>



<p><strong>Come funziona l’effetto ancora?</strong></p>



<p>I noti studiosi Amos Tversky e Daniel Kahneman hanno contribuito notevolmente alla ricerca in questo campo, citare un paio dei loro esperimenti può essere funzionale allo scopo di comprendere a pieno il funzionamento di questo particolare exploit che tutti subiamo:</p>



<p><strong>Esperimento della roulette:</strong></p>



<p>I partecipanti dovevano girare una roulette, che andava da 0 a 100, e poi indicare se il numero successivo sarebbe stato maggiore o minore del numero ottenuto. Successivamente, i partecipanti dovevano indicare il valore esatto in cui pensavano che sarebbe stata la roulette, sapendo che il numero precedente era stato estratto casualmente. Si è scoperto che i partecipanti tendevano a scegliere numeri vicini a quello ottenuto nella prima estrazione, anche se questo non aveva alcuna relazione con il valore effettivo della roulette.</p>



<p><strong>Esperimento di Gandhi:</strong></p>



<p>In alcuni casi l’effetto ancoraggio assume la forma di aggiustamento.</p>



<p>Consideriamo questi due quesiti:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Ghandi aveva più o meno di 144 anni quando morì?</li><li>Quanti anni aveva Gandhi quando morì?</li></ul>



<p>Risulta immediatamente chiaro che 144 è un numero troppo alto, tuttavia la maggior parte delle persone aggiusta la stima verso il basso a partire dallo stesso.</p>



<p>In altre parole, non crediamo neanche per un attimo che Gandhi sia vissuto fino a 144 anni, ma i nostri meccanismi associativi generano senza dubbio l’impressione di una persona molto anziana.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="620" height="330" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/03/Bias-cognitivo.jpg" alt="" class="wp-image-9223" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/03/Bias-cognitivo.jpg 620w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/03/Bias-cognitivo-300x160.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></figure>



<p><strong>Come evitare l’effetto ancora?</strong></p>



<p>Per evitare di cadere nella trappola dell&#8217;effetto ancora, è importante prendere il tempo necessario per valutare tutte le informazioni disponibili e considerare tutte le opzioni prima di prendere una decisione. Inoltre, è utile confrontare le informazioni ricevute con quelle provenienti da altre fonti e cercare di rimanere il più possibile obiettivi e razionali nella valutazione dei dati.</p>



<p>Un altro modo per evitare l&#8217;effetto ancora è quello di porre domande aperte e non suggerire la risposta, in modo da non influenzare le risposte. Ad esempio, invece di chiedere &#8220;Quanto saresti disposto a pagare per questo prodotto?&#8221;, si potrebbe chiedere &#8220;Qual è il valore che assegni a questo prodotto?&#8221;.</p>



<p>Infine, è importante essere consapevoli dell&#8217;esistenza di questo fenomeno e di come può influenzare le nostre decisioni, in modo da poter prendere decisioni più informate e consapevoli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/effetto-ancora-come-bias-cognitivo-e-processo-decisionale/">Effetto ancora, cos’è e perché influenza tutti</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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