LA LEADERSHIP IN AZIENDA

Al giorno d’oggi è sempre più evidente come l’utilizzo dei gruppi di lavoro nelle aziende stia diventando la metodologia operativa principale. Essi si stanno evolvendo velocemente verso una maggiore eterogeneità: diversità culturale, di genere e componenti distanti migliaia di chilometri. Queste sono solo alcune delle sfide che questi nuovi team di lavoro devono affrontare e che devono essere gestite da una figura indispensabile in ogni azienda… CHI? un leader!

La frenetica ricerca di nuovi leader è ben visibile soprattutto all’interno dei processi di recruiting, dove troviamo selezionatori che tra i vari tratti ricercati in un candidato ambiscono a trovare una “attitudine alla leadership”. Le prime teorie riguardanti la leadership si concentravano su una concezione di “leader eroico”, innatamente predisposto alla guida delle folle. Negli ultimi tempi questa concezione si è invertita, propendendo verso l’idea che la leadership sia una skill acquisibile al pari di tante altre.

Le nuove frontiere della ricerca su questo tema presentano una visione più vicina al senso comune, proponendo quelle che vengono chiamate “teorie neo-carismatiche”. Questo nuovo orientamento presenta due stili principali di leadership: quello transazionale e quello trasformazionale.

Lo stile transazionale è principalmente orientato al raggiungimento degli obiettivi e alla motivazione dei compagni. Il leader transazionale quindi predilige le pratiche di definizione degli obiettivi e di ideazione di un percorso pratico da seguire per raggiungere i propri scopi; al fine di ottenere l’appoggio e l’ardore dei suoi seguaci, invece fa uso di ricompense per la prestazione elargite solo a obiettivo raggiunto. Questo approccio è stato così denominato perché la relazione che si instaura tra leader e membri è una rappresentazione in scala di una transizione, nella quale i seguaci adempiono alle richieste del leader dietro la concessione della conseguente ricompensa.

Nelle Junior Enterprises invece possiamo riscontrare prevalentemente lo stile trasformazionale, che presuppone un leader in grado di ispirare ed incoraggiare i suoi compagni. All’interno delle Junior Enterprises si trova la figura del Project Manager, il quale di sovente presenta questo stile di leadership. Egli, grazie al suo carisma, stimola i suoi colleghi a sviluppare il proprio potenziale, ad acquisire nuove competenze e soprattutto fornisce supporto per il superamento degli ostacoli. Questo tipo di leader è capace di fornire stimoli intellettuali che permettano ai suoi compagni di pensare “fuori dalla scatola”, trovando così soluzioni sempre nuove e creative. Tale approccio viene chiamato “trasformazionale” proprio perché il leader riesce a “trasformare” in meglio i suoi compagni grazie alle sue doti, al suo entusiasmo e al suo carisma.

Nella vita di tutti i giorni può talvolta capitare di confondere la concezione della figura di manager con quella di leader all’interno delle aziende. Bisogna precisare che questi due ruoli, per quanto possano sembrare simili, presentano caratteristiche profondamente differenti. Il manager gestisce cose proiettando le esperienze passate nel “hit et nunc”, ad esempio riproponendo strategie risultate funzionali nel passato oppure correggendo quelle disfunzionali, mentre il leader guida persone proiettando il quotidiano nel futuro: futuro che comprende anche i suoi compagni. Tutto ciò non implica il fatto che queste due figure siano mutualmente esclusive, a volte possono convergere in un singolo individuo dando vita ad una risorsa ambita da tutte le aziende.

Se le vostre azioni ispirano altri a sognare di più, imparare più, fare di più e trasformare di più, voi siete un leader”.

(John Quincy Adams, 6° presidente degli Stati Uniti)

Marco Nino