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SEI COSE CHE DEVI SAPERE PER UN CURRICULUM VITAE EFFICACE

Un foglio di carta con una foto e un po’ di titoletti che racconta la nostra storia professionale e funge da biglietto da visita per il recruiter che lo sta leggendo e che in media ci impiega meno di 30 secondi per decidere se tenerlo o scartarlo. Il CV è uno strumento fondamentale e allo stesso tempo uno dei tanti scogli per chi sta cercando lavoro dato che nessuno durante gli anni scolastici ci insegna come farlo al meglio, ma tutti si aspettano di vederlo perfetto al momento della candidatura.

Se ti trovi in questa situazione non temere, abbiamo creato una guida elencando le 6 cose che devi assolutamente tenere a mente se stai scrivendo il tuo Curriculum Vitae.

1) Alcune informazioni non possono proprio mancare

Dati anagrafici quali: nome e cognome, luogo e data di nascita, indirizzo di residenza oltre che i contatti quali il numero di cellulare, la mail (appropriata e non infantile, miraccomando) e profilo LinkedIn non possono mai mancare. Perché? Servono al datore di lavoro per identificarci. Se ti stai chiedendo perchè non hai trovato nell’elenco “foto personale” il motivo è perchè non è necessaria per identificarci. Su questa vi è tutt’ora un dibattito: alcuni paesi l’hanno già abolita per altri è quasi obbligatoria, il consiglio è sempre quello di informarsi sulle “usanze da candidatura” del Paese per cui si sta facendo domanda a meno che questa non sia esplicitamente richiesta. Da ultimo ma non meno importante, in fondo al CV non può mancare l’autorizzazione al trattamento dei dati.

2) Dimmi cosa studi e ti dirò chi sei

Forse non recitava proprio così, ma rende l’idea: è importante inserire il proprio percorso di studi in ordine dal più recente al meno recente e se si è laureandi è ottimale inserire anche il mese in cui si dovrebbe conseguire il titolo. Questo perché spesso il datore di lavoro richiede un grado di formazione specifico oltre al fatto che il nostro percorso di studi attesta delle competenze.

A proposito di formazione e competenze, ormai è noto che la formazione strettamente accademica non basta, perciò inserire degli attestati di formazione autonoma quali corsi online portano valore aggiunto e ci fanno sembrare persone proattive e in continuo aggiornamento.

3) “Inserire le esperienze”, e ora?

Un altro elemento fondamentale sono le esperienze pregresse, ma è necessario sin da subito fare una distinzione: il caso in cui si hanno già avuto esperienze lavorative o se non si ha mai lavorato. Se ti trovi nella prima situazione non inserirle tutte per evitare di essere prolissi. Metti in ordine cronologico dalla più recente, solo quelle inerenti alla posizione per la quale ti stai candidando con una breve descrizione per ognuna, evidenziando in che modo quell’esperienza potrebbe essere utile per questo nuovo lavoro. Da qui puoi dedurre come sia necessario creare un curriculum apposito per ogni diversa azienda anche a parità di ruolo: si deve percepire il perché ci teniamo ad entrare e come potremmo essere utili a quella realtà.

Abbiamo detto che esiste un secondo caso ma…non è vero! Questo perché è normale, soprattutto da giovani studenti, non aver ancora lavorato nel vero senso della parola, ma di esperienze varie se ne possono essere fatte eccome: volontariato, viaggi studio, progetti trasversali, concorsi scolastici, Hackathon ecc sono tutte occasioni preziose soprattutto per mettere in risalto le soft skills. A proposito di queste, le cosiddette “skills leggere” sono tutt’altro che soft poiché diventeranno sempre più importanti man mano che avanza la tecnologia e molti lavori verranno sostituiti dalle macchine. Le soft skills quali: comunicazione, problem solving, creatività, team working, gestione di tempo e stress e tante altre, sono quelle che ci rendono umani e che a parità di competenze tecniche distinguono i diversi lavoratori o potenziali tali. L’importante è non commettere l’errore di fare un lungo elenco di soft skills non giustificabili perché a colloquio probabilmente ti chiederanno di raccontare le occasioni in cui sono state messe in pratica. Ricorda inserisci solo quelle giustificabili con le esperienze di cui parlavamo prima!

4) Cerca di venderti bene

In entrambi i casi, con o senza esperienza il suggerimento è sempre lo stesso: sappi venderti bene che non significa mentire o esagerare (mai farlo) bensì mettere in risalto e sotto la giusta luce le competenze che potrebbero essere utili e opportune per quella posizione. Valorizzati insomma oppure se vuoi dirla all’inglese: fai del bel self-marketing!

5) Dimentica l’Europass e libera la personalizzazione

Arrivato a questo punto dirai, “E adesso cosa c’è che non va con l’Europass?” Nulla, se vuoi passare quasi inosservato. Il problema dell’arcinoto Europass è l’omologazione: è costruito uguale per tutti, senza colori, senza possibilità di personalizzazione e ancora peggio, con un formato difficile da leggere e particolarmente prolisso. Ricordi cosa dicevamo dei 30 secondi? che rende questo strumento un ottimo oggetto da cestinare virtualmente, poiché non permette di mettere in risalto a giusto modo i nostri punti di forza.

A questo proposito esistono invece dei modi più o meno semplici per creare il proprio CV fatto su misura e con lo stile adatto. Il primo must have che consigliamo è Canva: facile, intuitivo, con template già pronti ma accattivanti e pure gratuito. Altre alternative possono essere Word o i software del pacchetto Adobe. Ricorda infine che lo stile scelto va ponderato in base alla candidatura. Candidarsi per una posizione da designer è ben diverso che farlo per entrare in banca, i due curriculum nel nostro esempio dovranno riflettere rispettivamente creatività e formalità.

L’Europass ovviamente non è il male assoluto in quanto per alcune posizioni, vedi i ruoli pubblici,  è addirittura obbligatorio e vanno citate tutte le esperienze, pubblicazioni, gradi di formazione ovvero il contrario di quanto dicevamo poco sopra. Come vedi anche in questo caso non esiste una legge assoluta ed è opportuno verificare le condizioni.

6) Come farsi scartare

Se pensavi fosse finita qui ti sbagli di grosso perché oltre alle linea guida da seguire ci sono degli errori che assolutamente non devi commettere se vuoi evitare di essere scartato. Mentire, fare un CV più lungo di due pagine, inserire foto poco adeguate ed errori di battitura sono tutte valide alternative per farsi scartare immediatamente. Per quanto riguarda il mentire, è abbastanza chiara la gravità: dichiarare di saper fare qualcosa che poi non emerge a colloquio o addirittura in un eventuale periodo di prova è svantaggioso sia per noi che ci candidiamo che per chi ci deve assumere. Per i dettagli della lunghezza, foto ed errori di battitura, sono delle importanti red flags per chi sta leggendo il curriculum in quanto indicano prolissità, imprecisione e a volte fretta. Un recruiter si potrebbe chiedere: “se non ha nemmeno avuto la cura di ricontrollare un paio di volte quello che ha scritto per verificare che non ci fossero errori, come farà a portare avanti un progetto in modo adeguato?” e non possiamo che dargli ragione.

Beatrice Mula

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