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EQUITY CROWDFUNDING

La parola “crowdfunding” arriva sempre più spesso al nostro orecchio, la sentiamo in università, al bar, a lezione e nei discorsi dei nostri amici più intraprendenti… ma alla fine… CHE COS’É IL CROWDFUNDING?

Il crowdfunding (finanziamento di gruppo) è un processo collaborativo di raccolta fondi che si svolge online attraverso piattaforme web, dove un gruppo di persone dà una somma di denaro, anche di modesta entità, per sostenere e finanziare progetti/idee di persone e organizzazioni. La principale innovazione portata dal crowdfunding è rappresentata dall’utilizzo di strumenti informatici e dalla capacità delle piattaforme di coinvolgere un gran numero di persone.

La crisi economica ha portato le imprese a guardare all’ opportunità di nuove forme di finanziamento e a una nuova relazione con il cliente. Microcredito, equity-crowdfunding sono alternative utili e modi concreti per promuovere il sostegno finanziario e possono anche contribuire a risolvere in parte l’impasse strategica e operativa affrontata dagli istituti di credito negli anni di crisi.

L’equity crowdfunding è un’evoluzione del crowdfunding tradizionale ed è uno dei quattro modelli di crowdfunding esistenti (donation, reward, lending ed equity). Il suo sviluppo è stato favorito, dopo la crisi finanziaria del 2008, dalla difficoltà di accesso al credito da parte delle imprese. È un tipo di crowdfunding in cui chiunque può investire in una società da una  start up ad una PMI l’importante è pubblicare una campagna di raccolta fondi su un portale online specializzato (piattaforma di equity crowdfunding). La campagna ha una durata limitata  e un obiettivo specifico di fondi da raccogliere.

Se, al suo termine, si raggiunge l’obiettivo, gli investitori entreranno nell’azienda con il capitale sociale, condividendo così il “rischio d’impresa” con il partner attuale o i membri, se invece l’obiettivo dovesse esser raggiunto la donazione verrà restituita. Il modello equity prevede che il finanziamento avvenga in forma di capitale di rischio; attraverso l’investimento è così acquisito un vero e proprio titolo di partecipazione nella società. Pertanto, si differenzia dagli altri modelli per la sua particolare “ricompensa” attesa da coloro che contribuiscono al progetto.

Come è nato l’equity crowdfunding?

Gli Stati Uniti hanno dato vita alle piattaforme di crowdfunding più importanti, e lo stesso vale per l’equity-based: nel 2005, a Fayetteville, Arkansas, è nata EquityNet, la prima piattaforma di               equity-crowdfunding. Il 2012 è stato un anno importante per l’equity crowdfunding negli USA: il 5 aprile 2012, la “Jumpstart Our Business Startup”, la cosiddetta Jobs Act, è stata approvata; questa legge ha istituito questo tipo di raccolta fondi, rendendo meno stringenti alcune regolamentazioni.

Il proponente, l’imprenditore, lancia la raccolta fondi sulla piattaforma online, spiegando le informazioni sul progetto e l’obiettivo monetario relativo da raggiungere al fine di attuarla. L’obiettivo di raccolta è suddiviso in fixed-price units ossia offerte agli investitori.

Il progetto che raggiunge l’obiettivo minimo di finanziamento sarà effettuato secondo i termini stabiliti e gli investitori otterranno la quota di partecipazione concordata; viceversa, se non si dovesse raccogliere la cifra stabilita quanto pagato verrà restituito. Capite quindi che il sostenitore è un azionista che fa un investimento e acquista una quota di partecipazione della società, al fine di ottenere i dividendi dal capitale detenuto.

Il meccanismo di equity crowdfunding è simile a quello di crowdfunding “normale”. Una società si presenta online su piattaforme specializzate, spiega gli obiettivi e imposta la quota di fondi che deve essere raggiunta entro la fine della campagna. Secondo i dati relativi al Crowdinvesting dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, l’obiettivo medio di raccolta è di € 226.843. Fino ad oggi, 155 offerte sono state attivate, con un tasso di successo del 59,8%.

Nonostante le origini statunitensi, la diffusione in Europa è stata velocissima, diventando ormai seconda solo agli Stati Uniti. Il rapporto “Current of Crowdfunding” recentemente pubblicato da Crowdfunding Hub, centro europeo specializzato per la finanza alternativa e partecipata, mostra che nel 2015 il settore crowdfunding in Europa ha continuato a crescere e maturare. In quasi tutti i paesi europei, i volumi sono in rapido aumento, ma rimangono grandi differenze tra i vari paesi. Il Regno Unito si conferma il mercato più maturo, sia in termini di volumi e di un ecosistema, paesi come l’Olanda, la Francia, la Spagna, la Germania, l’Estonia e Austria hanno invece volumi inferiori rispetto al Regno Unito, ma lo sviluppo dell’ecosistema in ognuna di esse ha il potenziale per rendere il mercato della finanza alternativa particolarmente forte e significativa.

Anche in Italia l’equity crowdfunding è presente e le piattaforme autorizzate da Consob hanno conseguito risultati di raccolta tali da renderle finalmente paragonabili alle loro omologhe degli altri Paesi europei, grazie a un incremento di più di 3 volte rispetto alla raccolta del 2017 e di più del doppio rispetto al numero di campagne chiuse con successo.

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Lucrezia Rota

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