L’EVOLUZIONE DELLA MONETA: DAL BARATTO ALLE CRIPTOVALUTE

“Pieni di denaro, siamo senza moneta. Anche, e soprattutto, quando pensiamo di averne. Perché quella che abbiamo non è moneta, e che cosa davvero sia l’abbiamo dimenticato”
Luca Fantacci

Tra le azioni che ognuno di noi compie inconsciamente ogni giorno c’è quella di procedere al pagamento di un bene o di un servizio senza porsi troppe domande sulla natura, la storia e il fondamento giuridico o convenzionale di tale gesto. Ciò che viene inteso comunemente come “moneta” è frutto di una lunga evoluzione storica che ha portato all’utilizzo di placchette di metallo aventi corso legale, prive di un valore intrinseco e convenzionalmente riconosciute, ad essere utilizzate come mezzo per acquistare beni e servizi nel sistema economico di appartenenza.


Nel XIX secolo lo storico Bruno Hildebrand proponeva con la sua teoria sugli stadi economici tre possibili diverse modalità di scambio di beni tra gli uomini: un primo stadio legato ad una “economia naturale” dove le transazioni avvenivano attraverso lo scambio di beni; un secondo stadio definito “economia monetaria” dove viene utilizzato per gli scambi un mezzo convenzionalmente riconosciuto, come un metallo prezioso; in ultimo lo stadio chiamato ”economia creditizia” ove la cessione di beni avviene in funzione di una promessa di pagamento. Benché le tre forme di scambio possano coesistere, di fatto l’una lascerà spazio all’altra in forza di un processo unilaterale ed ineluttabile, dove il vecchio verrà gradualmente sconfitto dal nuovo. Hildebrand, esponente della scuola storica, traccia un percorso evoluzionistico non lontano dalla ricostruzione storica di seguito proposta.
In uno stato arcaico regolato dal baratto, lo scambio è legato alla fortunata equivalenza fra due bisogni e due eccedenze di beni. Grazie all’introduzione della moneta si inserisce nel sistema economico un regolatore dello scambio che renda possibile una non-casuale produzione ed una efficiente allocazione delle eccedenze stesse.

Le fasi di sviluppo della moneta


La moneta si è poi sviluppata e le diverse fasi possono essere così riassunte:


1. La ​moneta-merce​ è caratterizzata dal fatto di avere un valore intrinseco dato dal metallo nobile
di cui è costituita.
2. La ​moneta convertibile​ ha un valore estrinseco corrispondente al valore nominale impresso
sulla moneta stessa. L’utilizzo convenzionale di questo strumento di pagamento si sviluppa
grazie alla garanzia, rappresentata da una riserva, detenuta dagli istituti di emissione.
3. Con la​ moneta fiduciaria ​il valore dato dalla fiducia trova fondamento nell’istituzionalizzazione
della moneta stessa. In questo caso un ordinamento giuridico, attraverso un semplice atto di volontà, attribuisce la competenza di emettere moneta avente corso legale. A ciò si aggiunge l’obbligo da parte degli individui di accettarla come mezzo di pagamento.


La moneta, per essere definita tale, deve assolvere a tre fondamentali funzioni:

  1. quella di mezzo di scambio
  2. di riserva di valore
  3. infine di unità di conto

La moneta tradizionale, come la definiamo noi oggi, ha subito una scossa dall’avvento di un nuovo fenomeno monetario: quello delle criptovalute. In questo caso il supporto di una banca centrale indipendente, responsabile della politica monetaria chiara e della stabilità finanziaria, viene meno. Questo nuovo mezzo di scambio, attraverso lo strumento della blockchain, supera la funzione di garante svolta dalla banca centrale, sostituendola con una struttura informatica basata su un’ottica peer to peer istantanea che si fonda su paradigmi crittografici.

La criptovaluta più conosciuta è quella denominata “Bitcoin”, questa è stata creata nel 2009 da un anonimo inventore, noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Il bitcoin è una moneta digitale che in questi anni sta influenzando lo scenario economico e finanziario.
I sostenitori di questo strumento rintracciano come caratteri positivi il fatto che il Bitcoin non abbia un regolatore alle spalle e che sia di carattere transnazionale. Altri pregi sono rinvenibili nel fatto che sia resistente alla censura, che sia gratuito, sicuro, ed accessibile in qualsiasi momento.
Tuttavia, il nuovo strumento monetario palesa alcune criticità. In primis è da evidenziare il fatto che i Bitcoin non siano riconosciuti in nessuno Stato al mondo. Ciò non significa che i Bitcoin sono illegali, ma che comunque non sono tutelati da nessuna legge: accettare il Bitcoin come mezzo di pagamento non è obbligatorio e non vi sono rimedi garantiti in caso di frode. L’investimento in Bitcoin è poi vittima di possibili scenari di alta volatilità da cui è possibile tutelarsi solo grazie alla sottoscrizione di particolari derivati. In conclusione, la criptovaluta in esame realizza delle diseconomie di scala non indifferenti sotto il profilo del consumo energetico: si pensi che l’energia utilizzata dai “minatori” del Bitcoin è paragonabile a quella usata da un paese come la Svizzera.
Viste le premesse, nonostante il nocciolo duro della nozione di moneta rimanga stabile, è facile prevedere che lo scenario monetario sarà interessato da continui e repentini mutamenti, così come lo è stato in passato, non resta che aspettare che questi si verifichino in futuro.

#JEMIBreview

Martina Talon