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EUROPASS: FACCIAMO CHIAREZZA

Europass è un famigerato formato di curriculum, su cui tutti coloro che si avvicinano al mondo HR sono chiamat* a farsi un’opinione.
Sì, al più presto.

A dire il vero, Europass non è solo un modo di impostare il proprio Curriculum Vitae. Si tratta di uno strumento inuitivo e sicuro, che offre servizi per l’orientamento e il lavoro, consigliato anche da ANPAL.

È una piattaforma della Commissione Europea, gratuita e accessibile in quasi 30 lingue, utile per descriverti in un profilo, creare lettere di presentazione, gestire candidature per posizioni in tutta Europa e molto altro. 

In questo articolo commenteremo in particolare l’uso del Curriculum Europass, lo strumento più conosciuto e diffuso della piattaforma. Infatti non passa giorno senza che un* recruiter italian* veda CV impostati in questo modo e la reazione potrebbe non essere la migliore se stai cercando un nuovo lavoro… Ti consigliamo di dare un’occhiatina qui per capire di cosa stiamo parlando.

Quali sono i limiti principali di Europass?

Purtroppo presentare un Curriculum Europass potrebbe costarti un colloquio di lavoro, soprattutto per alcune professioni dove è fondamentale mostrare soft skills, interessi personali e particolare creatività, più di hard skills specifiche.

Il problema principale della piattaforma consiste nella standardizzazione dell’output. Infatti i CV Europass hanno una struttura predefinita, subito riconoscibile agli occhi del* recruiter espert* e non. Per un* candidat* è estremamente difficile con questo formato realizzare un CV che rappresenti la sua persona e non solo il suo percorso formativo e professionale.

Un altro problema di Europass è la lunghezza. Quando scriviamo un CV siamo portat* a valorizzare qualsiasi aspetto della nostra esperienza personale, soprattutto se siamo alle prime armi. Questo strumento non ci aiuta a superare l’ostacolo: ci chiede di aggiungere materiale ad ogni sezione, presentando un elenco lungo e dispersivo di possibili paragrafi, in cui inserire informazioni specifiche, ovviamente con una struttura preimpostata. 

Nonostante ci sia ampia scelta, non possiamo inserire una sezione dedicata alle soft skills, che, tra l’altro, stanno scalando le classifiche delle competenze più richieste nel mercato del lavoro. 

Alcuni dati inseriti risultano, nel complesso, ridondanti e allungano moltissimo il risultato finale. Un esempio è la patente di guida: se il lavoro per cui ti candidi non richiede tra i requisiti la guida di mezzi particolari e se non è presente nella job description, non è necessario inserire l’apposita dicitura, anzi toglie solo spazio ad altri aspetti più interessanti.

Questo formato è troppo impersonale: se devi presentarti ad una persona e vuoi che ti scelga per un impiego, devi trovare il modo di risaltare ai suoi occhi. Purtroppo un CV di questo tipo non fa spiccare nessun candidato, anzi rende i partecipanti omogenei, standardizzati. Gli studi e le esperienze sono evidenziate con un titolo, mentre il fitting con la cultura aziendale, le competenze relazionali e la capacità di lavorare in gruppo non possono trasparire. Presentando un Europass non dai modo al recruiter di esclamare: “Devo proprio conoscerl* a colloquio!”.

“Però a volte è esplicitamente richiesto!” e i pochi punti a favore

Ovviamente, come spesso capita nel mercato del lavoro, il giudizio in merito a questo curriculum è relativo. Esistono dei casi in cui è utile raccontarsi attraverso questo strumento.

Spesso nei concorsi pubblici è esplicitamente richiesto di candidarsi con un Europass e anche alcune aziende sollecitano quest’accortezza ai propri candidati. La standardizzazione dell’impostazione rende il CV di più rapida lettura perché permette di trovare le informazioni sempre nel solito posto, per tutt*, e in alcuni contesti appare un enorme vantaggio.

Può essere vantaggioso scegliere Europass se ti stai candidando per una posizione ad elevata specializzazione, in cui è cruciale elencare tutti i titoli formali che hai ottenuto durante il percorso formativo.

Invece sconsigliamo Europass per tutte le professioni in cui sono richieste competenze relazionali, doti creative, come per impieghi a contatto con i clienti e nel marketing, per le autocandidature e per i primi stage dopo la laurea.

In realtà, un altro caso in cui potrebbe essere d’aiuto tentare di usare Europass è quando stai scrivendo il tuo primo CV. Attenzione però: non inviarlo alle imprese! Se non hai ben chiaro come impostare il curriculum e vorresti una guida pratica, cerca di impostarne uno seguendo le istruzioni di Europass: ti aiuterà a capire quali dati personali devi inserire, ti fornirà esempi di titoli per le sezioni, ti ricorderà di inserire le date di inizio e fine di percorsi formativi e lavorativi, firma e autorizzazione al trattamento dei dati. Poi però esporta quello che hai appreso su un modello Canva, in cui puoi personalizzare ogni singolo aspetto del tuo curriculum.

Alcuni consigli utili, se sei costrett* ad usare Europass

Per tutti i casi in cui è consigliabile o obbligatorio usare Europass, è possibile applicare qualche piccolo accorgimento per rendere il Curriculum più personale e comunicare meglio le nostre esperienze.

Primo step: approfondisci il tuo percorso

Per superare alcuni limiti del modello preimpostato bisogna utilizzare tutte le opzioni che la piattaforma mette a disposizione. Una prima interessante possibilità è quella di aggiungere una descrizione del proprio corso di laurea. Sul sito ufficiale, al termine della sezione predisposta, puoi selezionare “Ulteriori informazioni” e comparirà uno spazio in cui poter inserire dettagli aggiuntivi. Puoi anche scrivere di progetti di gruppo o attività extra-curriculari che ti hanno aiutato a sviluppare particolari soft skills.

Secondo step: riordina le sezioni

Tramite le frecce laterali, in modalità “Modifica” puoi scegliere come collocare le sezioni informative nel tuo CV finale. Ad esempio, se sei uno studente e ti stai approcciando alla prima esperienza lavorativa, dovresti mettere in primo piano la sezione “Istruzione e formazione”, lasciando nella parte più bassa del CV eventuali lavoretti di breve durata o piccole esperienze lavorative.

Terzo step: elimina quel logo

Un modo per rendere il tuo Europass più carino è eliminare il logo presente di default nelle pagine del file. È possibile farlo nella sezione “Seleziona il modello”, barrando “No” alla richiesta “Aggiungi logo Europass”.

Tips finale: al rogo le sezioni vuote

Se ti accorgi che la piattaforma inserisce in automatico delle formule che non puoi compilare (ad esempio il voto di laurea, se stai ancora studiando), torna nella sezione “Modifica” e trova il modo per eliminare lo spazio che non puoi completare.

Applicando questi piccoli consigli il tuo CV apparirà più curato e personale, ma sempre ordinato e organizzato.

Il CV Europass e le critiche degli HR per questo modello, rappresentano il cambiamento che sta avvenendo nelle modalità di ricerca e selezione. Ultimamente sempre più imprese si dotano di una divisione Risorse Umane, composta da professionist* format* per selezionare candidat* in linea con il percorso formativo della job description, ma soprattutto dotat* di skills trasversali che li rendono “persona ideale” per l’organizzazione. Ad oggi il networking rimane la prima risorsa per trovare lavoro, anche se la selezione del personale è diventata un’attività più complessa, che non può più basarsi unicamente sulle limitate conoscenze individuali. Un processo di selezione analizza e considera un ampio spettro di variabili, non più solamente i titoli su carta.

#JEMIBreview

Giulia Furlan

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