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GENDER PAY GAP: ANCORA 135 ANNI PER COLMARLO

Forse ‘’non basterà una vita’’ per raggiungere la parità di genere e il percorso è decisamente ancora lungo e pieno di ostacoli. Nonostante negli anni siano stati attuati diversi cambiamenti per il raggiungimento di un’equità tra uomo e donna, il divario di genere è ancora un grande scoglio nella vita di tutti i giorni.

Cosa è il Gender Gap?

Il gender gap è letteralmente il divario tra i generi con particolare riferimento alla differenza tra i sessi e alla mancanza di equità sociale e professionale tra uomini e donne.

La Costituzione Italiana nell’articolo 37 recita ‘’la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano ai lavoratori’’. La parità di genere non è solo dunque un argomento che riguarda le donne, ma ciascuno cittadino.

Nonostante la parità di genere rientri tra le regole base dello Stato, in Italia sussistono ancora differenze nel campo lavorativo tra uomini e donne. Secondo il Gender Gap Report 2021 del World Economic Forum, su 156 stati mappati, l’Italia è al 63° posto per l’indice composito di Gender Gap che tiene in considerazione le differenze di genere in 4 ambiti: Partecipazione economica e opportunità, Livello di istruzione, Salute e sopravvivenza ed Empowerment politico.

Il Gender Pay Gap

La differenza di stipendio tra uomini e donne nel nostro paese raggiunge il 12 %, con tassi di occupazione femminile più bassi e maggiori difficoltà negli avanzamenti di carriera.

ll tasso di donne occupate è infatti il secondo più basso del continente prima della Grecia, e a una distanza dalla Svezia, che col 79,7% è al primo posto nell’Unione Europea.

Se consideriamo i settori di attività professionali e scientifiche, il gender pay gap è del 24,9%. In questa categoria possiamo annoverare professioni legali, architetti, manager, consulenti di marketing e pubblicità, ricercatori e sviluppatori informatici. Si tratta quindi tra le categorie meglio pagate e in alcuni casi le posizioni che sono cresciute di più numericamente negli ultimi 20 anni.

Tutto questo è molto indicativo: dove si possono raggiungere stipendi più alti, le donne rimangono indietro. Il problema non è esclusivamente salariale ma soprattutto nella possibilità di avanzare lungo la propria carriera.

Sono dati impressionanti soprattutto se consideriamo che sono proprio le donne ad ottenere i migliori risultati negli studi, sia per tempistiche che per voti.

Se molte di queste difficoltà possono essere ricondotte alla maggior diffusione del part-time involontario tra donne occupate, alla discontinuità delle carriere professionali e al minor accesso delle donne alle posizioni apicali nelle aziende, vi sono altri motivi ‘’non spiegabili’’ che potrebbero nascondere vere e proprie situazioni di discriminazione di genere.

Cosa si può fare per promuovere la parità di genere?

Per il Global Gender Gap Index del World Economic Forum, nell’Europa Occidentali il gap potrà chiudersi solo tra 61 anni; per combatterlo a livello globale, invece, ci vorranno 135 anni.

L’ Oxam ha dichiarato che per ridurre il gender gap bisognerebbe :

  • introdurre sgravi contributivi per le imprese che prevedono misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata;
  • rivedere il sistema fiscale per facilitare l’inserimento lavorativo di entrambi i coniugi;
  • disincentivare il ricorso a forme di lavoro precario e al part-time involontario, che colpisce soprattutto le donne obbligando a lavorare meno;
  • aumentare i servizi pubblici per famiglia e cura dei figli.

Considerando che secondo il fondo monetario internazionale la riduzione del gender gap nel settore lavorativo aumenterà la crescita del Pil fino al 35 %, questi numeri importanti non possono essere ignorati.

Incuriositi dal tema che riguarda tutti noi da vicino, abbiamo deciso di intervistare la nostra presidentessa Silvia Gobbi.

1. Cosa vuol dire per te essere donna all’interno di JEMIB?

L’essere donna all’interno di JEMIB significa portare conoscenze e competenze senza distinzioni. Il mio più grande desiderio è che un giorno non distingueremo più il genere e parleremo solo di talento, esperienza e meritocrazia.

 2. Quali pensi possono essere state le difficoltà e In quale modo sei riuscita a superarle e a raggiungere il tuo attuale incarico di Presidentessa ?

Il fatto che prima del mio mandato ci fosse in carica un CdA, per la prima volta nella storia dell’associazione (nata nell’anno 2016) completamente al femminile, mi ha sicuramente aperto le porte senza troppe difficoltà.

Sono molto orgogliosa di come negli anni il soffitto di cristallo, barriera invisibile che ostacola la carriera e che nessuno riconosce, sia stato pian piano rotto in favore della parità di genere, a partire dalla nostra organizzazione.

JEMIB si è infatti sempre distinta per l’alto numero di quote rosa ricoprenti ruoli manageriali, ma ancora di più negli ultimi anni.

 3. Quali pensi siano i valori, le idee e le visioni che hai portato all’interno di JEMIB e di cui sei maggiormente orgogliosa?

Il giorno delle elezioni per la Presidenza è stato il punto di partenza del mio mandato.

Ho fin da subito voluto trasmettere agli associati di JEMIB come il coraggio, l’intraprendenza e il lavoro in squadra fossero per me le chiavi per il successo di loro stessi e dell’associazione.

Vedere dopo mesi la loro proattività e la loro fame di migliorare loro stessi, di mettere quel qualcosa in più ogni giorno e di superare i loro limiti, è per me un grande traguardo.

Le difficoltà e gli imprevisti nel mondo lavorativo e personale esistono da sempre, quello che mi auguro è che la forma mentis acquisita all’interno dell’associazione possa permettergli di avere sempre la forza di trovare soluzioni, aiutarsi a vicenda e superare ogni ostacolo.

 4. Infine, quali consigli daresti alle donne che vogliono realizzarsi in ambito JE/ lavorativo?

Secondo una recente report Women in The Workplace, realizzato da McKinsey&Company, per ogni 100 uomini, solo 72 donne vengono promosse al primo livello da manager. La maggior parte resta bloccata in ruoli entry-level.

Per questo motivo, il consiglio che mi sento di dare alle donne che vogliono realizzarsi in ambito lavorativo è quello di cambiare un posto di lavoro nel quale non si sentono valorizzate come meritano e non accontentarsi dopo anni di studio, lavoro ed esperienza.

Ritengo che il mondo delle Junior Enterprises possa essere una valida palestra di vita per affrontare con più sicurezza le prime esperienze lavorative una volta uscite dall’università, per questo motivo è un percorso da vivere a 360 gradi.

Auguriamo buona Festa della Donna a tutte le donne di JEMIB e a tutte le nostre lettrici, sperando di poter combattere insieme contro le disparità di genere!

#JEMIBReview

Vitanna Di Taranto

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