DIVERSITY AND INCLUSION, SOLO BENEFICI MISURABILI

Sentiamo sempre più spesso parlare di D&I, un tema fondamentale per le imprese che vogliono mantenere una posizione competitiva nel proprio settore. Scopriamo di cosa si tratta e un indicatore per misurare l’impegno dei brand in termini di inclusione.

Cosa significa D&I

Diversity and Inclusion è un tema fondamentale per le imprese, ma più in generale per la società nel suo complesso. Si tratta infatti della necessità di integrare e includere le diversità nel tessuto sociale e lavorativo, riconoscendo il valore che queste apportano in tutte le attività.

Con diversity intendiamo le dimensioni che possono differenziare gruppi e persone l’uno dall’altro per età, genere, etnia, religione, disabilità, orientamento sessuale e status socioeconomico. Il termine inclusion si riferisce invece alle pratiche concrete che permettono alle persone di agire, lavorare e vivere nel rispetto delle caratteristiche che li rendono differenti, permettendo loro di sviluppare a pieno il proprio potenziale.

Quindi la diversità degli individui è un fatto, una situazione attuale, mentre l’inclusione è l’attività che porta ognuno a sentirsi accolto in un gruppo e libero di esprimere la propria unicità.

Cosa c’entrano le imprese?

L’inclusione della diversità è un argomento che tocca da vicino ogni impresa perché sono proprio le aziende a giocare un ruolo cruciale nella più generale inclusione sociale della diversità.

Proprio il 17 febbraio si è tenuta la quinta edizione di Diversity Brand Summit, un’iniziativa nata dalla collaborazione tra Diversity e Focus MGMT. L’evento è stato l’occasione per ribadire l’importanza del coinvolgimento delle imprese nelle attività di D&I e per premiare le organizzazioni virtuose, selezionate grazie al Diversity Brand Index.

Diversity Brand Index: una proposta per misurare l’impegno dei brand

Questa metodologia misura la percezione dei consumatori sul livello di inclusione dei brand e il loro impegno reale in ambito D&I, considerando tutte le forme di diversità.

La ricerca è articolata in due step. Innanzitutto vengono rilevate le imprese più inclusive, a partire da una survey condotta su un campione di consumatori e consumatrici. Successivamente vengono contattate le imprese citate dagli intervistati nella prima fase, le quali possono presentare delle iniziative svolte in ambito D&I. Queste iniziative sono esaminate attentamente da un Comitato Scientifico Internazionale, presieduto dal Prof. Sandro Castaldo. Da quest’anno la valutazione è stata affidata anche ad un Security Check Committee, composto da esponenti appartenenti alle specifiche forme di diversità.

I vantaggi dei brand più inclusivi

L’occasione di studio del Diversity Brand Summit rappresenta un’ottima opportunità per evidenziare iniziative e benefici dell’attenzione al tema dell’inclusione.

È rilevante osservare che, secondo i dati del 2021, il 77,5% della popolazione intervistata preferisce e predilige i brand più inclusivi.

Le imprese inclusive si distinguono anche per una maggiore crescita dei ricavi. Infatti il gap in termini di crescita dei ricavi tra un brand inclusivo ed una marca non inclusiva, può superare il 23%, a favore dell’azienda percepita come più inclusiva dai clienti.

Un ulteriore dato davvero impressionante è il Net Promoter Score (NPS), ovvero l’indicatore che, in estrema sintesi, permette di quantificare l’affiliazione dei clienti. Le marche più inclusive, o meglio, che sanno comunicare meglio le proprie iniziative di D&I, attestano un NPS massimo pari all’86,5% che si contrappone al -90,9% dei brand non inclusivi. Ciò significa che i brand più inclusivi possono vantare una clientela più affezionata, che sceglie e continua a scegliere il prodotto o servizio anche perché consapevole dell’impatto in termini di inclusione, realizzato dal brand.

Chi sono i brand vincitori?

Durante il Diversity Brand Summit sono stati comunicati i brand che rientrano nella top 20 di imprese più inclusive che operano in Italia.

Infine, durante l’evento sono stati annunciati i vincitori per i premi Diversity Brand Awards 2022 – Digital, assegnato ad Amazon e Diversity Brand Awards 2022, vinto da Netflix.

Oltre l’immagine: supplier diversity

Grazie ad un evento come il Diversity Brand Summit le imprese hanno potuto fare il punto sul proprio coinvolgimento nell’inclusione di tutte le diversità. Considerata la complessità del tema, è in vista il rischio di cadere in una forma di inclusione di facciata, che non investe tutti i processi produttivi e i dietro le quinte di prodotti e servizi. 

Per questo viene richiesto alle imprese di implementare la cosiddetta supplier diversity, ovvero di vigilare sull’intera filiera produttiva, per assicurarsi di approvvigionarsi direttamente da realtà che rispettino le diversità. I benefici anche in questo caso sono molteplici: l’azienda ha un reale impatto sociale, migliora la propria brand reputation e la customer loyalty. Infine, questa attenzione ulteriore, permette alle imprese di attrarre più talenti, perché nel 52% dei casi preferiscono lavorare in imprese etiche e responsabili.

#JEMIBReview

Giulia Furlan