IL MADE IN ITALY: DALLE ORIGINI AL POST COVID

Cosa vuol dire ”Made in Italy”? Come è cambiata la visione del marchio nel tempo?

La nascita del Made in Italy

Il termine Made in Italy è difficile da definire in maniera univoca, in quanto esso stesso risulta al suo interno più articolato e con varie accezioni. Questa espressione venne utilizzata, a partire dagli anni 80, per indicare la specializzazione del sistema produttivo italiano nei settori manifatturieri cosiddetti tradizionali.

Rientrano in questa definizione le cosiddette 4 A: abbigliamento (e beni per la persona), arredamento (e articoli per la casa), automotive (inclusa la meccanica) e agroalimentare. Nonostante nell’immaginario collettivo il termine rimandi al lusso e alla qualità, le origini del Made in Italy non sono così ‘’nobili’’. Il termine non nasce per ‘’difendere i prodotti italiani’’, bensì per motivi assai diversi. Durante gli anni sessanta, infatti, alcuni paesi europei, tra cui Germania, Francia e l’Inghilterra, a difesa della loro produzione applicavano delle etichette sui prodotti stranieri, per indicare ai consumatori quali fossero quelli da evitare. Successivamente i produttori italiani hanno trasformato questa emarginazione produttiva in una grande opportunità, portando il Made in Italy ad essere un’equazione di qualità e spesso a primeggiare su quegli stessi produttori che in passato ne avevano causato l’esclusione.

Cosa si intende per ‘’Made in Italy”?

I prodotti Made in Italy, denominati BBF (belli e ben fatti), afferiscono in maniera più marcata alle cosiddette 3F ( FOOD, FASHION, FORNITURE). Questi beni differiscono non solo per la qualità ma anche per il design. Sono portavoce della nostra creatività, senza escludere il processo produttivo in ogni sfaccettatura e l’utilizzo di materiali pregiati. Questa formula vincente è sicuramente dovuta anche alla stessa cultura italiana e alla sua cura minuziosa per l’estetica. L’espressione ‘’made in’’ non è da intendersi infatti nella mera accezione ‘’prodotto in‘’ ma racchiude invece tutti quei valori che ci riconoscono nel mondo.

Qual è il futuro del Made in Italy?

Il Made in Italy, oltre ad essere un’espressione difficile da definire, è senz’altro un fenomeno in divenire, grazie anche al suo continuo riflettersi con la realtà circostante. La globalizzazione ha sicuramente evidenziato le caratteristiche su cui si fonda il Made in Italy; basti pensare che il suo valore in termini di esportazioni verso i Paesi avanzati è di 114 miliardi di euro. A questo bisogna aggiungere la grande crescita che Il Made In Italy sta avendo nei paesi emergenti pari a circa 20 miliardi. Nonostante la crisi pandemica mondiale, Il Made in Italy ha perseguito la sua crescita in maniera esponenziale. Il consumatore preferisce e preferirà il valore dei prodotti, sia come rapporto prezzo/ prestazione sia come valore sostenibile e sociale intrinseco. Per favorire tutto questo, però, è necessario che lo stesso Made in Italy sia aiutato da digitalizzazione e sostenibilità in grado di dare continuità a quel processo di crescita e di riconoscimento per L’Italia stessa.

Vitanna Di Taranto

#JEMIBreview

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