PUBBLICITÁ E PANDEMIA: COME I BRAND HANNO ADATTATO LA LORO STRATEGIA DI COMUNICAZIONE

Il periodo che stiamo vivendo è del tutto straordinario e ci ha sicuramente presi alla sprovvista; il 31 dicembre 2019 alle 23:59, quando la nostra mente si stava riempendo di buoni propositi e di mille progetti per l’anno nuovo, chi pensava che, da lì a poco, ci saremmo trovati ad affrontare una situazione del genere e costretti a dover rivedere tutti i nostri piani? 

Da mesi ormai la nostra routine è cambiata, adattandosi progressivamente alle circostanze del momento, e tutto ciò che trovavamo assurdo e anormale è a poco a poco diventato la nostra quotidianità. 

Ma guardandoci attorno a fondo, siamo davvero sicuri di aver notato tutti i cambiamenti che sono avvenuti intorno a noi? 

Tra le trasformazioni più radicali ci sono anche quelle che difficilmente notiamo o prendiamo in considerazione per il semplice fatto che sono così ben studiate che quasi si mimetizzano riuscendo ad adattarsi e a “sfruttare” al meglio ogni piccolo dettaglio. 

Ad esempio, ci avete fatto caso a come si sono radicalmente modificate le pubblicità che vediamo in televisione, su internet o in giro per le città? Vi siete già chiesti che cosa è successo e che cosa è cambiato in questo ambito con il Covid-19? 

Recenti studi dimostrano che molti brand si sono domandati se fosse opportuno continuare a diffondere comunicazioni pubblicitarie basate su concetti come la vicinanza fisica, il viaggiare, il mangiare nei ristoranti e così via.

In poche parole, la pubblicità che esprime una vita serena pre-Covid avrebbe suscitato un effetto straniante o avrebbe infastidito i consumatori?

La risposta dei brand ovviamente è stata varia e, quelli che hanno deciso di non sospendere le comunicazioni pubblicitarie, hanno modificato le proprie campagne adattando il tone of voice al target rispettando la situazione. 

Le campagne pubblicitarie hanno sicuramente un impatto sulla società e, bene o male, lasciano un segno; per questo, la sensibilizzazione, i valori e le persone come temi centrali sono risultati essere l’opzione vincente per molti marchi.

Ora capite a cosa mi riferisco? 

Citerò un paio di campagne pubblicitarie italiane per farvi capire e per aiutarvi a spolverare la memoria: Barilla racconta l’#italiacheresiste, ovvero un’Italia in cui medici, infermieri, panettieri e non lavorano ogni giorno al servizio della popolazione che canta e manda messaggi positivi di speranza dai balconi; Vodafone invece racconta la vita dei clienti e dei prosumer che si sono registrati in scorci di vita quotidiana in uno spot intitolato “insieme”.

Quei frammenti di vita comune che ci ha presentato quest’ultima pubblicità, come cucinare, studiare, seguire lezioni online, fare Tiktok, suonare o ancora fare videochiamate, ci ha fatto capire, sbattendoci in faccia la cruda verità, che non eravamo soli e che in quel momento, nonostante fossimo lontani, potevamo essere insieme, uniti. In più, la canzone “Come together” dei Beatles, che condiva il tutto con una nota di spirito e vivacità, e il claim in chiusura, ribadivano questo concept alla base dello spot. 

Cosa penso io? Una pubblicità efficace che in un momento di sconforto comune all’inizio di una pandemia inaspettata ci ha abbracciati e ci ha rassicurati, una pubblicità che mi ha fatta sentire per un momento un po’ più forti al punto di gridare “ce la farò, ce la faremo” tra i cori della gente.

Oltre a questi, moltissimi altri anche in giro per il mondo, come Moncler, Coca Cola, McDonald’s, Audi, Mondadori o Nike, hanno adattato e modificato la propria comunicazione.

Ma se da una parte vi è stato grande apprezzamento per l’impegno delle aziende a fronteggiare l’emergenza e a “stringere la mano” ai cittadini, il 60% degli italiani, come dimostra il commento di Alberto De Martini riportato dall’ANSA, afferma che c’è troppa pubblicità a sfondo coronavirus e ben il 50% ritiene inoltre che la pubblicità abbia esagerato ad adeguare i propri contenuti all’emergenza sanitaria.

E voi cosa ne pensate? Quali sono state le pubblicità che più vi hanno colpito/emozionato? Scorrete la gallery!!

Ma soprattutto, da che parte state? 

Francesca Bagnolati

#JEMIBreview