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	<title>Università Archivi - JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</title>
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	<title>Università Archivi - JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</title>
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		<title>Lo studente fuori sede: sfide, pro e contro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 12:34:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi è lo studente fuori sede? Fanno Parte di questa categoria tutti gli studenti universitari che non risiedono nella città dove studiano. La definizione dice anche che per essere riconosciuti come studente fuori sede “vero e proprio” occorre risiedere ad almeno 50 km dall&#8217;Università che si frequenta. Essere un fuori sede&#160;significa affrontare un grande cambiamento [&#8230;]</p>
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<p class="has-medium-font-size"><strong>Chi è lo studente fuori sede?</strong></p>



<p>Fanno Parte di questa categoria tutti gli studenti universitari che non risiedono nella città dove studiano. La definizione dice anche che per essere riconosciuti come studente fuori sede “vero e proprio” occorre risiedere ad almeno 50 km dall&#8217;Università che si frequenta.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/Immagine2.jpg" alt="" class="wp-image-9352" width="498" height="331" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/Immagine2.jpg 578w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/Immagine2-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 498px) 100vw, 498px" /></figure>



<p>Essere un<strong> fuori sede</strong>&nbsp;significa affrontare un grande cambiamento che coinvolge tantissimi aspetti della propria vita, a partire dall’aspetto psicologico-emotivo, per proseguire con il cambio di città, con il fatto di vivere in una nuova casa, da soli o con coinquilini che la maggior parte delle volte sono sconosciuti. Tutto ciò richiede <strong>grande motivazione, spirito di sacrificio e responsabilità</strong>, altrimenti nessuno sarebbe disposto a fare un cambio del genere, o per lo meno, anche nel caso in cui si decidesse di provare per un determinato periodo di tempo, è molto probabile che se non c’è il giusto approccio e la giusta motivazione, si tenda a ritornare a casa propria, nella propria città, dove tutto è “più semplice”.</p>



<p>Al giorno d’oggi, anche se allontanarsi dalla città natale e da tutti i propri cari e amici è una scelta difficile, sempre più sono gli studenti che decidono di trasferirsi. Attualmente in Italia ci sono circa 600 mila studenti fuori sede, e circa 40 mila studenti che ogni anno scelgono di iniziare il loro percorso universitario direttamente all’estero, facendo un “salto” ancora più grande e complesso.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Pro e contro</strong></p>



<p>Partendo dal presupposto che uno studente fuori sede debba essere sufficientemente responsabile per poter vivere da solo, sappiamo che ci sono diversi aspetti positivi e altrettanti aspetti negativi.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/Immagine3.jpg" alt="" class="wp-image-9353" width="200" height="128"/></figure>



<p>Partiamo <strong>analizzando i pro</strong>: la tipica frase che uno studente dice nel momento in cui va a vivere da solo è “<em>è bellissimo, posso fare quello che voglio</em>”. Si ha autonomia e indipendenza totale da tutto e tutti, si può scegliere come organizzare gli impegni della giornata senza dover preoccuparsi di incastrarli anche con quelli degli altri membri della famiglia, si sceglie cosa e quando mangiare, quando studiare, quando uscire e quando fare sport, insomma si può fare realmente “<em>quello che si vuole</em>”.</p>



<p>Si conoscono persone e ambienti nuovi, si stringono nuove amicizie, si fanno nuove esperienze e si impara a convivere con uno o più coinquilini, magari anche di sesso opposto, o con interessi e necessità del tutto diverse; quindi, si impara concretamente l’arte del “<strong><em>sapersi organizzare</em></strong>”.</p>



<p>Una volta elencati i vantaggi principali, <strong>analizziamo gli svantaggi</strong>: si ha piena libertà e autonomia, ma deve essere un’autonomia sostenibile, cioè nel momento in cui non c’è più la collaborazione che si ha all’interno di una famiglia per quanto riguarda le varie mansioni da svolgere in casa, tutto ricade sulle proprie spalle e su quelle degli inquilini. Motivo per cui se prima magari era la mamma che cucinava il pranzo e la cena per tutti, ci si deve abituare a fare da soli, così come per la biancheria e per le pulizie.</p>



<p>Nel caso in cui si conviva con altre persone, un ottimo “<strong>trucco</strong>” è dividersi le mansioni: ci sarà colui che si occupa di cucinare e di lavare i piatti, ci sarà anche chi si occupa del lavaggio, asciugatura e stesura dei vestiti, e chi invece si occuperà delle pulizie della casa.</p>



<p>Se si vuole vivere bene anche da soli, l’organizzazione è tutto, se viene meno, tutto sarà in salita e le difficoltà saranno sempre dietro l’angolo.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Come affrontare al meglio i momenti di difficoltà</strong></p>



<p>Capita spesso, che studenti fuori sede siano troppo sottopressione, in difficoltà, e che attraversino in generale periodi pieni di controversie, arrivando a pensare persino che “<em>tutto va storto</em>”.</p>



<p>In queste situazioni, <strong>la cosa migliore da fare è fermarsi</strong>.</p>



<p>Fermarsi nel senso di lasciare tutto così com’è, mettere in stand by la propria vita e porsi una prima e semplice domanda: “quello che sto facendo è ciò che realmente voglio fare, o che perlomeno contribuisce alla realizzazione di ciò che vorrò fare in futuro?”. Rispondendo a questa domanda sapremo sin da subito se ciò che facciamo e che abbiamo fatto fino a quel momento ne è valsa la pena; se la risposta è negativa non c’è cosa più semplice che abbandonare il percorso lasciandosi tutto alle spalle, se la risposta è invece positiva, il da farsi è più complesso…</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/Immagine5.jpg" alt="" class="wp-image-9355" width="566" height="360" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/Immagine5.jpg 346w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/04/Immagine5-300x191.jpg 300w" sizes="(max-width: 566px) 100vw, 566px" /></figure>



<p>…bisogna appoggiarsi ai cosiddetti “<em>punti fermi</em>” della propria vita, che potrebbero essere i genitori, i nonni, amici, in generale delle persone di cui ci fidiamo, e <strong>lasciarsi consigliare</strong>. Nel momento di difficoltà in cui tutto sembra andare storto, non c’è cosa migliore che ascoltare il parere di persone a noi care, che vedono la situazione dall’esterno e riescono più facilmente ad essere del tutto razionali e cinici.</p>



<p>Una volta ascoltato il parere di tutti, l’importante è scegliere da soli cosa fare sulla base di ciò che abbiamo ascoltato, e non quindi fare semplicemente ciò che ci hanno suggerito.</p>



<p>Bisogna mutuare quindi un proprio punto di vista e una propria decisione, così da poter ritrovare la serenità interiore, e tutto piano piano sembrerà risolversi “da solo”.</p>



<p>Se prima sembrava ci fosse una salita, arrivati a questo punto sarà sicuramente tutto in discesa.</p>
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		<title>Costruire un Second Brain con le app Calendario, Promemoria e Todoist</title>
		<link>https://jemib.it/second-brain-studenti-universitari-calendario-promemoria-todoist/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Mar 2023 09:03:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[Vita in JEMIB]]></category>
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		<category><![CDATA[organizzazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo studio universitario è una sfida per molti studenti. La quantità di informazioni da memorizzare, i compiti da svolgere e le scadenze da rispettare possono essere schiaccianti. In questo contesto, è fondamentale avere una solida organizzazione e pianificazione per massimizzare la produttività e ridurre lo stress. Per aiutare gli studenti universitari a gestire meglio il [&#8230;]</p>
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<p>Lo studio universitario è una sfida per molti studenti. La quantità di informazioni da memorizzare, i compiti da svolgere e le scadenze da rispettare possono essere schiaccianti. In questo contesto, è fondamentale avere una <strong>solida organizzazione e pianificazione</strong> per massimizzare la produttività e ridurre lo stress.</p>



<p>Per aiutare gli studenti universitari a gestire meglio il proprio tempo, esistono molte applicazioni utili che consentono di costruire un &#8220;<strong><em>Second Brain</em></strong>&#8220;. In questo articolo, vedremo come utilizzare il calendario, i promemoria e l&#8217;app Todoist per cominciare a costruire il proprio Second Brain e massimizzare la produttività. Tali applicazioni rappresentano il punto di partenza per la creazione di un sistema produttività sempre più ampio, complesso ed efficiente.</p>



<p><strong><em><u>Calendario Apple/Google</u></em></strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="243" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/03/google-calendar.webp" alt="" class="wp-image-9274" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/03/google-calendar.webp 400w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/03/google-calendar-300x182.webp 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure>



<p>Il calendario è una delle applicazioni più utili per organizzare il proprio <strong>tempo</strong> e costruire un Second Brain. Consente di creare eventi, impostare promemoria e definire scadenze. Inoltre, può essere <strong>sincronizzato</strong> con altri dispositivi, come il telefono o il tablet, per avere sempre accesso alle proprie attività da tutti i device.</p>



<p>Per utilizzare al meglio il calendario Apple o Google, è importante creare un <strong>sistema di colori</strong> che permetta di identificare facilmente le diverse attività. Ad esempio, si può utilizzare il rosso per le scadenze, il blu per gli impegni accademici, il verde per gli impegni sociali, ecc. In questo modo, è possibile visualizzare rapidamente il proprio calendario e capire quali sono le attività più importanti. A tal proposito, può essere utile sincronizzare il proprio Calendario con quello delle lezioni. In questo modo, si riesce a visualizzare contemporaneamente tutti i propri impegni, ed avere uno schema semplice e rapido da interpretare.</p>



<p>Inoltre, è importante utilizzare i preavvisi per ricordare le scadenze e gli impegni importanti. Il calendario Apple consente infatti di impostare più preavvisi per ogni evento. Ad esempio, si può impostare un preavviso per un esame importante una settimana prima della data prevista, per avere il tempo di prepararsi adeguatamente.</p>



<p><strong><em><u>App Promemoria</u></em></strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="239" height="239" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/03/calendario.png" alt="" class="wp-image-9275" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/03/calendario.png 239w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/03/calendario-150x150.png 150w" sizes="(max-width: 239px) 100vw, 239px" /></figure>



<p>Gli appunti e le liste di cose da fare sono un elemento fondamentale per l&#8217;organizzazione del tempo. Tuttavia, è facile dimenticarsi di ciò che si deve fare o di perdere le liste di appunti. Per questo motivo, è importante utilizzare un&#8217;applicazione come Promemoria.</p>



<p><strong>Promemoria consente</strong> di creare liste di attività, definire scadenze e impostare promemoria. Inoltre, come per il Calendario, è possibile sincronizzare le liste di attività con altri dispositivi Apple, in modo da avere sempre accesso alle proprie attività.</p>



<p><strong>Per utilizzare al meglio Promemoria</strong>, è importante definire un sistema di priorità per le attività. Ad esempio, si può utilizzare un sistema di punteggio per assegnare un valore di importanza a ogni attività. In questo modo, è possibile concentrarsi sulle attività più importanti e non perdere tempo con quelle meno importanti.</p>



<p>Inoltre, è importante definire delle scadenze per ogni attività. In questo modo, è possibile evitare di procrastinare e assicurarsi di completare le attività in tempo. Infine, è possibile utilizzare i promemoria per ricordare attività ricorrenti, come ad esempio gli appuntamenti con il tutor accademico o le lezioni del corso di laurea.</p>



<p><strong><em><u>App Todoist</u></em></strong></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="242" height="242" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/03/todoist.png" alt="" class="wp-image-9276" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/03/todoist.png 242w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/03/todoist-150x150.png 150w" sizes="(max-width: 242px) 100vw, 242px" /></figure>



<p><a href="https://todoist.com/home">Todoist</a> è un&#8217;altra applicazione molto utile per organizzare il proprio tempo. Consente di creare liste di attività, definire scadenze e impostare promemoria (tuttavia, l’app manda notifiche esclusivamente nella versione <em>premium)</em>. Inoltre, è possibile utilizzare le <strong>etichette</strong> per organizzare le attività in base a progetti o temi specifici. Ad esempio, si può utilizzare l&#8217;etichetta &#8220;studio&#8221; per le attività accademiche e l&#8217;etichetta &#8220;lavoro&#8221; per le attività lavorative. In questo modo, è possibile visualizzare rapidamente le attività in base al progetto o al tema specifico.</p>



<p>Immaginate <strong>ad esempio</strong> di star scrivendo un <em>essay</em> o un articolo per la vostra università. Mentre scrivete, vi vengono in mente alcune cose che volete fare o sistemare (ad esempio aggiungere il numero di parole alla fine, o modificare il carattere dei titoli dei paragrafi), ma non volete farlo subito perché volete evitare di distrarvi e perdere la concentrazione. Ecco che Todoist fa per voi! Aprite l’app, andate sulla sezione dedicata al progetto che state scrivendo e segnate brevemente cosa fare. Così, dopo aver finito di scrivere, andrete a rivedere tutte le cose che avete segnato, e le farete una ad una fino a quando avrete <em>flaggato</em> tutte le attività, e il progetto sarà concluso!</p>



<p><strong>Ecco un altro esempio</strong> che magari solo alcuni di voi possono capire… Siete per strada, state camminando e vi viene in mente un’illuminazione: un’idea per una start-up, il metodo per risolvere un problema complesso di Analisi 1 che vi ha fatto soffrire per giorni, o un nuovo argomento di cui scrivere nella vostra newsletter. Scriverle subito su Todoist ti permette di non dimenticare nulla e continuare a concentrarsi sulle attività più importanti per quel giorno senza sentirsi sovraccaricati da un elenco di attività troppo lungo.</p>



<p><strong><em><u>Altre applicazioni utili</u></em></strong></p>



<p>Oltre alle applicazioni già menzionate, esistono molte altre applicazioni utili per organizzare il proprio tempo e massimizzare la produttività. Ad esempio, l&#8217;applicazione <strong><em><a href="https://www.forestapp.cc/">Forest</a></em></strong> consente di evitare le distrazioni del telefono e concentrarsi sull&#8217;attività in corso. Inoltre, l&#8217;applicazione <strong><em><a href="https://www.rescuetime.com/">RescueTime</a></em></strong> consente di monitorare il proprio utilizzo del tempo e identificare le attività che richiedono troppo tempo. Tuttavia, <strong>il mio consiglio è</strong> quello di focalizzarsi sulle 3 applicazioni sopra menzionate e, solo dopo averne metabolizzato e ottimizzato l’utilizzo, ampliare il proprio sistema di produttività con altre app più complesse.</p>



<p><strong><em><u>Conclusioni</u></em></strong></p>



<p>Costruire un <strong>Second Brain</strong> può essere molto utile per gli studenti universitari che desiderano massimizzare la propria produttività e ridurre lo stress. Utilizzando applicazioni come il <strong>calendario Apple</strong>, i <strong>promemoria</strong> e l&#8217;<strong>app Todoist</strong>, è possibile organizzare il proprio tempo in modo efficace, definire scadenze e ricordare le attività importanti. Inoltre, utilizzando altre applicazioni utili, è possibile evitare le distrazioni e identificare le attività che richiedono troppo tempo</p>
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		<title>LO STUDENTE &#8211; ATLETA: come conciliare studio e sport</title>
		<link>https://jemib.it/lo-studente-atleta-chi-e-perche-farlo-e-come-non-smettere-di-farlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2023 12:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[JEMIB]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[studente atleta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi è lo “studente-atleta”? Lo studente atleta, è colui che svolge un qualsiasi sport ad alto livello, usando quindi parte della sua giornata e delle sue energie per la preparazione fisica e psichica dello sport in questione, ma che allo stesso tempo non vuole rinunciare alla propria formazione accademica. Come nasce la passione per uno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-large-font-size"><strong>Chi è lo “studente-atleta”?</strong></p>



<p>Lo studente atleta, è colui che svolge un qualsiasi sport ad alto livello, usando quindi parte della sua giornata e delle sue energie per la preparazione fisica e psichica dello sport in questione, ma che allo stesso tempo non vuole rinunciare alla propria formazione accademica.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Come nasce la passione per uno sport?</strong></p>



<p>Spesso ci si chiede come nasce la passione per uno sport. Tante volte gli atleti di alto livello, sin dalla nascita hanno una <strong>vocazione</strong> per un determinato sport, senza alcun logico motivo, altre invece iniziano per <strong>volontà dei genitori</strong> che scelgono uno sport per far stare “in salute” il proprio figlio, altre invece per pura <strong>casualità</strong>.</p>



<p>Un esempio eclatante è <strong>Michael Phelps</strong>, famoso nuotatore statunitense. Soprannominato <em>The Baltimore Bullet</em>, è l&#8217;olimpionico più decorato della storia con il maggior numero di medaglie, che ha iniziato a nuotare all’età di 7 anni perché, secondo quanto dichiarato dalla madre, era dotato di una grande energia interna da sfogare.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Come si articola la giornata tipo di uno studente atleta?</strong></p>



<p>Può essere definita come un vero e proprio tour de force. Ci sono tantissimi sport e altrettanti studenti atleti e ovviamente in base alle discipline praticate le giornate variano. <strong>Per fare qualche esempio</strong>, i <strong>pallanuotisti</strong> svolgono due sessioni di allenamento in acqua al giorno, più una seduta di palestra che va dalle 2 alle 4 volte a settimana. I <strong>nuotatori</strong> invece fanno mediamente 2 sedute di allenamento al giorno, sommando spesso a fine giornata più di 15 Km di nuoto. In mezzo a tutte queste ore di allenamento lo studente atleta trova il tempo per studiare, <strong>mosso dalla sua passione</strong> per ciò che studia, altrimenti sarebbe impossibile. </p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Perché scegliere di studiare e praticare sport insieme piuttosto che focalizzarsi solo su una delle due?</strong></p>



<p>Come detto in precedenza, sicuramente è molto stancante, ma la chiave per innestare il meccanismo del cosiddetto “studente atleta” è la passione. <br>Nel momento in cui si fa qualcosa che piace, è come se l’energia interiore si moltiplicasse, favorendo quindi la voglia di fare bene, di impegnarsi e di fare sacrifici per il raggiungimento di un obiettivo, che può essere un ottimo voto in una materia o un’ottima prestazione in una competizione.<br>Quando si ama veramente uno sport, <strong>non si può fare a meno di praticarlo</strong>. Si cerca sempre, allenamento dopo allenamento, di migliorare i movimenti e i gesti tecnici, immaginando di arrivare ogni singola volta alla perfezione.</p>



<p>Così come nello studio, quando si hanno in mente determinati obiettivi, si lavora duro e si fatica per il raggiungimento degli stessi. Potremmo sintetizzare il tutto dicendo che “<strong><em><u>quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare</u></em></strong>” e ogni qual volta si raggiunge un obiettivo che ci si era prefissati, si è ancora più motivati e decisi nel continuare ciò che si è intrapreso.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/02/23.02.09-peppe1-1024x560.jpg" alt="" class="wp-image-9125" width="659" height="360" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/02/23.02.09-peppe1-1024x560.jpg 1024w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/02/23.02.09-peppe1-300x164.jpg 300w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/02/23.02.09-peppe1-768x420.jpg 768w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/02/23.02.09-peppe1.jpg 1066w" sizes="(max-width: 659px) 100vw, 659px" /></figure>



<p class="has-large-font-size"><strong>Come organizzarsi per fare tutto?</strong></p>



<p>Un ingrediente fondamentale come detto è la passione, alla quale va aggiunta anche la capacità di organizzare le giornate e gestire il tempo, potremmo chiamarle <strong>management skills</strong>. <br>Spesso si pensa che stando a casa tutto il giorno si ha più tempo per studiare, ma oltre a ciò va considerata anche la <strong>qualità dello studio</strong>, motivo per cui nel momento in cui lo studente atleta sa che la sera ha allenamento, si concentrerà sin da subito, <strong>utilizzando al meglio il tempo</strong> a disposizione per raggiungere gli obiettivi di studio giornalieri prefissati.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/02/23.02.09-peppe3.jpg" alt="" class="wp-image-9126" width="515" height="250" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/02/23.02.09-peppe3.jpg 505w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/02/23.02.09-peppe3-300x146.jpg 300w" sizes="(max-width: 515px) 100vw, 515px" /></figure>



<p class="has-large-font-size"><strong>Che valori aggiunti ti da lo sport?</strong></p>



<p>Lo sport in generale è una vera e propria <strong>disciplina</strong>, e in quanto tale richiede serietà, <strong>dedizione</strong>, sacrifici, tenacia, <strong>perseveranza</strong> e resilienza. Nel caso degli sport di squadra, si impara anche a relazionarsi in maniera ottimista e positiva, si impara a <strong>faticare insieme</strong> e ad <strong>aiutare il prossimo</strong> per il raggiungimento di un obiettivo comune, ovvero vincere.</p>



<p>Solo passando da tutto ciò si arriva al raggiungimento dell’obiettivo, e una volta raggiunto, la soddisfazione è moltissima, sia al livello individuale che collettivo.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Conclusioni finali:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Se hai una passione, qualsiasi essa sia, credici sempre e inseguila.&nbsp;</li><li>Nel momento in cui si presenta una difficolta nel cammino, ricorda perchè lo fai, e ricorda il motore interiore che ti muove a fare tutto ciò che hai fatto fino a quel momento.</li><li>Persevera, e vedrai che tutti i tuoi sacrifici saranno ripagati.</li></ul>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/lo-studente-atleta-chi-e-perche-farlo-e-come-non-smettere-di-farlo/">LO STUDENTE &#8211; ATLETA: come conciliare studio e sport</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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		<title>TRANSIZIONE UNIVERSITA&#8217;-LAVORO</title>
		<link>https://jemib.it/transizione-universita-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2022 15:22:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
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		<category><![CDATA[università]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Colmare il GAP tra università e lavoro non è più così difficile grazie a realtà come le Junior Enterprise</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/transizione-universita-lavoro/">TRANSIZIONE UNIVERSITA&#8217;-LAVORO</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Chi di noi studenti non ha mai avuto dubbi, ostacoli o anche solo indecisioni sul proprio <strong>futuro</strong>?<br>Vi sveliamo un segreto: li abbiamo avuti tutti. Anzi, non ci chiameremmo studenti se non avessimo questi momenti in cui riflettere, in cui ci chiediamo cosa stiamo facendo della nostra vita e cosa vorremmo invece dal nostro <strong>futuro</strong>! In questi momenti però, non tutti capiamo bene perché stiamo studiando, se il nostro è il percorso corretto e soprattutto se quello che stiamo facendo ci servirà per il lavoro che saremo chiamati a svolgere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/confusione-1024x683.png" alt="" class="wp-image-9078" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/confusione-1024x683.png 1024w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/confusione-300x200.png 300w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/confusione-768x512.png 768w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/confusione.png 1472w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Ecco perché noi di JEMIB abbiamo voluto scrivere una “<em>guida</em>” per non farsi abbattere da questi dubbiosi momenti di confusione e sconforto ma di <strong>sfruttarli</strong> a nostro vantaggio per darci quello sprint che ci serve per dimostrare a tutti, ma soprattutto a <strong>noi stessi</strong>, che abbiamo un mare di possibilità!</p>



<p><strong>TROVARE UN LAVORO</strong></p>



<p>Trovare un lavoro adeguato può essere una sfida per molti studenti universitari, soprattutto se hanno <strong>poca</strong> o <strong>nessuna</strong> esperienza lavorativa. Un modo per superare questa difficoltà è iniziare a fare volontariato o a fare stage durante gli studi universitari. Ciò può aiutare a ottenere esperienza pratica e a costruire una rete di contatti nel settore in cui si desidera lavorare. Inoltre, è importante essere <strong>proattivi</strong> nella ricerca di opportunità di lavoro e preparare un curriculum e una lettera di presentazione di alta qualità.</p>



<p><strong>AVERE LE GIUSTE QUALIFICHE</strong></p>



<p>Anche se gli studenti universitari hanno completato il loro corso di studi, non significa necessariamente che abbiano le <strong>qualifiche</strong> adatte per il lavoro che desiderano. In questo caso, può essere utile considerare l&#8217;iscrizione a corsi di formazione o di certificazione per acquisire le competenze necessarie. Inoltre, è importante essere <strong>flessibili</strong> e <strong>disposti</strong> ad imparare cose nuove.</p>



<p><strong>ADATTARSI AL MONDO DEL LAVORO</strong></p>



<p>Passare da un ambiente accademico a un ambiente lavorativo può essere un cambiamento difficile per molti studenti. Un modo per superare questa difficoltà è chiedere <strong>consigli</strong> ai propri mentori o a coloro che hanno già esperienza nel settore in cui si desidera lavorare. Inoltre, può essere utile fare riferimento a libri o risorse online per imparare le norme e le aspettative del mondo del lavoro.</p>



<p><strong>TROVARE UN EQUILIBRIO TRA LAVORO E VITA PRIVATA</strong></p>



<p>Una volta che gli studenti universitari hanno trovato un lavoro, devono trovare un modo per equilibrare il lavoro con la loro vita privata. Un modo per farlo è imparare a <strong>gestire il proprio tempo</strong> in modo efficace e a impostare priorità. Inoltre, è importante comunicare le proprie esigenze e i propri limiti ai colleghi e al proprio capo per garantire che il lavoro non prenda il sopravvento sulla vita privata.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="482" height="272" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/seipronto.png" alt="" class="wp-image-9079" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/seipronto.png 482w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/seipronto-300x169.png 300w" sizes="(max-width: 482px) 100vw, 482px" /><figcaption>Nonostante queste sfide, la transizione dal mondo dell&#8217;università al mondo del lavoro può essere un&#8217;esperienza <strong>gratificante</strong> per gli studenti universitari. Con la giusta preparazione e un po&#8217; di perseveranza, è possibile superare queste difficoltà e iniziare una carriera di <strong>successo</strong>.<br>Ci sono anche alcune risorse che gli studenti universitari possono utilizzare per aiutare a facilitare la transizione dal mondo universitario al mondo del lavoro. Ad esempio, molti atenei offrono servizi di <strong>carriera</strong> e <strong>consulenza</strong> per aiutare gli studenti a trovare lavoro e a sviluppare le loro competenze professionali. Inoltre, ci sono molti programmi di <em>mentorship</em> e tirocini disponibili che possono fornire agli studenti l&#8217;opportunità di imparare da professionisti esperti e di acquisire esperienza pratica (a questo proposito, puoi trovare informazioni sul nostro prossimo recruitment e sui nostri partner <strong><a href="https://jemib.it/candidature/">QUI</a></strong>).</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="643" height="428" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/vittoria.png" alt="" class="wp-image-9080" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/vittoria.png 643w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/12/vittoria-300x200.png 300w" sizes="(max-width: 643px) 100vw, 643px" /><figcaption>In conclusione, la transizione dal mondo dell&#8217;università al mondo del lavoro può essere una sfida per molti studenti universitari. Trovare un lavoro adeguato, avere le giuste qualifiche, adattarsi al mondo del lavoro e trovare un equilibrio tra lavoro e vita privata sono solo alcune delle difficoltà che gli studenti possono incontrare e alle quali abbiamo provato a trovare una soluzione.<br>Sperando che l’articolo vi sia piaciuto, vi invitiamo a seguirci su tutti i social per rimanere aggiornati sull’universo JEMIB</figcaption></figure>



<p><em>#JEMIBreview</em></p>



<p><em>Carlo Guercilena</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/transizione-universita-lavoro/">TRANSIZIONE UNIVERSITA&#8217;-LAVORO</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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		<item>
		<title>COME SUPERARE LA SESSIONE: I NOSTRI CONSIGLI</title>
		<link>https://jemib.it/come-superare-la-sessione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2022 10:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[esami]]></category>
		<category><![CDATA[JEMIB]]></category>
		<category><![CDATA[sessione estiva]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://jemib.it/?p=2095</guid>

					<description><![CDATA[<p>Giugno è un periodo cruciale per tutti gli studenti: gli esami incombono. Abbiamo raccolto dei consigli per aiutarti!</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quante volte hai guardato un collega in università mentre studiava concentratissim* e hai pensato: “Sono stressat*, odio la sessione”? Recenti studi che non abbiamo consultato confermano che è capitato ad almeno 3 studenti italiani su 5. Parlando più seriamente, l’<strong><a href="https://www.istat.it/it/files/2018/07/Report_Salute_mentale.pdf">ISTAT</a></strong> nel 2018 stimava che il 7% della popolazione oltre i 14 anni, ovvero 3,7 milioni di persone, abbia sofferto di disturbi ansioso-depressivi.</p>



<p>Per fare chiarezza su che cos’è, in particolare, lo stress, ci siamo rivolti a <strong>Jacopo Elettari</strong>, associato dell’area HR, studente di Scienze e tecniche psicologiche all’Università Milano-Bicocca.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/06/giphy.gif" alt="" class="wp-image-21609"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è lo stress e come si manifesta? Cosa succede al nostro corpo quando siamo stressati?</strong></h2>



<p>Lo stress è una condizione di attivazione che ci prepara ad un evento e ci permette di far convergere le nostre energie mentali e fisiche su un unico compito.Si manifesta a livello biologico con l&#8217;attivazione dell&#8217;<strong><a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/hpa-sigla-dell-ingl-hypothalamic-pituitary-adrenal-axis-asse-ipotalamo-ipofisi-surrene_%28Dizionario-di-Medicina%29/">asse ipotalamo-ipofisi-surrene</a></strong> , che produce numerosi effeti sul nostro corpo come l’aumento del battito cardiaco e la diminuzione dell&#8217;attività gastrica. Alcuni sintomi dello stress a cui prestare attenzione, secondo <strong><a href="https://www.mentalhealth.org.uk/publications/how-manage-and-reduce-stress">Mental Health Foundation</a></strong> sono: sentimenti di sopraffazione, difficoltà di concentrazione, irritabilità, mangiare più o meno del solito e cambiamenti nelle abitudini del sonno.</p>



<p>Lo stress <strong>prepara il nostro corpo</strong> a fare uno sforzo fisico. Ad esempio, saremmo più pronti, a livello biologico, a fare una corsa in una condizione di stress, piuttosto che in altre.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Esistono dei modi per misurare lo stress?</strong></h2>



<p>Esistono molti indicatori dello stress, proprio perché ha effetti su un&#8217;ampia gamma di organi e sulla psiche. Alcuni <strong>indicatori biologici </strong>possono essere la pressione sanguigna e il numero di battiti per minuto. In realtà nessuno dei parametri preso singolarmente è affidabile al 100%, perché eventuali alterazioni riscontrabili <strong>potrebbero essere sintomi di altri disturbi </strong>o comunque non dipendere dallo stress.</p>



<p>Per individuare una condizione di stress bisogna incrociare diversi dati e misurarli nel tempo. Se per esempio misurassi una pressione alta per cinque giorni consecutivi sarebbe più probabile che tu sia stressat*, piuttosto che se l’avessi superiore alla soglia per una sola misurazione. Esistono infine modalità più accurate come il livello di cortisolo nel sangue ed alcuni test psicologici usati dai professionisti.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/06/giphy-1.gif" alt="" class="wp-image-21610"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono gli accorgimenti più importanti per combatterlo?</strong></h2>



<p>Le solite <strong>pratiche per una vita sana </strong>aiutano a prevenire lo stress. Anche in accordo con il già citato <strong><a href="https://www.mentalhealth.org.uk/publications/how-manage-and-reduce-stres">Mental Health Foundation</a></strong>, fare esercizio fisico abitualmente, seguire una dieta equilibrata e migliorare la qualità del proprio sonno sono i consigli più utili. Bisognerebbe anche regolare il consumo di alcolici e fumo, ritagliarsi dei momenti di pausa e praticare mindfulness. Mindfulness è un approccio che ci aiuta a relazionarci in modo diverso alle esperienze quotidiane. Implica prestare attenzione ai nostri pensieri e sentimenti per aumentare la capacità di gestire situazioni difficili. Alcune ricerche hanno confermato che in certi casi questo approccio porta dei risultati positivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>5 + 1 consigli per superare la sessione estiva con più pace</strong></h2>



<p>Dunque: come affrontare al meglio la sessione estiva? Abbiamo raccolto <strong>sei consigli </strong>basati sulla nostra esperienza accademica.</p>



<ol class="wp-block-list"><li><strong>Organizzazione</strong></li></ol>



<p>Per evitare lo stress il primo passo è organizzare un piano di azione che aiuti a studiare tutto il materiale da preparare per l’esame.</p>



<p>Un buon <strong>programma</strong> prevede una quantità predeterminata di studio, ripartita equamente durante i giorni disponibili. È fondamentale prevedere con anticipo del tempo durante ogni settimana da dedicare alle uscite con gli amici, a fare sport e a tutti gli impegni prefissati. Ritagliare dei momenti nel programma di studio per il <strong>riposo</strong> e lo svago ci aiuta ad essere più produttivi e concentrati durante le sessioni di studio. Inoltre, non dimenticare di dedicare del tempo ogni settimana per il ripasso dei contenuti già studiati e qualche giorno al termine del programma di studio per rivedere tutti gli argomenti.</p>



<ol class="wp-block-list" start="2"><li><strong>Abbandona il confronto con gli altri</strong></li></ol>



<p>Il confronto con le performance di chi vive la sessione con noi può essere causa di una buona dose di stress. Ricorda che ognuno di noi ha un vissuto differente, che ci ha portat* a comportarci in un certo modo. In più <strong>essere organizzati non ha un solo significato</strong>. Abbiamo proposto di costruire un programma di studio, ma questo metodo, sebbene possa funzionare per alcuni studenti, può non essere applicabile per tutti. Il nostro tempo deve essere gestito sulla base di chi siamo noi e non tutti abbiamo bisogno di organizzarci allo stesso modo.</p>



<ol class="wp-block-list" start="3"><li><strong>Pensa</strong> <strong>a piccoli passi</strong></li></ol>



<p>Spesso osservare l’enorme mole di materiale, argomenti e concetti da preparare per gli esami può causare molta ansia. Approcciati allo studio a piccoli passi: non concentrarti sul totale delle pagine da studiare, ma sulla piccola quantità di lavoro che dovrai svolgere ogni giorno. In questo modo il carico sembrerà più gestibile.</p>



<ol class="wp-block-list" start="4"><li><strong>Brain dump</strong></li></ol>



<p>Si sa, quando si studia ci vengono in mente tutte quelle cose che dovremmo fare, o che rimandiamo da mesi e ci sembrano di colpo molto urgenti. <strong>Fai spazio </strong>nella tua mente, mettendo proprio fisicamente da parte questi pensieri. Una strategia utile è tenere un foglio bianco accanto alla tua postazione di studio, in cui puoi segnare le attività che ti vengono in mente per non dimenticartene, senza continuare a pensarci mentre studi.</p>



<ol class="wp-block-list" start="5"><li><strong>Collaborazione</strong></li></ol>



<p>Studiare con gli amici è un ottimo modo per restare motivati e mantenere la concentrazione. Trova la compagnia giusta, con cui riesci a concentrarti meglio e aiutatevi a vicenda. Molte persone studiano anche in videochiamata, sostenendo che sia un’alternativa valida all’incontro in presenza, quando questo è complicato da organizzare. Se ogni volta che studi con gli amici finite a ridere ad ogni respiro, puoi provare software come <strong><a href="https://www.studystream.live/home">StudyStream</a> </strong>che permette di studiare in call, con degli sconosciuti.</p>



<ol class="wp-block-list" start="6"><li><strong>Relax</strong></li></ol>



<p>Fare delle pause aiuta a rinfrescare la mente e ricaricare le energie. Puoi prendere una tisana (fredda per l’estate!), cucinare uno dei tuoi piatti preferiti o fare una passeggiata. Trovare dei momenti di pace e relax ti permetterà di ricominciare a studiare con più concentrazione.</p>



<p>Prova ad applicare qualcuno di questi consigli per vivere la sessione con più serenità!</p>



<p>Per approfondire, ecco alcuni link interessanti:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong><a href="https://youtu.be/YZETA0NXwmA">Brain dump</a></strong> </li><li><a href="https://lamenteemeravigliosa.it/tutti-curva-delloblio-cose/"><strong>Curva dell’oblio</strong> </a></li><li><strong><a href="https://www.who.int/publications/i/item/9789240003927">Guida per gestire lo stress</a> </strong></li></ul>



<p></p>



<p><em>#JEMIBreview</em></p>



<p><em>Giulia Furlan</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/come-superare-la-sessione/">COME SUPERARE LA SESSIONE: I NOSTRI CONSIGLI</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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		<item>
		<title>IL LATERAL THINKING: IL NUOVO MODO DI PENSARE</title>
		<link>https://jemib.it/il-lateral-thinking-il-nuovo-modo-di-pensare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Dec 2021 15:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[lateral thinking]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://jemib.it/?p=2314</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il lateral thinking è un metodo  utile sia nella vita di tutti i giorni ma anche per gestire al meglio le problematiche all'interno della tua azienda.</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/il-lateral-thinking-il-nuovo-modo-di-pensare/">IL LATERAL THINKING: IL NUOVO MODO DI PENSARE</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo aver letto questo titolo ti starai chiedendo che cos’è il <strong><em>lateral thinking</em>, </strong>e se non sei ferrato con l’inglese non ti preoccupare, adesso te lo spieghiamo noi!<br>Questo termine può essere tradotto in italiano con<strong> <em>pensiero laterale</em></strong>, e viene utilizzato per indicare un nuovo metodo di risoluzione dei problemi che utilizza la creatività per trovare delle soluzioni che non siano scontate, bensì creative. &nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il termine e le aree di applicazione</strong></h2>



<p>Questo termine è stato utilizzato la prima volta da Edward De Bono, un famoso psicologo, per indicare un metodo di risoluzione delle problematiche <strong>diverso</strong> dal solito, che non prevede un’osservazione unilaterale, ma da diverse angolazioni: il principio al quale si fa riferimento presuppone che per ciascun problema non ci sia una sola soluzione plausibile, ma che invece sia possibile individuare <strong>diverse soluzioni</strong>. In modo particolare per quanto riguarda le aziende si possono delineare quattro aree d’impiego che sono: <em>la generazione di nuove idee</em>, la ricerca di nuove <em>possibilità di buisness,</em> <em>massimizzare il <strong>ROI</strong></em> (Return On Investment) e <em>l’analisi dei processi creativi</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli aspetti benefici del lateral thinking</strong></h2>



<p>Questo metodo ha diverse applicazioni, può essere infatti utilizzato nella vita di tutti i giorni, sul posto di lavoro e persino in università.&nbsp; Oggi con noi potrai imparare come il <strong>lateral thinking</strong> è diventato un vero e proprio <strong>punto di forza</strong> per le aziende che viene applicato in diverse aree e sta fruttando dei risultati estremamente positivi ed incoraggianti. In modo particolare è impiegato nell’ambito delle <strong>risorse umane</strong>, per quanto riguarda il reclutamento e la formazione del personale e per innovare e potenziare gli assets. In seguito ad un importante studio sono stati individuati tre aspetti benefici del <strong>lateral thinking</strong> all’interno di un’organizzazione che sono:</p>



<p></p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong><em>PROBLEM SOLVING</em></strong></li></ul>



<p>All’interno di una azienda, qualsiasi sia la dimensione, i dipendenti si trovano a dover risolvere una o più problematiche di varia natura. Questo innovativo modo di pensare, permette ad ogni singolo lavoratore di cercare più <strong>soluzioni</strong>, di pensare fuori dagli schemi, e di trovare quindi una soluzione rapida ed efficace.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong><em>EFFICIENZA NEI PROCESSI AZIENDALI</em></strong></li></ul>



<p>All’interno di un’azienda ci sono dei processi che regolano lo svolgimento delle attività e controllano il lavoro dei dipendenti. Queste <strong>regole</strong>, sebbene siano molto <strong>utili</strong> per il buon funzionamento dell’attività, possono essere <strong>limitanti</strong> per quanto riguarda la libertà dei lavoratori, che si ritrovano a dover completare delle task senza avere la possibilità di utilizzare la loro creatività. Il <strong>lateral tinking</strong> è molto utile in questo tipo di situazioni perché consente lo sviluppo di <strong>nuove idee</strong> e di coinvolgere la creatività di ognuno: in questo modo i processi risultano molto velocizzati e non più rallentati da tecniche non più al passo con i tempi.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong><em>INNOVAZIONI E INVENZIONI</em></strong></li></ul>



<p>All’interno di un’attività è molto difficile trovare dei dipendenti che si espongono per proporre una propria idea, soprattutto per la paura di essere giudicati negativamente dai propri superiori. Un’azienda valida però deve essere in grado di mettere a proprio agio i dipendenti e permettere loro di avere la<strong> libertà</strong> di esprimere la propria opinione, e per fare questo può organizzare dei corsi specifici per aiutare i dipendenti a sviluppare il <strong>lateral thinking</strong></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un esempio di applicazione</strong></h2>



<p>Per spiegarti meglio l’immenso potere di questo modo di pensare, abbiamo deciso di presentarti qui un problema che potrebbe presentarsi all’interno di qualsiasi tipo di azienda. Immagina di essere il titolare di un esercizio che si ritrova a doversi confrontare con dipendenti che non riescono a svolgere in maniera corretta il loro lavoro perché sono <strong>poco concentrati</strong>. Il senso comune potrebbe indurti a pensare di <strong>allontanare</strong> i dipendenti, di creare dei luoghi separati in modo che non possano comunicare tra di loro e addirittura imporre delle norme di comportamento per il distanziamento. Attraverso l’uso del lateral thinking, ovvero analizzando il problema da diverse angolazioni e punti di vista, si arriva però a capire che la separazione è l’approccio completamente errato per far fronte al problema, perché limita la libertà dei dipendenti.&nbsp; Si arriva quindi a pensare di realizzare dei luoghi di <strong>accoglienza</strong> e <strong>aggregazione</strong>, in modo che tutti i dipendenti si rechino lì per fare conversazione, e che invece quando si ritrovano sul posto di lavoro svolgano il proprio compito in maniera efficiente. Si capisce quindi che il pensiero laterale sia meglio di quello tradizionale perchè il direttore invece che allontanare i dipendenti imponendo nuove regole, permette loro di avere degli spazi appositi per conversare, e spazi in cui lavorare in maniera efficiente.</p>



<p></p>



<p><em>Aurora Pintarelli</em></p>



<p>#JEMIBreview</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/il-lateral-thinking-il-nuovo-modo-di-pensare/">IL LATERAL THINKING: IL NUOVO MODO DI PENSARE</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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