<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Metaverso, NFT e blockchain Archivi - JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</title>
	<atom:link href="https://jemib.it/category/metaverso-nft-blockchain/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://jemib.it/category/metaverso-nft-blockchain/</link>
	<description>Sito ufficiale di JEMIB</description>
	<lastBuildDate>Thu, 08 Jun 2023 11:16:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.2</generator>

<image>
	<url>https://jemib.it/wp-content/uploads/2024/11/cropped-pitt_full-32x32.png</url>
	<title>Metaverso, NFT e blockchain Archivi - JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</title>
	<link>https://jemib.it/category/metaverso-nft-blockchain/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>L&#8217;integrazione delle Intelligenze Artificiali</title>
		<link>https://jemib.it/integrazione-intelligenze-artificiali-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jun 2023 11:16:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Metaverso, NFT e blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[JEMIB]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://jemib.it/?p=9683</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;era digitale ha portato con sé una rivoluzione tecnologica senza precedenti, tra cui spicca l&#8217;evoluzione delle Intelligenze Artificiali (AI). Queste tecnologie emergenti stanno trasformando il panorama lavorativo, offrendo un&#8217;ampia gamma di potenzialità e opportunità. Quindi, come utilizzare le IA? E perché è fondamentale svilupparle ed integrarle nel mondo del lavoro? Scopriamolo in questo JEMIB REVIEW. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/integrazione-intelligenze-artificiali-lavoro/">L&#8217;integrazione delle Intelligenze Artificiali</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;era digitale ha portato con sé una rivoluzione tecnologica senza precedenti, tra cui spicca l&#8217;evoluzione delle Intelligenze Artificiali (AI). Queste tecnologie emergenti stanno trasformando il panorama lavorativo, offrendo un&#8217;ampia gamma di potenzialità e opportunità. Quindi, come utilizzare le IA? E perché è fondamentale svilupparle ed integrarle nel mondo del lavoro? Scopriamolo in questo JEMIB REVIEW.</p>



<p>Le Intelligenze Artificiali sono in grado di apprendere, ragionare e prendere decisioni in modo autonomo. Questa capacità consente loro di svolgere compiti complessi e di analizzare enormi quantità di dati in tempi rapidi ed efficienti. Analizziamo quindi le principali potenzialità delle IA:</p>



<ol class="wp-block-list"><li>Automazione: Le AI possono automatizzare compiti ripetitivi e noiosi, consentendo ai lavoratori di concentrarsi su attività di maggiore valore aggiunto. Ad esempio, nel settore manifatturiero, le robotiche intelligenti possono svolgere compiti di assemblaggio e imballaggio, migliorando l&#8217;efficienza e riducendo gli errori.<br></li><li>Analisi dei dati: Le AI sono in grado di analizzare grandi dataset e identificare pattern e tendenze al di là delle capacità umane. Ciò consente di ottenere insight preziosi per prendere decisioni informate e guidare lo sviluppo aziendale. Ad esempio, nel settore del marketing, le AI possono analizzare i comportamenti dei consumatori e suggerire strategie personalizzate per migliorare le vendite.<br></li><li>Assistenza virtuale: Le AI possono fungere da assistenti virtuali, fornendo supporto e risposte immediate alle domande dei clienti o dei dipendenti. Grazie ai chatbot e agli agenti virtuali, è possibile offrire un servizio clienti 24/7, migliorando l&#8217;esperienza complessiva degli utenti.<br></li><li>Ottimizzazione dei processi: Le AI possono identificare inefficienze all&#8217;interno dei processi lavorativi e suggerire soluzioni per ottimizzare le operazioni. Ad esempio, nel settore della logistica, le AI possono ottimizzare le rotte di consegna, riducendo i tempi di transito e i costi.</li></ol>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="740" height="493" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/06/993455_f378a6580bcf475e8e46917cd.jpg" alt="" class="wp-image-9685" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/06/993455_f378a6580bcf475e8e46917cd.jpg 740w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2023/06/993455_f378a6580bcf475e8e46917cd-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /></figure>



<p>Conoscendo queste potenzialità, cerchiamo di capire insieme ora quali possono essere i benefici da trarre quindi nella vita di tutti i giorni, nel lavoro, nello studio o comunque nelle nostre attività quotidiane:</p>



<ol class="wp-block-list"><li>Aumento della produttività: Le AI possono svolgere compiti in modo più rapido ed efficiente rispetto agli esseri umani, liberando tempo e risorse per attività di maggior valore. Ciò porta ad un aumento generale della produttività e della competitività delle aziende.<br></li><li>Miglioramento delle decisioni: Le AI possono fornire informazioni basate su analisi approfondite dei dati, supportando la presa di decisioni più accurate e informate. Ciò consente di ridurre il rischio di errori e di massimizzare i risultati aziendali.<br></li><li>Creazione di nuove opportunità: L&#8217;integrazione delle Intelligenze Artificiali nel mondo del lavoro può aprire nuove opportunità di carriera e creare nuovi ruoli professionali. Ad esempio, emergono figure come gli &#8220;esperti di dati&#8221; che analizzano e interpretano le informazioni raccolte dalle AI.<br></li><li>Sviluppo economico: L&#8217;integrazione delle AI nel mondo del lavoro può stimolare lo sviluppo economico a livello globale. L&#8217;automazione e l&#8217;efficienza dei processi possono favorire la crescita delle imprese, creando posti di lavoro e aumentando la competitività sul mercato internazionale.<br></li><li>Miglioramento della qualità della vita: L&#8217;automazione delle attività ripetitive e monotone può migliorare la qualità della vita dei lavoratori, consentendo loro di concentrarsi su compiti creativi e stimolanti. Inoltre, l&#8217;integrazione delle AI può portare a un aumento della sicurezza sul lavoro, riducendo i rischi associati a determinate professioni.</li></ol>



<p>Per concludere, le Intelligenze Artificiali offrono un vasto potenziale di innovazione e progresso nel mondo del lavoro. L&#8217;automazione, l&#8217;analisi dei dati, l&#8217;assistenza virtuale e l&#8217;ottimizzazione dei processi sono solo alcune delle aree in cui le AI possono apportare miglioramenti significativi. È fondamentale che le aziende e i decisori politici riconoscano l&#8217;importanza di sviluppare e integrare le Intelligenze Artificiali nel tessuto sociale ed economico. Solo attraverso una collaborazione consapevole e responsabile tra l&#8217;uomo e la macchina, potremo sfruttare appieno le potenzialità delle AI e plasmare un futuro lavorativo più efficiente, produttivo e gratificante.</p>



<p>Carlo (<em>Su consiglio di Aurora, grazie</em> <strong>ndr.</strong>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/integrazione-intelligenze-artificiali-lavoro/">L&#8217;integrazione delle Intelligenze Artificiali</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>NFT, L&#8217;EVOLUZIONE DIGITALE DEL MONDO DELL&#8217;ARTE</title>
		<link>https://jemib.it/nft-l-evoluzione-digitale-del-mondo-dell-arte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 10:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso, NFT e blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[JEMIB]]></category>
		<category><![CDATA[metaverso]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://jemib.it/?p=8836</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli NFT, acronimo di non-fungible token, rappresentano un mercato in forte espansione. Grazie alla blockchain, possono essere venduti o scambiati. </p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/nft-l-evoluzione-digitale-del-mondo-dell-arte/">NFT, L&#8217;EVOLUZIONE DIGITALE DEL MONDO DELL&#8217;ARTE</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>NFT, non-fungible token:</strong> è questa una parola diventata ormai d’uso comune nella modernità. Molti la usano, nel contesto di tematiche quali il Metaverso o il mondo dell’arte digitale, ma non tutti ne conoscono appieno il significato e la dinamica. Il <a href="https://www.collinsdictionary.com/woty">Collins Dictionary</a> ha eletto il termine NFT <em>word of the year</em> del 2021, come conseguenza diretta dell’impennata di interesse nei confronti della parola.&nbsp;</p>



<p>Ma cosa sono gli NFT? Il primo passo per l’esplorazione dell’argomento è la comprensione del significato del termine. <strong>NFT</strong> è infatti l’acronimo di <strong>Non-Fungible Token</strong>, traducibile in lingua italiana come “Gettone digitale non fungibile”, ossia non riproducibile. La differenza fondamentale tra i due aggettivi <em>fungible</em> e <em>non-fungible </em>sta infatti nella possibilità del primo di essere sostituito con qualcosa di perfettamente uguale (come ad esempio avviene nel caso dei Bitcoin) al contrario del secondo, inimitabile e irriproducibile. Gli NFT sono quindi pezzi unici.&nbsp;</p>



<p>La parola NFT caratterizza quindi l’<strong>identificazione</strong> sicura e universale di un prodotto digitale creato e diffuso attraverso la rete internet. Non ci sono limiti riguardo la specifica tipologia di prodotto: un NFT può essere un video, una foto, una GIF, un file audio, un file di testo,&#8230; è sufficiente il suo essere digitale. <br>In questo senso, la certificazione con NFT rende l’elaborato “originale”, al pari della firma di un pittore sulla tela di un’opera d’arte.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Blockchain</strong></h2>



<p>NFT e<strong> Blockchain</strong> sono direttamente collegate: i primi non potrebbero infatti esistere senza il supporto della seconda. Con il termine Blockchain si identifica un <strong>registro digitale</strong>, nel quale sono memorizzate tutte le transazioni relative a contenuti che non possono assolutamente essere manipolati e modificati, come i dati degli NFT.&nbsp;<br>Grazie a tale sistema è possibile tenere traccia di ogni informazione relativa a diversi contesti, dal già trattato mondo degli NFT digitali fino ai sistemi di banche e pubbliche amministrazioni. Di pubblico accesso, la Blockchain rende disponibili a tutti le informazioni riguardo l’unicità e le caratteristiche di un prodotto.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un po&#8217; di storia</h2>



<p>Gli NFT sono nati in seguito alla scissione della blockchain creata inizialmente per la criptovaluta Bitcoin nel 2014. Tale blockchain, del tutto simile alla prima, prende il nome di <strong>Counterparty</strong> e permette di creare degli asset unici e inimitabili. Ad aggiudicarsi il titolo ufficiale di primo NFT della storia è<em> <a href="https://mccoyspace.com/project/125/">Quantum</a></em>, opera dell’artista Kevin McCoy, sempre nel 2014.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="500" height="347" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/download.png" alt="" class="wp-image-8838" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/download.png 500w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/download-300x208.png 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /><figcaption>Quantum &#8211; Kevin McCoy</figcaption></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Nello stesso periodo di sviluppo di Counterparty viene ideata anche <strong>Ethereum</strong>, una nuova blockchain svincolata e alternativa a quella esistente per Bitcoin. Si giunge qui a una svolta: Ethereum permette infatti di sfruttare dei codici, i quali permettono di realizzare automaticamente transazioni tra due parti in presenza di determinate condizioni, dando il via al commercio di criptoasset e NFT.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Creazione di NFT e Crypto Art</h2>



<p>Gli NFT possono essere considerati oggi come un’<strong>evoluzione ulteriore del mondo dell’arte</strong>, uno stadio successivo, digitale. La creazione di un NFT avviene per stadi: l’artista, dopo l’implementazione effettiva dell’opera, inizia salvandola in formato digitale, facendola cioè corrispondere a una stringa di numeri 0 e 1 in linguaggio informatico.&nbsp;Il secondo step è la compressione di tale stringa, sfruttando un processo definito <strong>hashing</strong>, il quale produce come output finale una sequenza più corta di quella iniziale, chiamata <strong>hash</strong>.&nbsp;Il terzo e ultimo stadio consiste nella memorizzazione del codice ottenuto all’interno della blockchain, il quale conserverà in memoria tutti i passaggi di proprietà eseguiti su di esso, a dimostrazione della sua autenticità.</p>



<p>Vendere e comprare NFT non è però così semplice: per effettuare delle transazioni nel mondo delle blockchain è infatti necessario possedere un <strong>wallet digitale</strong> e delle criptovalute. Inoltre, chi acquista un NFT non possiede l’opera nel vero senso della parola, ma ha solo la possibilità di rivendicare una sorta di diritto su di essa, attraverso lo smart contract. Tale strumento si caratterizza come un protocollo informatico, che rende più fluida l’esecuzione di un contratto di vendita di un’opera NFT. <br>Attualmente, la maggiore piattaforma di scambio, vendita e acquisto di arte digitale è <strong><a href="https://opensea.io/">OpenSea</a>,</strong> un marketplace fondato nel 2017.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Curiosità: quali sono stati gli NFT venduti a prezzo maggiore?</h2>



<p>La Crypto Art, denominazione data alle opere appartenenti alla categoria degli NFT, ha avuto un successo straordinario nel corso degli ultimi anni. Ma quali sono state le <a href="https://www.money.it/NFT-piu-costosi-del-mondo-venduti-finora-classifica">opere vendute a prezzo maggiore</a> nel tempo? </p>



<p>10) <em>CryptoPunk #6965</em>, venduto a 1.54 milioni $. I cosiddetti <a href="https://www.larvalabs.com/cryptopunks">Cryptopunk</a> sono considerati i primi NFT lanciati tramite la blockchain Ethereum. Nel dettaglio, si tratta di una collezione di 10.000 immagini in formato 24&#215;24 pixel, rappresentanti ognuna un diverso personaggio.</p>



<p>9) Il primo tweet della storia, venduto a 2.9 milioni $</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/primo_tweet-1024x372.jpg" alt="" class="wp-image-8839" width="463" height="168" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/primo_tweet-1024x372.jpg 1024w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/primo_tweet-300x109.jpg 300w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/primo_tweet-768x279.jpg 768w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/primo_tweet.jpg 1280w" sizes="(max-width: 463px) 100vw, 463px" /><figcaption>Il primo tweet della storia, 21/03/2006</figcaption></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>8) <em><a href="https://www.niftygateway.com/collections/warnymphvolume1">War Nymph</a></em>, venduto a 6 milioni $, dell’artista canadese Grimes; una serie composta da dieci opere.</p>



<p>7)&nbsp; <em>Crossroads </em>di Beeple, venduto a 6.6 milioni $, un’opera che mostra una raffigurazione gigante di Donald Trump steso a terra, nudo e con il corpo coperto di graffiti, dopo aver perso le elezioni.&nbsp;</p>



<p>6) <em><a href="https://www.thehashmasks.com/">Hashmasks</a></em>, venduto a 16 milioni $: una serie composta da migliaia di maschere colorate realizzate da 70 artisti provenienti da tutto il mondo.&nbsp;</p>



<p>5) <em>CryptoPunk </em>#7804, venduto a 7.5 milioni $</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="334" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/cryptopunk_7804.png" alt="" class="wp-image-8840" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/cryptopunk_7804.png 500w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/cryptopunk_7804-300x200.png 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /><figcaption>Cryptopunk #7804</figcaption></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>4) <em>CryptoPunk </em>#7523, venduto a 11.7 milioni $</p>



<p>3) Serie di 9 <em>CryptoPunk</em>, venduta a 16.9 milioni $</p>



<p>2) <em>Everydays, 5000 days</em> di Beeple, venduto a 69 milioni $. Si tratta di un collage digitale realizzato dall’artista americano Beeple, già visto al punto 7 di questa lista.&nbsp;</p>



<p>1) <em>The Merge </em>di Pak, artista digitale, venduto a 91.8 milioni $. La particolarità riguardo la vendita di quest’ultimo NFT riguarda la modalità: l’opera non è stata infatti venduta a un singolo acquirente, ma a ben 28.984 persone diverse, suddivisa in 266.445 piccole unità.</p>



<div style="height:40px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>JEMIBreview</em></p>



<p><em>Emma Salvadori</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/nft-l-evoluzione-digitale-del-mondo-dell-arte/">NFT, L&#8217;EVOLUZIONE DIGITALE DEL MONDO DELL&#8217;ARTE</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IL PRIMO MUSEO ITALIANO VISIBILE NEL METAVERSO</title>
		<link>https://jemib.it/il-primo-museo-nel-metaverso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2022 10:36:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso, NFT e blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[JEMIB]]></category>
		<category><![CDATA[metaverso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://jemib.it/?p=7885</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 2022 la Biennale di Venezia sarà visitabile anche da remoto. Come? Sfruttando il Metaverso e una connessione online!</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/il-primo-museo-nel-metaverso/">IL PRIMO MUSEO ITALIANO VISIBILE NEL METAVERSO</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Biennale di Venezia è una delle prime <strong>fondazioni culturali italiane</strong> con sede nell&#8217;incantevole città di Venezia. Non è un semplice museo come molti potrebbero pensare, al suo interno si trovano infatti sia opere di natura figurativa che musicale, cinematografica e teatrale. È una delle meraviglie italiane più invidiate dai Paesi stranieri, che da oggi è possibile visitare anche all’interno del <strong>Metaverso</strong>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le origini della Biennale di Venezia</strong></h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="288" height="175" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/biennale.jpg" alt="" class="wp-image-7886"/><figcaption><em>La Biennale di Venezia</em></figcaption></figure>



<p>La <strong>Biennale di Venezia</strong> ha alle spalle ben <strong>127 anni di storia</strong>: fin dal suo esordio nel mondo dell’arte si è posta all&#8217;avanguardia nella promozione di nuove tendenze artistiche e culturali, che l’hanno portata ad essere uno dei centri più visitati in tutto il mondo. Il nome <em>biennale </em>deriva dalla cadenza delle sue manifestazioni, che avvenivano appunto ogni due anni, e che mantengono tutt’oggi questa tradizione.</p>



<p>L’origine della sua fama mondiale risale al <strong>1895 </strong>con la <a href="https://www.labiennale.org/it/news/1932-la-prima-esposizione-internazionale-d%E2%80%99arte-cinematografica-dall%E2%80%99archivio-della-biennale-di#:~:text=La%20mostra%20a%20Ca'%20Giustinian,1934%20il%20nome%20di%20Mostra."><em>Prima Esposizione Internazionale d’Arte</em></a> attraversando poi tutto il ‘900 fino ad arrivare nel 2019 alla sua 58esima edizione. In quel periodo la <strong>Biennale </strong>si presenta come una vera e propria società di cultura che ha l’obiettivo di stimolare l’attività artistica dei pittori e di arricchire il mercato dell’arte nella città di Venezia e, quindi, di tutta Italia.</p>



<p>È proprio qui che nel <strong>1932 </strong>si è tenuta la <a href="https://www.labiennale.org/it/cinema/2022"><em>Mostra D’Arte Cinematografica</em></a>, il primo festival cinematografico mai organizzato nel mondo, che assieme al teatro e alla musica compone ancora oggi l’offerta culturale di questa fondazione.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le mostre e i musei riusciranno ad entrare nel Metaverso?</strong></h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="304" height="166" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/meta-1.jpg" alt="" class="wp-image-7888" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/meta-1.jpg 304w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/meta-1-300x164.jpg 300w" sizes="(max-width: 304px) 100vw, 304px" /><figcaption><em>Il Metaverso attraverso i nostri occhi</em></figcaption></figure>



<p>Prima di parlare di musei nella realtà virtuale, è necessario spiegare brevemente che cosa è il <strong>Metaverso</strong>: questo termine viene usato per indicare un qualsiasi mondo digitale aperto al pubblico.</p>



<p>Viene definito da <strong>Neal Stephenson</strong>, primo autore nel mondo ad utilizzare questo termine, come uno “<em>spazio tridimensionale nel quale le persone fisiche possono muoversi, condividere ed interagire”</em>. È però importante sottolineare che, al giorno d’oggi, non esiste un unico Metaverso, ma ci sono diverse realtà che sono collegate nella rete virtuale.&nbsp;Un altro dei termini più in voga del momento è <em>gamification, </em>ovvero il fatto di inserire, all’interno di un determinato contesto, elementi tipici dei videogiochi per riprodurre uno schema basato sulla sfida-ricompensa, che invoglia le persone a prenderne parte. Molti siti internet hanno già implementato questa soluzione per aumentare l’<strong>ER</strong> (Engagement Rate), e si sta pensando di applicare questa soluzione anche nei musei, per coinvolgere maggiormente i visitatori durante la loro visita.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come sarà il futuro dei musei?</strong></h2>



<p>I musei e le mostre, sedi di una realtà storica intrinseca nella mente umana, sembrano essere qualcosa di davvero <strong>distante </strong>rispetto al mondo della <strong>realtà artificiale</strong> e <strong>virtuale</strong>, ma forse non è proprio così. Immaginate di potervi teletrasportare al Cairo, e poter visitare l’autentico Museo Egizio con tanto di guida nella vostra lingua, dalla comodità della vostra camera da letto. Potrebbe essere un modo completamente innovativo di vivere l’arte e la cultura, in grado di avvicinare le nuove generazioni che negli ultimi anni, sempre in numero maggiore, non visitano più i musei.</p>



<p>Stando infatti alle ricerche dell’ <a href="https://www.finestresullarte.info/attualita/visitatori-musei-italiani-statistiche-censimenti"><strong>ISTAT </strong></a>(Istituto Nazionale di Statistica) condotte nel 2016, si evince che <strong>7 ragazzi italiani su 9 non si sono mai recati a visitare un museo</strong>. A causa dell’emergenza sanitaria e dei conseguenti lockdown che ci hanno costretto a rimanere nelle nostre case, si stima che questo numero, purtroppo, sia ulteriormente cresciuto. Adottare una soluzione di questo tipo potrebbe permettere a molti più giovani, e non solo, di <strong>vivere la cultura</strong> italiana ed estera senza il bisogno di spostarsi fisicamente. Pensiamo agli anziani, impossibilitati dal muoversi dalla propria abitazione, che avrebbero la possibilità di <strong>visitare i musei di tutto il mondo</strong> senza spostarsi. Pensiamo ai giovani ragazzi delle scuole che potrebbero respirare l’aria di storia dei musei stando seduti sui banchi di scuola. D’altra parte è bene ricordare che tutta questa digitalizzazione del mondo culturale potrebbe avere degli aspetti negativi impattanti sul nostro modo di vivere. Sarebbe molto bello poter vedere i musei di tutto il mondo da casa propria, ma questo porterebbe ad un <strong>calo del turismo</strong> fatale per alcuni Paesi che vivono solo di quello. Molte compagnie che si occupano del <strong>trasporto pubblico</strong> potrebbero fallire, migliaia di persone che lavorano nel <strong>settore turistico</strong> perderebbero il loro lavoro, e alcune città del mondo rischierebbero di essere vuote.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Biennale nel Metaverso</strong></h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="295" height="171" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/visore.jpg" alt="" class="wp-image-7889"/><figcaption><em>Vedere i musei attraverso i visori</em></figcaption></figure>



<p>Quest’anno si svolge la 59esima edizione <a href="https://www.labiennale.org/it/arte/2022"><strong>Biennale Arte</strong></a> , una delle mostre più importanti e sentite sul territorio italiano. Quest’anno si tratterà di un’edizione particolare, in quanto sarà possibile trovarla anche nel <strong>Metaverso</strong>.&nbsp;</p>



<p>È la prima volta che in Italia accade una cosa simile, sarà infatti possibile visitare le numerose opere che saranno esposte nel museo, senza la necessità di recarsi a Venezia, ma semplicemente utilizzando il proprio PC.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Il Settimanale <a href="https://www.vanityfair.it/topic/biennale-di-venezia"><strong>Vanity Fair</strong></a><strong> </strong>presenta <strong>Meta Vanity, </strong>il primo Museo Virtuale in Italia, un luogo in cui è possibile osservare nel Metaverso delle opere uniche. Non appena si accede a questo mondo virtuale ci si catapulta in una stanza che prende ispirazione dal <strong>Pantheon di Roma</strong>, ovvero una grande stanza sormontata da una cupola aperta, che rappresenta il punto centrale dell’intera mostra. È poi possibile spostarsi in diverse stanze e corridoi, come se ci si trovasse in un museo vero e proprio, dove si possono vivere esperienze di conoscenza e intrattenimento. Vi sono numerose opere firmate dai <strong>19 artisti</strong> più emergenti della scena artistica-digitale e crypto-internazionale, che si presentano come dei veri e propri <strong>NFT </strong>(Non-Fungible Token), opere uniche ed irripetibili registrate su <strong>Blockchain.</strong></p>



<div style="height:40px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>#JEMIBreview</em></p>



<p><em>Aurora Pintarelli</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/il-primo-museo-nel-metaverso/">IL PRIMO MUSEO ITALIANO VISIBILE NEL METAVERSO</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>MODA E METAVERSO: LA FUSIONE TRA INNOVAZIONE, TECNOLOGIA E CREATIVITÀ</title>
		<link>https://jemib.it/moda-e-metaverso-la-fusione-tra-innovazione-tecnologia-e-creativita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2022 15:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Metaverso, NFT e blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[JEMIB]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[metaverso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://jemib.it/?p=2999</guid>

					<description><![CDATA[<p>Metaverso e moda, gaming e fashion week. Argomenti sempre più attuali, legati all mondo della realtà virtuale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/moda-e-metaverso-la-fusione-tra-innovazione-tecnologia-e-creativita/">MODA E METAVERSO: LA FUSIONE TRA INNOVAZIONE, TECNOLOGIA E CREATIVITÀ</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è il metaverso?</strong></h2>



<p>Metaverso: si tratta di un qualcosa del quale si sente parlare ormai quotidianamente. Il termine non è tuttavia nuovo: il primo riferimento a un cosiddetto “metaverso” risale infatti agli anni ‘90, periodo nel quale venne pubblicato il libro <em>Snow Crash</em> di Neal Stephenson. All’interno del volume, il metaverso coincideva con la possibilità di assumere una forma tridimensionale attraversando mondi virtuali, tramite il web.</p>



<p>Nella modernità, il metaverso ha assunto delle connotazioni differenti: non si tratta più di un mondo solamente virtuale e separato, ma di una fusione dello stesso con la realtà. Per usare una terminologia più precisa, il metaverso è definibile come uno <strong>spazio virtuale tridimensionale</strong>, all’interno del quale gli utenti possono interagire con altre persone, con il contesto e con gli oggetti presenti, impersonando degli avatar. Un nuovo ecosistema digitale.</p>



<p>Oggi ad avere il maggiore dominio sul metaverso è Mark Zuckerberg, il già celebre fondatore di Facebook. Nel 2021 Zuckerberg ha annunciato il rebranding della compagnia<strong> Facebook, Inc.</strong> in <strong>Meta Platforms, Inc.</strong>, raccogliendo al di sotto di un solo gruppo Facebook, Instagram, Whatsapp e Messenger.</p>



<p>Per utilizzare il metaverso è necessario iscriversi alle piattaforme in grado di dare tale servizio (quali Horizon Worlds, Sandbox, Decentraland e Roblox per citarne alcune, senza dimenticare la celebre Epic Games con Fortnite). Gli altri requisiti sono piuttosto semplici ed ovvi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>una connessione internet;</li><li>uno smartphone o computer;</li><li>un visore VR o AR per le esperienze che lo richiedono;</li></ul>



<p>Gli ambiti di applicazione sono numerosi e spaziano dalla moda al gaming, dal turismo all’istruzione, fino al mondo del lavoro. Nel dettaglio, moda e gaming hanno sviluppato una stretta connessione nel tempo, portando il mondo del fashion a un livello assolutamente alternativo rispetto alle classiche passerelle.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Moda e gaming: come si è evoluto il concetto di moda nel metaverso?</strong></h2>



<p>Fortnite, The Sims, League of Legends, ma non solo. Sono decine di migliaia i videogiochi nei quali è possibile personalizzare il proprio personaggio; in gergo, le vesti dell’avatar digitale sono definite <em>skins</em>. Inoltre (anche prima dell’avvento del metaverso) già molti siti di gaming davano la possibilità di acquistare beni e oggetti con la moneta della piattaforma; una sorta di spazio ideale per le case di moda per promuovere i propri capi.</p>



<p>Uno dei primi brand a cavalcare l’onda del metaverso è stato Louis Vuitton, “vestendo” i protagonisti del videogioco League of Legends. Similmente ha agito Balenciaga, marchio che nel mese di settembre 2021 ha lanciato nello store del gioco quattro nuove skins e una serie di oggetti, anticipando l’uscita della collezione reale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/07/photo5931293469081451159.jpg" alt="" class="wp-image-21695"/><figcaption><br><em>Louis Vuitton x League of Legends</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I brand che sfruttano la tecnologia</strong></h2>



<p>Di giorno in giorno il numero di marchi di moda che fanno il loro ingresso nel metaverso aumenta: non solo brand di lusso (quali Balenciaga e Louis Vuitton) ma anche firme di fasce minori.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>NIKE.</strong> Ha esordito nel metaverso con Nikeland, un mondo virtuale realizzato all’interno di Roblox, dove gli utenti possono giocare e contemporaneamente vedere e provare in anteprima i prodotti del marchio.</li><li><strong>ADIDAS.</strong> Sfruttando la piattaforma Sandbox, Adidas ha realizzato una linea NFT, chiamata “Into the Metaverse”. Gli utenti hanno la possibilità di acquistare (con un’apposita valuta) alcuni oggetti speciali, partecipando anche attivamente alla realizzazione di nuovi prodotti per il brand.</li><li><strong>H&amp;M.</strong> Il colosso di abbigliamento svedese ha avviato di recente una collaborazione con Ceek, una società specializzata in servizi digitali. Con essa, ha aperto uno store virtuale, dove gli utenti (con un visore per la realtà virtuale) potranno accedere liberamente al negozio, acquistando gli abiti con dei Ceek Coin, una criptovaluta.</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La fashion week</strong></h2>



<p>Tra i vari universi digitali esistenti, <em>Decentraland </em>sembra essere quello favorito per lo sviluppo della moda virtuale. Favorito al punto da essere stato scelto per ospitare la prima <strong>Metaverse Fashion Week</strong> (MVFW) della storia. Quest’anno infatti, in aggiunta ai tradizionali appuntamenti fisici nelle città di Milano, Londra, Parigi e New York, diversi brand hanno optato per presenziare anche in un’ulteriore settimana “digitale”.</p>



<p>L’organizzazione della Metaverse Fashion Week è stata ispirata direttamente agli eventi e ai luoghi reali: gli utenti avevano infatti la possibilità di muoversi all’interno di diversi quartieri, tra pop-up store, installazioni artistiche, concerti, panel di discussione del settore, afterparty e, ovviamente, sfilate di moda. Non solo: gli utenti avevano anche la possibilità di acquistare abiti e accessori griffati per i propri avatar, tramite criptovalute. Ulteriore novità è stata la vendita di NFT (non-fungible tokens) creati da alcuni marchi, quali Diesel e Balenciaga.</p>



<p>Gli eventi hanno avuto luogo dal 23 al 27 marzo 2022, sulla piattaforma ancora accessibile, da <a href="https://mvfw.org/">qui</a>. La kermesse ha visto la partecipazione di oltre 50 brand, con nomi di spicco quali Elie Saab, Hugo, Dolce &amp; Gabbana, Karl Lagerfeld, Roberto Cavalli, solo per citarne alcuni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il caso MetaBirkins</strong></h2>



<p>Birkin, Hermès; per gli appassionati di moda, un’icona assoluta. La Birkin è infatti uno degli iconici modelli di borse della maison, con ogni modello prodotto venduto a cifre da capogiro (uno ha raggiunto il costo di 112mila euro). Con una fama del genere, è normale che abbia fatto scalpore quanto realizzato da Mason Rothschild, artista digitale di los Angeles. L’uomo ha infatti creato e venduto in forma di NFT una collezione di 100 (così ribattezzate) <strong>MetaBirkin</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/07/photo5931309832906848696-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-21696"/><figcaption><em>MetaBirkins</em></figcaption></figure>



<p>Tale atto ha innescato però una reazione a catena, che ha portato prima alla denuncia per violazione dei diritti sul marchio Hermès e, in seguito, alla valutazione dell’introduzione di una serie di regole per il Metaverso. Un argomento che tuttora non ha trovato risposte certe, restando in bilico tra libertà espressiva e contraffazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Positivo e negativo</strong></h2>



<p>Oltre al pericolo di contraffazione, uno dei maggiori dubbi riguardo alla moda nel Metaverso riguarda il possesso effettivo degli abiti e accessori lì acquistati: sarà davvero sufficiente, per i clienti, possedere determinati oggetti solamente in modalità virtuale?</p>



<p>Nell’attesa di scoprire la soluzione al quesito, sono emersi anche risvolti positivi riguardo al come la moda virtuale potrebbe migliorare l&#8217;ambiente nel quale viviamo. L’industria della moda è la seconda più inquinante al mondo: la stessa fashion week produce un enorme impatto ambientale. Lo spostamento di questo evento online sarebbe già un primo passo per limitare l’impatto dell’uomo sull’ecosistema. Un ulteriore step potrebbe essere il lancio dei nuovi capi di moda inizialmente nel Metaverso, con la possibilità di acquistarli, producendo poi dal vero solo il numero di abiti effettivamente acquistati. Così che anche il mondo della moda possa procedere verso un futuro di maggiore sostenibilità.</p>



<p><em>#JEMIBreview</em></p>



<p><em>Emma Salvadori</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/moda-e-metaverso-la-fusione-tra-innovazione-tecnologia-e-creativita/">MODA E METAVERSO: LA FUSIONE TRA INNOVAZIONE, TECNOLOGIA E CREATIVITÀ</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IL MONDO DEL LAVORO NEL POST-PANDEMIA E NEL (META)FUTURO</title>
		<link>https://jemib.it/il-mondo-del-lavoro-nel-post-pandemia-e-nel-metafuturo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2022 11:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso, NFT e blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[metaverso]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://jemib.it/?p=2097</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nell'evento di donne-Impresa tenutosi a Brescia, JEMIB ha potuto vedere come cambia il mondo del lavoro con le nuove tecnologie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/il-mondo-del-lavoro-nel-post-pandemia-e-nel-metafuturo/">IL MONDO DEL LAVORO NEL POST-PANDEMIA E NEL (META)FUTURO</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Data: 19 maggio 2022</p>



<p>Luogo: Museo di Santa Giulia, Brescia.</p>



<p>Ho avuto l’occasione e il piacere di partecipare all’evento Donne impresa, ho raccolto degli spunti che vorrei condividere in questo articolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Smontare falsità per conquistare l’indipendenza femminile</h2>



<p>La prima parola è andata alla professoressa Elsa Fornero (Economista e Professoressa presso l’università di&nbsp; Torino). Tra gli argomenti trattati, la docente Elsa Fornero si è occupata di sottolineare quanto in Italia manchi la concezione diffusa di donna indipendente, di quanto non sia dato valore a questa concezione, e del così detto “Paternalismo” sia in ambito familiare che in ambito politico (soprattutto nel Mezzogiorno). La professoressa ha ritenuto importante smontare alcuni luoghi comuni: per esempio la concezione che le donne rubino il <strong>lavoro</strong> agli uomini, che le donne siano solo madri e mogli, e che lavorando le donne abbassino il loro tasso di fecondità (tutte affermazioni false). Ha poi dichiarato di aver cambiato la propria concezione, in maniera positiva, sulle quote. Infine ha colto l’occasione di sottolineare la ricerca scientifica e i propri studi che hanno supportato la <strong>riforma</strong> sulle <strong>pensioni </strong>per la quale ex-ministra è spesso criticata. Per concludere ha messo in luce l’importanza di un’educazione finanziaria delle donne, per esempio utile a emanciparsi e non dover ricorre a strozzini e usurai per prestiti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5834761480648637231-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-21600"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le donne non rubano opportunità agli uomini, ma le creano.</h2>



<p>La parola è poi passata alla Consigliera di Parità della Regione Lombardia Anna Maria Gandolfi, che ha sottolineato come in realtà la concezione di una donna che lavorando ruba il lavoro agli uomini è proprio sbagliata, in quanto si stima che l’assunzione di una donna crei in realtà nuove opportunità favorendo un occupazione maggiore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conoscenza, Tecnologia e Organizzazione</h2>



<p>L’head of Human Resources di <strong>Banca Mediolanum</strong> Antonio Gusmini, ha cominciato con il sottolineare quanto raccogliere dati sia essenziale per migliorare e mantenere la <strong>Tecnologia</strong>, di come il lavoro delle donne sia una grandissima opportunità e dichiarando che stabilire degli obiettivi è essenziale. Si è chiesto poi come sia possibile invertire il <strong>trend,</strong> la risposta risiede nell’educazione finanziaria nelle scuole.</p>



<p><strong>METAVERSO ed NFTs</strong>: le domande si sono concentrate su quali opportunità si possono creare da queste nuove realtà, “è molto più facile demonizzare che comprendere, il diritto ha sempre inseguito la Techne” ha dichiarato Gusmini. Chiarendo come in realtà le regolamentazioni in questo mondo arriveranno in maniera consistente non appena i vari “meta-versi” (dato che non ne esiste solo uno) prenderanno piede, si parla comunque di futuro, non di un presente immediato, ma appunto di un futuro imminente. L’ head of HR di banca Mediolanum ha specificato come l’uso di <strong>NFT</strong>s sarà, secondo lui, di largo impiego in un mondo sempre più connesso; non solo nel mondo virtuale ma anche nel mondo fisico, Gusmini infatti ha dichiarato:” Credo fortemente sugli NFTs nel mondo fisico”. Perché gli <strong>NFT</strong>s sono così <strong>rivoluzionari</strong>? Beh, perché cambiano un paradigma fondamentale:”i consumatori possono diventare <strong>rivenditori </strong>immediatamente, inoltre questo abbassa i costi fissi.&#8221;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il networking e l’efficienza in Italia. I giovani, la risorsa più importante, vengono messi in secondo piano</h2>



<p>Lady Manager e <strong>innovatrice, Maria Moreni</strong> ha trattato il tema dell’<strong>innovazione</strong> ed <strong>efficienza</strong> facendo un confronto tra città italiane e cinesi, parlando di come in Cina si siano fatti grandi investimenti in nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, sia nell’urbanistica ma anche in impresa, ha sottolineato come in Italia, se si continuerà a pensare sulla piccola scala, in termini di impresa, si andrà sicuramente verso un’efficienza sempre minore. L’innovatrice Maria Moreni ha proseguito parlando di come in Italia siamo in media effettivamente poco efficienti e ci si perda troppo in chiacchere, portando nella conferenza una divertente concezione delle riunioni in Cina:” Una riunione di più di un’ora, non è una riunione ma un sequestro di persona”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5834761480648637232-1024x699.jpg" alt="" class="wp-image-21601"/></figure>



<p>La lady Manager Maria Moreni ha posto l’attenzione su come in Italia non esista una rete di</p>



<p><strong>Networking</strong>, di come l’innovazione passi sempre dalla <strong>comunicazione</strong>, di come i <strong>giovani </strong>siano una <strong>risorsa</strong>, e ha messo in luce il fatto che se, nel mondo del lavoro, qualcosa nel mondo del mondo del lavoro il <strong>Gender- pay-Gap</strong> sarà ancora molto presente. Infine ha posto l’attenzione su come sia essenziale digitalizzare la Pubblica Amministrazione e quindi di renderla User-fliendly.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutele, Incarichi, delle Donne in Magistratura </h2>



<p>La seconda parte dell’evento ha visto la partecipazione di Anna Tripoli di Confindustria di Brescia, la professoressa Tripoli tramite una serie di dati ha messo in luce una tendenza, più visibile al Nord che nel Sud, degli ultimi decenni: sempre più <strong>magistrate</strong>. In particolare le donne sono più presenti negli incarichi semidirettivi che in quelli direttivi, quest’ ultimo rappresenta un incarico molto stressante. Anna ha parlato di numerose circolari del consiglio di Magistratura, di come si sia fatto molto per la protezione del ruolo ricoperto dalle donne che entrano in <strong>maternità</strong>, e in ambito genitoriale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5834761480648637234-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-21603"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Italia e Svezia due realtà ancora lontane.</h2>



<p>Nadia Chaieb, HR director di Barilla, ha cominciato portando alla luce un fatto che a noi italiani sembra sconcertante: nel Welfare svedese è compresa la Zumba. Nadia ha sottolineato come in Svezia l’occupazione femminile sia maggiore di quella italiana, per le donne svedesi occuparsi dei figli e conciliare questo con la vita lavorativa è possibile, parlando anche di come invece in <strong>Italia </strong>creare una <strong>famiglia</strong> sia diventato un lusso. Bisogna far sì che per entrambi i genitori sia molto semplice prendersi cura degli interessi dei loro figli, per esempio tenendo aperte le scuole dell’infanzia in orari che siano vantaggiosi per le mamme e i papà in modo che non siano costretti a fare salti mortali per uscire dal lavoro, affrontare il traffico e la distanza, prendere i figli da scuola e fare la spesa. La soluzione che ha menzionato Nadia è quella di avere degli asili molto vicini agli uffici. In <strong>Svezia</strong> inoltre avere una babysitter oppure occupare i nonni con i loro nipoti, non è visto così bene come in Italia, poiché è comune pensare che siano i genitori a doversi occupare dei loro figli in modo da avere un vero ambiente famigliare a tutti gli effetti, tutto questo si ottiene con la flessibilità e la flessibilità si ottiene solamente con la fiducia.</p>



<p>In Conclusione, ho avuto l’occasione di accrescere ulteriormente la mia consapevolezza sul tema, e di conoscere donne e uomini che mi hanno arricchito, è necessario cambiare il mondo del lavoro, creare una vera indipendenza femminile, perché un paese dove il 50% delle donne non lavora è un paese che corre verso lo sviluppo ma con una gamba sola.</p>



<p></p>



<p><em>Luis Di Campo </em></p>



<p><em>#JEMIBreview</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/il-mondo-del-lavoro-nel-post-pandemia-e-nel-metafuturo/">IL MONDO DEL LAVORO NEL POST-PANDEMIA E NEL (META)FUTURO</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ON METAVERSE: IL PRIMO EVENTO SUL METAVERSO IN ITALIA</title>
		<link>https://jemib.it/on-metaverse-il-primo-evento-sul-metaverso-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2022 11:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso, NFT e blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[metaverso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://jemib.it/?p=2112</guid>

					<description><![CDATA[<p>BTO ha contribuito ad organizzare il primo evento sul Metaverso in Italia al quale alcuni degli associati di JEMIB hanno partecipato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/on-metaverse-il-primo-evento-sul-metaverso-in-italia/">ON METAVERSE: IL PRIMO EVENTO SUL METAVERSO IN ITALIA</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>BTO </strong>è un’azienda che si occupa di fornire <strong>consulenze </strong>tecnologiche e organizzative nel processo di <strong>Digital Transformation</strong> alle startup nascenti. È una delle aziende italiane più innovative, composta da un team giovanile e fresco, che ha a cuore il futuro dei giovani ed è pronta a sostenere nella crescita le nuove startup italiane.</p>



<p>Nel concreto <strong>BTO </strong>permette alle piccole imprese di innovarsi in ambito tecnologico, accompagnandole nel loro <strong>Digital Transformation Journey</strong> e aiutandole a differenziarsi rispetto ai competitor.</p>



<p>La settimana scorsa BTO ha aiutato <em>Anothereality</em> ad organizzare il <strong>primo evento in Italia</strong> inerente alla trasformazione digitale proprio all’interno del Metaverso, durante il quale i maggiori esponenti del settore hanno fatto conoscere questa realtà che sembra essere così lontana dalle nostre vite, ma che in realtà non lo è affatto.</p>



<p>Alcuni dei nostri associati hanno avuto l’opportunità di parteciparvi, tra cui <strong>Alessandra Galbusera</strong>, che oggi abbiamo deciso di intervistare per farci raccontare nel dettaglio come si è svolto questo incredibile evento.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Ciao Alessandra, potresti spiegarci l’evento ON/METAVERSE?</em></h2>



<p>Lo scorso anno, in occasione del <strong>JBG</strong> 2021, BTO si è avvicinata a JEMIB, e da quel momento ha accompagnato la nostra associazione in diversi progetti ed eventi. Lo scorso venerdì ha dato l’opportunità ad alcuni di noi di partecipare all’evento <strong><em>ON/METAVERSE SUMMIT</em></strong> al quale abbiamo deciso entusiasti di prendere parte, curiosi di quello che saremo andati a scoprire.&nbsp;</p>



<p>L’evento si è svolto in <strong>modalità ibrida</strong>, da una parte in presenza mentre dall’altra online: noi abbiamo partecipato online tramite una piattaforma creata da <em>Superstudio Events</em>, la quale ha fornito ai partecipanti lo spazio fisico e virtuale per poter prendere parte a questo evento. Le persone che hanno seguito da casa hanno creato il proprio avatar nel Metaverso e si sono interfacciate con gli altri iscritti tenendo delle vere e proprie conversazioni. All’interno della piattaforma c’erano diversi <strong>stand</strong>, ognuno dei quali rappresentava un partner, e al centro un teatro all’interno del quale era possibile assistere all’evento. Ci sono stati diversi <strong>speaker </strong>che hanno affrontato il tema del Metaverso da diversi punti di vista, dando una <strong>visione</strong> <strong>globale </strong>di ciò che rappresenta questa realtà.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Il metaverso era qualcosa di completamente nuovo per te?</em></h2>



<p>Dal punto di vista teorico questo non è il mio primo incontro con il Metaverso: si tratta di un argomento molto diffuso che in questi ultimi anni sta iniziando ad <strong>entrare nel concreto nelle nostre vite</strong>, e che sta iniziando ad intaccare il modo in cui viviamo. Dal punto di vista pratico invece sì, è stato il mio primo evento sul Metaverso, il quale mi ha permesso di sentire le <strong>diverse opinioni </strong>di grandi esperti nel settore, di conoscere i risvolti che stanno attorno e di<strong> entrare fisicamente in questo mondo.</strong>&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Questa esperienza all’interno della realtà virtuale ha <strong>influenzato positivamente</strong> il mio pensiero perché sembra un mondo così distante rispetto a quello in cui viviamo ogni giorno, ma non appena si ha l’occasione di vederlo con i propri occhi e di sperimentarlo, la prospettiva cambia radicalmente.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Quali attività avete avuto l’occasione di sperimentare all’interno del Metaverso?</em></h2>



<p>All’inizio dell’evento abbiamo creato il nostro <strong>avatar</strong> in modo che potessivo spaziare per il Metaverso e avere un’identità. Ci siamo <strong>interfacciati con gli altri partecipanti</strong>, assistendo addirittura a delle call istantanee, e abbiamo visitato gli stand dei diversi partner. All’interno del teatro era invece possibile seguire l’evento, ovvero ascoltare gli interventi dei diversi speaker e fare delle domande sugli aspetti che non ci erano chiari.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/05/photo5983464909272365182-1-1024x583.jpg" alt="" class="wp-image-21555"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Qual è la cosa che ti ha lasciato a bocca aperta tra tutte quelle che hai visto?</em></h2>



<p>Tra tutte le cose che ho avuto l’opportunità di vedere e sperimentare, quella che mi ha lasciato più a bocca aperta è stato l’intervento di <em>Artur Sychov</em>, CEO di <em>Somnium Space</em>, un’azienda che ha creato la propria attività nel Metaverso. <em>Sychov </em>ci ha spiegato qual è il valore degli <strong>NFT </strong>(Not Fungible Tockens) all’interno del Metaverso, e di capire concretamente cosa significa possedere l’assoluta proprietà di un oggetto. Tra tutti gli speaker che ho sentito, lui mi ha lasciato il segno, perché è stato in grado di togliermi ogni dubbio riguardo il mondo del Metaverso, facendoci vedere cosa significa concretamente vivere questo tipo di realtà.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Pensi che questo mondo sia vicino o lontano dalla nostra realtà?</em></h2>



<p>Questo mondo può inizialmente sembrare molto lontano da noi, ma in realtà non è così. Dopo aver <strong>toccato con mano questa realtà,</strong> e grazie alle parole degli speaker, ho capito che questo è un <strong>mondo prossimo a noi</strong>, che impatterà sulle nostre vite non in modo superficiale, ma diventerà una <strong>presenza preponderante</strong> sia nella nostra <strong>vita privata</strong>, che in quella <strong>lavorativa</strong>. Già oggi molte aziende stanno creando degli eventi nel metaverso, o utilizzano nuove prospettive come gli <strong>NFT </strong>o <strong>Blockchain </strong>per aumentare la loro competitività all’interno del mercato globale. E ci sono degli <em>influencer </em>che stanno acquistando degli NFT nel metaverso che permetterà loro di essere influenti anche all’interno della realtà virtuale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/05/photo5983464909272365186-1-1024x583.jpg" alt="" class="wp-image-21554"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Secondo te questo tipo di eventi sono utili alle aziende che si lanciano nel mercato digitale?</em></h2>



<p>Penso che questo tipo di eventi siano molto utili alle aziende, sia a quelle che si lanciano nel <strong>mercato </strong>sia<strong> digitale </strong>che<strong> offline</strong>. Tutti i settori devono essere <strong>al passo con queste tendenze</strong> del mondo digitale e virtuale, in modo da tenere alta la loro competitività. All’evento ho potuto vedere con i miei occhi che non c’erano solo aziende specializzate in ambito tecnologico, ma c’erano anche altri tipi di realtà come<em> Rai Cinema</em>, che pur essendo un’azienda così affermata e radicata, ha capito che deve stare al passo con i tempi per poter sopravvivere.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Il Metaverso è una realtà che si avvicina al mondo delle Junior Enterprise?</em></h2>



<p>Le <strong>Junior Enterprise</strong>, essendo associazioni composte da studenti universitari, hanno l&#8217;obiettivo di continuare a formarsi ed imparare cose nuove. Per entrare e capire ciò che sta dietro il Metaverso è necessario acquisire delle competenze specifiche, che <strong>possiamo </strong>e <strong>dobbiamo </strong>apprendere. Siamo una generazione che non ha paura di mettersi in gioco, con la voglia di conoscere nuove realtà, ed è per questo che siamo molto stimolati a <strong>capire come funzionano</strong> le realtà come il Metaverso. <strong>Siamo il futuro</strong>, sentiamo il dovere morale di formarci, partecipare ad eventi e training che riguardano questo tema e ascoltare podcast che ci danno la possibilità di comprendere a pieno questo nuovo modo di interpretare la vita.</p>



<p>Secondo me, ad oggi, lo stiamo facendo sia in modo <strong>passivo</strong>, ovvero leggendo articoli o ascoltando i grandi esperti del settore, che in modo <strong>attivo </strong>scrivendo articoli, creando degli eventi a tema o partecipando ad attività proprio come questa.&nbsp;</p>



<p>Siamo molto smart e curiosi, chi lo sa se magari tra qualche anno anche le Junior Enterprise italiane avranno il loro spazio all’interno del Metaverso, io me lo auguro di cuore!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Ti andrebbe di consigliarci un libro o un video per far conoscere anche a noi il Metaverso?</em></h2>



<p>Per conoscere meglio questa realtà vi consiglio di leggere il libro “<em>Futuri Possibili</em>” di Lorenzo Capannari, CEO di <em>Anothereality</em>. Questo libro mi ha aiutato ad essere preparata per quello che avrei visto all’evento, e mi ha permesso di essere più consapevole sul futuro che ci attende. Per chi non ama leggere consiglio la visione di due Ted Talk, il primo tenuto da Arthur Sychov che trovate <a href="https://www.youtube.com/watch?v=odbqlASYv9E">qui</a>, mentre l’altro tenuto da George Bloom che potete vedere <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ZjwjomAPMlw">qui</a>.</p>



<p>Ringraziamo infinitamente Alessandra per questa intervista, è stata molto chiara nelle spiegazioni e ha permesso anche a noi che non abbiamo partecipato, di vedere un piccolo pezzo che compone il Metaverso.</p>



<p><em>Aurora Pintarelli </em></p>



<p>#JEMIBreview</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/on-metaverse-il-primo-evento-sul-metaverso-in-italia/">ON METAVERSE: IL PRIMO EVENTO SUL METAVERSO IN ITALIA</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>COSA C&#8217;ENTRANO LE INVENZIONI DI MEUCCI CON GLI NFT?</title>
		<link>https://jemib.it/cosa-centrano-le-invenzioni-di-meucci-con-gli-nft/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 14:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso, NFT e blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[brevetto]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
		<category><![CDATA[proprietà intelletuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://jemib.it/?p=2156</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per la Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale parliamo di innovazione, ma soprattutto dell'importanza dei brevetti e Blockchain.</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/cosa-centrano-le-invenzioni-di-meucci-con-gli-nft/">COSA C&#8217;ENTRANO LE INVENZIONI DI MEUCCI CON GLI NFT?</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>proprietà intellettuale</strong> è essenziale allo sviluppo tecnologico, un breve viaggio nella storia della proprietà intellettuale. Mentre si correva tutti verso il progresso, a un italiano cadde dalle mani l’opportunità di <strong>diventare l’inventore del telefono</strong>. In occasione della <strong>Giornata Mondiale</strong> dedicata alla <strong>Proprietà Intellettuale</strong> scopriamo insieme come ancora oggi, e forse più di ieri, siano importanti i brevetti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>IERI</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/04/pexels-olya-kobruseva-7887812-684x1024.jpg" alt="" class="wp-image-21537" width="684" height="1024"/></figure>



<p>Nonostante in Italia si attribuisca l&#8217;invenzione del <strong>telefono</strong> a <em>Meucci Antonio</em>, a livello internazionale è condivisa l&#8217;idea che il telefono sia stato inventato da <em>Alexander Graham Bell</em>. Questo perché Meucci rilascio nel 1871 un <strong>brevetto</strong> temporaneo per la sua invenzione chiamata Telettrofono, pur accorgendosi della gallina dalle uova d&#8217;oro che aveva tra le mani, Meucci non poté rinnovare il brevetto.<br></p>



<p>Sono infiniti gli esempi che dimostrano come i brevetti hanno permesso lo <strong>sviluppo</strong> e hanno protetto le idee. Immaginate un mondo dove le idee che sviluppate dopo averci investito tempo ed energie sono in balia della legge del più forte: d&#8217;altro canto in alcuni casi come le pandemie sospendere <strong>l&#8217;esclusività di produzione</strong> derivante dai brevetti e permettere a tutti di produrre vaccini può rivelarsi la scelta migliore. D&#8217;altro canto i brevetti creano anche un <strong>mercato</strong> che permette a molte persone di <strong>ricercare</strong> e <strong>innovare</strong> e di vendere in seguito i brevetti a industrie e aziende con un alto livello di produttività, le quali posseggono i mezzi giusti per sviluppare l&#8217;idea,&nbsp; lo stesso <em>Thomas Edison</em> acquistò diversi brevetti, passati alla storia come suoi.<br>Basti pensare alla lampadina elettrica, sulla quale molti inventori si erano prodigati in precedenza riuscendo solo a riprodurla in laboratorio.<br>Ebbene, Edison ne comprò il brevetto da <em>Woodward</em> ed <em>Evans</em> e chiese ai suoi collaboratori di darle una utilità domestica.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>OGGI</strong></h2>



<p>La <strong>proprietà intellettuale</strong> protegge le idee dalla legge del più forte:</p>



<p>Si consideri l&#8217;esempio di <em>Cryptography Research</em>, un&#8217;azienda specializzata nella sicurezza dei dati. A partire dal 2004, la società ha deciso di avviare un contenzioso contro il gigante delle carte di credito Visa, che secondo Cryptography stava violando i suoi brevetti sulle smart card. Per portare avanti la causa contro Visa, tuttavia, il fondatore aveva bisogno di risorse economiche.</p>



<p>Ecco perché decise di <strong>vendere un altro pezzo della sua attività</strong>, i brevetti che riguardavano la tecnologia che protegge i dischi Blu-ray dalla pirateria, a <em>Macrovision</em>, che ora è conosciuta come Rovi, nel 2007 per $ 45 milioni. &#8220;All&#8217;improvviso siamo diventati un <strong>formidabile avversario</strong> per qualcuno che pensava che non avremmo potuto combattere&#8221;, ha detto <em>Kocher</em> il direttore dell&#8217;azienda. Alla fine, la scommessa ha dato i suoi frutti, poiché le due società si sono accordate in via extragiudiziale, con Visa che ha accettato di concedere in licenza la tecnologia da Cryptography.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La proprietà intellettuale sul Web</strong></h2>



<p>Ad oggi la <strong>proprietà intellettuale</strong> è rilevante più che mai: in questi anni si è affermata la figura del <strong>venditori di Domini di siti web</strong>, questo non riguarda solo privati e piccole organizzazioni ma anche stati interi: <em>Tuvalu</em> ha ricevuto l&#8217;autorizzazione per utilizzare il <strong>dominio</strong> &#8220;.tv&#8221;, che per ovvi motivi può essere interpretato anche come &#8220;<em>television</em>&#8220;. Le alte cariche di Tuvalu già nel 2000, erano riuscite a negoziare il dominio, in seguito venne <strong>concesso l&#8217;utilizzo del dominio</strong> &#8220;.tv&#8221; agli acquirenti per <strong>50 milioni di dollari</strong> in royalties da versare nell&#8217;arco di 12 anni. In parole povere, per molti anni il Governo di Tuvalu ha ricevuto un milione di dollari ogni tre mesi solamente grazie al suo dominio.&nbsp;<br></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>DOMANI</strong><strong></strong></h2>



<p>&nbsp;Rivolgendo lo <strong>sguardo al futuro</strong>, non è difficile pensare che quello che sarà la nuova frontiera della proprietà intellettuale sono le tecnologie legate alla <em>Block-chain</em>, dal punto di vista artistico la <strong>proprietà intellettuale</strong> e artistica si è reinventata con gli <em>NFT</em> (Non.Fungible.Tokens) ed è sotto gli occhi di tutti come acquirenti da tutto il mondo sono disposti a pagare cifre esorbitanti per <strong>acquisire la proprietà</strong> di quell&#8217;opera.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/04/pexels-alex-andrews-821755.jpg" alt="" class="wp-image-21539"/></figure>



<p><em>Luis Di Campo </em></p>



<p>#JEMIBreview</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/cosa-centrano-le-invenzioni-di-meucci-con-gli-nft/">COSA C&#8217;ENTRANO LE INVENZIONI DI MEUCCI CON GLI NFT?</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>NFT E METAVERSO: COME I BIG PLAYER DEL FASHION STANNO COGLIENDO LE NUOVE OPPORTUNITÀ DIGITALI</title>
		<link>https://jemib.it/nft-metaverso-e-fashion/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 14:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso, NFT e blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[fashion e metaverso]]></category>
		<category><![CDATA[gucci]]></category>
		<category><![CDATA[metaverso]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://jemib.it/?p=2159</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'emergere dei non-fungible Tokens (NFT) è un'opportunità per i brand del settore fashion. Come si stanno affacciando i big player al metaverso?</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/nft-metaverso-e-fashion/">NFT E METAVERSO: COME I BIG PLAYER DEL FASHION STANNO COGLIENDO LE NUOVE OPPORTUNITÀ DIGITALI</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l&#8217;avanzare della tecnologia, la linea che separa l&#8217;esperienza online da quella offline sta iniziando a svanire. I brand del settore fashion sono stati tra i primi a cogliere l’opportunità di creare una customer experience sempre più immersiva entrando nel nuovo spazio tridimensionale: il Metaverso. La Multiverse Fashion Week (MVFW), che si è tenuta dal 24 al 27 marzo 2022, è stata un chiaro esempio di come i brand stiano riuscendo ad integrare sempre di più il mondo fisico con quello digitale. In quattro giorni di moda ‘’virtuale’’, i big player hanno organizzato eventi fashion per presentare le loro collezioni di NFT <em>(Non Fungible Token).</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/04/MVFW-1024x356.jpg" alt="" class="wp-image-21530"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è il metaverso</strong></h2>



<p>Facciamo un passo indietro, ripercorrendo l’evoluzione di questo trend. Il termine <em>metaverso</em> è stato coniato nel 1992 da Neal Stephenson nel suo romanzo <em>Cyberpunk Snow Crash</em> per indicare uno spazio tridimensionale all&#8217;interno del quale persone fisiche possono muoversi, condividere e interagire attraverso avatar personalizzati.</p>



<p>Quando, nell’ottobre del 2021, Mark Zuckerberg ha annunciato il cambio di nome di Facebook in <em>Meta</em>, comunicando l’avvio di un nuovo progetto, si è scatenato un interesse globale nei confronti di questa nuova frontiera del digitale. Successivamente altre imprese, come Microsoft, hanno comunicato l’intenzione di sviluppare nuovi progetti per integrare le funzionalità dei loro servizi nel metaverso.</p>



<p>“Metaverso” è un termine composto da due parole: <em>meta</em> e <em>verso</em>. Per definizione, con <em>meta</em> si indica il <em>portarsi oltre</em>, ovvero entrare in un mondo parallelo rispetto al nostro (la realtà virtuale). <em>Verso</em>, com’è facile intuire, indica l’universo stesso.</p>



<p>Il metaverso rappresenta un passo in avanti rispetto alla realtà virtuale: gli utenti vi posso accedere tramite visori 3D che permettono di vivere delle esperienze immersive. Attraverso la creazione di avatar realistici è possibile incontrare altri utenti, creare oggetti o proprietà virtuali, indossare prodotti e accessori digitali, assistere a concerti e conferenze. L’obiettivo è colmare il divario tra l&#8217;esperienza umana vissuta nello spazio fisico e il potenziale creativo ed espressivo illimitato della tecnologia digitale.</p>



<p>Ma quali sono i vantaggi di prendere parte a questo nuovo mondo? Le aziende possono creare prodotti digitali esclusivi, come gli NFT: oggetti digitali la cui proprietà viene certificata grazie all’utilizzo della tecnologia blockchain e che sono acquistabili e rivendibili utilizzando le criptovalute.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come accedere al Metaverso</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/04/Visore-3D-1024x441.jpg" alt="" class="wp-image-21531"/></figure>



<p>Per accedere al Metaverso è sufficiente creare un account in una delle piattaforme del mondo virtuale. Le più utilizzate, ad oggi, sono Decentraland, Sandbox e Stageverse.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Decrentraland</strong> è una piattaforma basata su browser che dà vita ad un mondo digitale dove gli utenti iscritti possono acquistare appezzamenti di terreno virtuali tramite la criptovaluta MANA, che utilizza la blockchain di Ethereum. È stata aperta al pubblico nel febbraio 2020, e a dicembre 2021 gli utenti registrati erano più di 800.000, mentre quelli attivi mensili quasi 500.000.</li><li><strong>Sandbox</strong> ha acquisto popolarità quando ha annunciato la sua partnership con Meta. È un mondo digitale ma anche un gioco che permette agli utenti registrati di creare e personalizzare i prodotti digitali con strumenti di progettazione gratuiti. I prodotti virtuali creati possono poi essere monetizzati come NFT e venduti sul Marketplace della piattaforma. Sandbox ha anche stretto una partnership con oltre 165 marchi per creare gli avatar nel mondo virtuale di personaggi famosi come Snoop Dog e THE WALKIND DEAD. La piattaforma non è ancora disponibile ma in attesa si può visitare il sito e interagire con la community.</li><li><strong>Stageverse </strong>è un mondo virtuale immersivo in cui le persone possono esprimersi, connettersi, divertirsi e scoprire il meglio della cultura all&#8217;interno di un’esperienza sociale tridimensionale.Stageverse consente agli utenti di assistere a concerti attraverso filmati 3D a 360° ed effetti speciali. Nell&#8217;autunno del 2021 ha lanciato la prima versione beta della piattaforma, permettendo agli utenti di partecipare ad un&#8217;esperienza di concerto in 3D metaverse in collaborazione con i Muse e il loro Simulation Theory Tour, disponibile sia su dispositivi mobili che in VR. Possiamo descriverla come un&#8217;esperienza di concerto virtuale unica nel suo genere, con video immersivi a 360 gradi, chat vocale spaziale, avatar ad alta fedeltà e uno stadio virtuale completamente esplorabile, che consentiva ai fan di connettersi e vivere l’esperienza di un concerto in modo completamente nuovo.</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come si sta approcciando il settore fashion al metaverso</strong></h2>



<p>Il mondo della moda può trovare un ampio terreno di gioco nel metaverso. Questo perché gli utenti hanno la possibilità di personalizzare i propri avatar virtuali acquistando vestiti e accessori digitali. Per i brand diventa fondamentale essere presenti in una dimensione che rappresenta, a tutti gli effetti, un nuovo touchpoint, soprattutto per ampliare l’interazione con la Generazione Z. Riferendosi a questo target di consumatori, Ian Rogers, Digital Chief Officier di LVMH, leader mondiale nel settore luxury, ha affermato: «Per loro, avere una collezione digitale è del tutto naturale. Perché dovrei volere una raccolta di cose, abiti, accessori che nessuno può vedere quando posso averla digitale e condividerla con tutti?».</p>



<p>Negli ultimi mesi, i brand del fashion hanno implementato diverse strategie per fare il loro ingresso nel metaverso. Alcuni, come <strong>Dolce&amp;Gabbana</strong> ed <strong>Etro</strong> hanno aperto dei flagship store nel Metaverse Fashion District, uno spazio sulla piattaforma Decentraland che è stato ispirato all’Avenue Montaigne di Parigi. <strong>Forever 21, in occasione della Metaverse Fashion Week, ha </strong>presentato un&#8217;esclusiva collezione di wearables creata proprio per il metaverso.&nbsp;<strong>Philipp Plein</strong> ha fondato il Museum of NFT Arts, aperto a tutti gli utenti, e ha lanciato la sua prima collezione per il metaverso con una sfilata di moda su una passerella speciale in collaborazione con l&#8217;artista 3D Antoni Tudisco.</p>



<p>Altri brand hanno collaborato con piattaforme di gaming, come Fortnite e Roblox, per lanciare i loro prodotti digitali. È il caso di <strong>Valentino e Marc Jacobs,</strong>&nbsp;che hanno personalizzato il guardaroba di Animal Crossing.&nbsp;</p>



<p><strong>Balenciaga</strong> ha collaborato con Fortnite, dando ai giocatori la possibilità di acquistare felpe, cappelli e t-shirt di Balenciaga per i loro personaggi avatar. I capi sono usciti contemporaneamente anche nel mercato fisico, contribuendo ad aumentare l’hype attorno al brand.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/04/Fortnite-Balenciaga-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-21532"/></figure>



<p><strong>Gucci, invece, in occasione del suo 100° anniversario, ha creato un giardino virtuale all’interno della piattaforma Roblox, chiamato Gucci Garden Experience, in cui sono stati resi disponibili diversi accessori della maison, come </strong>la versione digitale dell’iconica <strong>borsa</strong>&nbsp;<strong><em>Dyonisus. </em>Gucci ha inoltre stretto una collaborazione con ZEPETO, l&#8217;App e social media in cui è possibile personalizzare gli avatar e creare mondi immaginari. </strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/04/Gucci1.jpg" alt="" class="wp-image-21533"/></figure>



<p><strong>Gucci ha anche creato il Gucci Vault, acquistando una proprietà sulla piattaforma Sandbox. Si tratta di un concept store online di NFT che presenta </strong>una&nbsp;<strong>selezione in costante aggiornamento di pezzi vintage e di seconda mano di Gucci</strong> riportati all’antico splendore.</p>



<p>L’obiettivo per i brand è quindi consolidare la presenza in un universo che permette loro di diversificare ed ampliare la propria value proposition.</p>



<p>Secondo l’indagine <em>The State of Smoooth: alla scoperta del lusso nel 2022</em>, condotta da Klarna For Business, in Italia ben l’86% dei Millennials e il 78% della Generazione X sono interessati ad acquistare NFT di lusso.</p>



<p>Prendendo parte al metaverso, inoltre, i brand rafforzano la propria brand awareness e il proprio posizionamento: in questo modo, i valori della marca possono assumere una forma ancora più universale, incontrando le aspettative delle nuove generazioni.</p>



<p><em>Sabina Montagnana </em></p>



<p>#JEMIBreview</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/nft-metaverso-e-fashion/">NFT E METAVERSO: COME I BIG PLAYER DEL FASHION STANNO COGLIENDO LE NUOVE OPPORTUNITÀ DIGITALI</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LA CONNESIONE SOCIALE: IL METAVERSO DI ZUCKERBERG</title>
		<link>https://jemib.it/la-connesione-sociale-il-metaverso-di-zuckerberg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Dec 2021 14:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso, NFT e blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[JEMIB]]></category>
		<category><![CDATA[META]]></category>
		<category><![CDATA[rebrading]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://jemib.it/?p=2311</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il rebranding di Facebook? Ecco cosa possiamo aspettarci dal Metaverso di Zuckerberg e come cambierà l’esperienza degli utenti</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/la-connesione-sociale-il-metaverso-di-zuckerberg/">LA CONNESIONE SOCIALE: IL METAVERSO DI ZUCKERBERG</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em><strong>La realtà virtual</strong></em><strong><em>e sarà la</em> nu<em>ova quotidianità?</em></strong></p>



<p>“<em>The metaverse is the next evolution of social connection</em>”. Così viene spiegato il <strong>rebranding</strong> della storica holding Facebook Inc. sul sito ufficiale. Ma in che cosa consiste davvero questo <strong>cambiamento</strong>?</p>



<p class="has-text-align-left"><strong>Meta</strong> rappresenta un progetto di rilancio e riposizionamento sul mercato globale della grande società per azioni di <strong>Mark Zuckerberg</strong>. Concretamente, Meta continuerà a controllare le piattaforme più diffuse tra gli utenti social, ovvero <strong>Facebook, Instagram e Whatsapp</strong>, che per il momento non subiranno modifiche. Oltre a questo, come spiega Zuckerberg nel video di presentazione, verranno sviluppati alcuni gadget utili per l’esperienza della <strong>realtà virtuale</strong>.       Si tratta, ad esempio, dei visori di realtà virtuale Oculus Rift, del marchio Oculus acquistato da Facebook nel 2014 (infatti già in quell’anno si parlava dell’avvio della realtà virtuale).</p>



<p>Nella Founder’s Letter 2021 Zuckerberg ci spiega che, per quanto riguarda il supporto digitale, siamo passati dal desktop, al web, e successivamente al telefono; e per quanto riguarda i contenuti, dal testo, alle foto, ai video.            Lo step successivo sarà un’esperienza totalmente immersiva: “<em>an embodied internet</em>”, ossia il <strong>Metaverso</strong>. Il CEO afferma che nel Metaverso saremo in grado di fare tutto quello che possiamo immaginare: incontrare amici, lavorare, imparare, giocare, fare acquisti e soprattutto creare, così come fare esperienze completamente nuove che vanno al di là del nostro modo odierno di pensare alla tecnologia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nuovo design</h2>



<p>La parola “<em><strong>meta</strong></em>” comprende più significati: nonostante arrivi dal greco antico “<em>oltre</em>”, “<em>al di là</em>”, allo stesso tempo fa venire in mente qualcosa di ipertecnologico e distopico. Infatti, troviamo il concetto di “metaverso” per la prima volta nel 1992, in particolare nel romanzo di fantascienza cyberpunk “<em>Snow Crash</em>” dello scrittore americano Neal Stephenson.</p>



<p>Il pittogramma scelto, invece, rappresenta il segno matematico dell’infinito, distorto da una prospettiva irregolare.       Il colore azzurro è coerente con il logo di Facebook, così come, più in generale, i colori e le forme sono coerenti con lo stile per il quale i designer di oggi optano maggiormente.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le critiche: dai meme su Twitter alle preoccupazioni sulla privacy</h2>



<p>Tuttavia, nonostante il logo accattivante e le altrettante promesse di Zuckerberg, l&#8217;annuncio del rebranding dell’impresa statunitense ha suscitato parecchie <strong>perplessità tra gli utenti</strong>. Da un lato perché vediamo solo il nuovo nome e nessun upgrade concreto nella user experience, almeno per il momento. Da questa delusione derivano gli infiniti meme e tweet che criticano il CEO.</p>



<p>Dall’altro lato, ci sono le polemiche. È innegabile il fatto che Facebook, essendo una delle prime reti sociali, abbia parecchi scandali dietro le spalle: cybersecurity, fake news, tossicità sociale, ma anche alcuni casi famosi come quello di <strong>Cambridge Analytica</strong>. Dunque possiamo dire che il rebranding è arrivato nel momento in cui l’azienda affronta una serie di crisi, tra cui i <strong>Facebook Papers</strong>. Si tratta di numerosi documenti diffusi dalla whistleblower ed ex dipendente Frances Haugen. Questi documenti espongono i fallimenti dei meccanismi interni della società e accusano Facebook di aver messo i profitti prima di liberare la piattaforma da discorsi di odio, violenza e disinformazione. Ad esempio, eventi come l’assalto al Campidoglio del gennaio 2021 e la marcia dei nazionalisti di Charlottesville del 2017 sono stati organizzati su Facebook.</p>



<p>Per questo molti politici hanno sfruttato il rebranding di Facebook per parlare di alcuni problemi collegati con questa piattaforma. La deputata progressista di New York <strong>Alexandria Ocasio-Cortez</strong> ha definito Meta su Twitter come &#8220;<em>un cancro per la democrazia</em>&#8221; e &#8220;<em>una macchina di sorveglianza e propaganda globale per rafforzare i regimi autoritari e distruggere la società civile…per il guadagno</em>&#8220;.</p>



<p>Meta sta ricevendo critiche anche da parte di studiosi ed esperti per quanto riguarda possibili problemi di <strong>sicurezza degli utenti</strong>. Non è ancora chiaro come la nuova realtà verrà gestita dal punto di vista della privacy, visto che l’idea è quella di creare un sistema aperto e interoperabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ci sono ancora troppe domande…</h2>



<p>La delusione e la perplessità di molti utenti derivano dal fatto che non sappiamo ancora quanto dobbiamo prendere sul serio il Metaverso. Infatti alcune promesse di Zuckerberg al momento ci sembrano esagerate: “<em>Sarai in grado di teletrasportarti istantaneamente come un ologramma per essere in ufficio senza doverti spostare, a un concerto con gli amici o nel soggiorno dei tuoi genitori a chiacchierare</em>”. Tuttavia possiamo già vedere alcuni miglioramenti nella gestione dei social Facebook e Instagram. Meta infatti ha recentemente annunciato il supporto per l&#8217;iniziativa <strong>StopNCII.org</strong>, che blocca la condivisione non consensuale di immagini intime, una pratica illegale in molti paesi. Dunque non ci resta che aspettare cosa ha in serbo Meta per il futuro della user experience dei propri utenti.</p>



<p></p>



<p><em>Polina Babadzhan</em></p>



<p>#JEMIBreview</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/la-connesione-sociale-il-metaverso-di-zuckerberg/">LA CONNESIONE SOCIALE: IL METAVERSO DI ZUCKERBERG</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
