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	<title>metaverso Archivi - JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</title>
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	<description>Sito ufficiale di JEMIB</description>
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	<title>metaverso Archivi - JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</title>
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	<item>
		<title>JBG &#8211; JEMIB BUSINESS GAME</title>
		<link>https://jemib.it/jbg-jemib-business-game/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2022 12:15:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita in JEMIB]]></category>
		<category><![CDATA[businessgame]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[JEMIB]]></category>
		<category><![CDATA[metaverso]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il JBG - JEMIB Business Game si è tenuto per la seconda volta a Milano. L'evento, dal titolo Virtuality - Unlock The Future, ha visto protagonisti più di 90 JEur provenienti da tutta Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/jbg-jemib-business-game/">JBG &#8211; JEMIB BUSINESS GAME</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sabato 5 novembre si è tenuta, nella città di Milano, la seconda edizione del <strong>JBG &#8211; JEMIB Business Game</strong>, dal titolo <strong><a href="https://jemib.it/jemib-business-game-virtuality/">“Virtuality &#8211; Unlock The Future”</a></strong>. L’evento, preparato con estrema cura nei mesi precedenti, si è dimostrato ricco di novità e di nuove sfide: vogliamo dunque fare un riassunto della giornata e del suo esito, intervistando Alessandra Galbusera e Lara Michela Ivan, le associate a capo dell’evento.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Da dove è nata l’idea di rinnovare per il secondo anno l’evento JBG &#8211; JEMIB Business Game?</strong></h2>



<p>Il<strong> JEMIB Business Game </strong>è stato ideato e realizzato per la prima volta dalla nostra associazione l’anno scorso, con l’obiettivo di creare un format di evento innovativo e coinvolgente per gli studenti appartenenti al <strong>network</strong> delle <strong>Junior Enterprise</strong> e per avere un impatto positivo per gli altri.&nbsp;</p>



<p>Il tema della prima edizione è stato <strong>“Rebranding, l’arte di reinventarsi”</strong> e ha riscosso un successo enorme, registrando la valutazione massima dell’evento dal 98% dei partecipanti.&nbsp;In seguito a questo risultato abbiamo deciso di riproporre lo stesso format di evento cambiando il tema, che quest’anno è stato focalizzato su <strong>Metaverso, NFT e Blockchain</strong>. È proprio dall’unione di queste tre tematiche e con il lavoro di mesi del team che è nato<strong> “Virtuality &#8211; unlock the future”</strong>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come mai sono state scelte proprio le tematiche Metaverso, NFT e Blockchain?</strong></h2>



<p>Abbiamo scelto queste tematiche a partire dall’analisi degli interessi e bisogni dei Junior Entrepreneur. Il primo passo è stato interpellare l’intera associazione (JEMIB) chiedendo loro quale tematica avrebbero voluto approfondire durante il JBG. Dopo un’intensa sessione di brainstorming con tutto il team, in cui sono state analizzate e sviluppate diverse proposte, a seguito delle quali abbiamo deciso di approfondire il tema del <strong>Web 3.0</strong>, in quanto risultava essere una tematica attuale e, al tempo stesso, orientata al futuro. Essendo l’obiettivo primario di una JE preparare i giovani studenti al mondo del lavoro, lo scopo del JBG è stato quello di mostrare ai partecipanti come quasi tutti i settori lavorativi si stiano indirizzando e aprendo a queste nuove tecnologie: compito di noi studenti è il rimanere curiosi, continuando a studiare e approfondire le innovazioni del giorno d’oggi. Si possono mettere degli esempi, ad esempio il fatto che ci fosse Riadi Piacentini (approfondendo quindi l’aspetto legale), e <strong>The Nemesis</strong>, per l’aspetto ludico e dell’entertainment.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come è stata strutturata la giornata? Chi sono stati i principali partner dell’evento?</strong></h2>



<p>La giornata è stata divisa principalmente in due parti: durante la mattinata si sono svolti diversi incontri formativi verticali sulle tematiche del Metaverso, gli NFT e la blockchain, mentre durante il pomeriggio i partecipanti hanno avuto la possibilità di mettere in pratica quanto appreso partecipando ad uno sfidante e coinvolgente <strong>Business Game.&nbsp;</strong></p>



<p>Per affrontare i temi dell’evento durante la mattinata abbiamo invitato diversi professionisti ed esperti del settore, partendo con un intervento direttamente dal metaverso di Francesco Vincenti di <strong>Somnium Space</strong>, proseguendo con il panel a tema Metaverso che ha visti protagonisti Guido D’Arezzo di<strong> AnotheReality</strong>, Angelica Voskanian di<strong> The Nemesis</strong> e Riadi Piacentini di <strong>Think Legal</strong> e terminando con il panel a tema NFT e Blockchain durante il quale sono intervenuti Andrea Vassallo di<strong> BTO Research</strong>, main partner dell’evento, e Marco Simone e Martina Laconca di <strong>My Lime</strong>.&nbsp;</p>



<p>In seguito alla pausa pranzo e a un momento dedicato alla <strong>Company Fair</strong> durante la quale i partecipanti hanno avuto la possibilità di entrare in contatto con le aziende partner dell’evento, i Junior Entrepreneur divisi in squadre si sono cimentati nella risoluzione del Business Game durante il quale hanno dovuto applicare le nuove tecnologie approfondite durante le formazioni della mattinate a dei Case Study reali con protagoniste aziende reali.&nbsp;</p>



<p>L’evento si è concluso con la presentazione del lavoro finale da parte delle sei squadre finaliste seguita dalla premiazione delle squadre vincitrici.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quanti Jeur hanno partecipato all’evento? Avete ricevuto feedback e/o opinioni riguardo l’organizzazione globale del tutto?</strong></h2>



<p>All’evento hanno partecipato <strong>90 JEur </strong>provenienti da numerose città italiane del nord e centro Italia. L’obiettivo degli eventi di Network, oltre ad approfondire una tematica tramite le formazioni, è quello di riunire e far conoscere JEur provenienti da diverse parti d’Italia per incentivare il confronto e lo scambio di opinioni.</p>



<p>Siamo molto soddisfatti dei feedback che abbiamo ricevuto durante la giornata, sia da parte dei partecipanti che da parte dei Partner. Le aziende e gli speaker presenti hanno avuto l’opportunità di conoscere in prima persona le potenzialità del Network delle JE e l’intraprendenza che contraddistingue noi JEur.</p>



<p>I partecipanti si sono divertiti e hanno apprezzato sia le formazioni durante la mattinata che le novità che hanno contraddistinto il Business Game più innovativo mai realizzato.</p>



<p>Tutto il team è rimasto soddisfatto e grato delle opinioni ricevute, che hanno sicuramente dimostrato l’impegno e la cura messi in campo dal team durante tutti i mesi di organizzazione dell’evento.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Potete lasciarci un vostro pensiero, una vostra riflessione personale inerente all’esito finale dell’evento? Le vostre aspettative si sono esaudite?</strong></h2>



<p>Personalmente, sono molto soddisfatta di tutto il lavoro che abbiamo svolto a partire da aprile: noi del team JBG ci siamo infatti lanciati in un’avventura nuova, ricca di ostacoli e difficoltà ma che ci ha permesso di crescere, metterci in gioco superare i nostri limiti.&nbsp;</p>



<p>L’esito finale è stato il risultato dell’impegno, della collaborazione e del supporto che hanno contraddistinto il lavoro di tutti questi mesi. È stato un piacere aver organizzato e realizzato la seconda edizione del JBG con tutto il Team. Il risultato ha sicuramente esaudito e superato le nostre aspettative, a partire dai feedback ricevuti dai partner e dai partecipanti possiamo dire di aver creato un <strong>momento di network indimenticabile.</strong></p>



<p>Sicuramente le prossime edizioni del JBG saranno ancora più innovative e dirompenti, caratteristiche che contraddistinguono JEMIB.</p>



<div style="height:40px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>#JEMIBreview</em></p>



<p><em>Emma Salvadori</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/jbg-jemib-business-game/">JBG &#8211; JEMIB BUSINESS GAME</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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		<title>NFT, L&#8217;EVOLUZIONE DIGITALE DEL MONDO DELL&#8217;ARTE</title>
		<link>https://jemib.it/nft-l-evoluzione-digitale-del-mondo-dell-arte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 10:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso, NFT e blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[JEMIB]]></category>
		<category><![CDATA[metaverso]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli NFT, acronimo di non-fungible token, rappresentano un mercato in forte espansione. Grazie alla blockchain, possono essere venduti o scambiati. </p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/nft-l-evoluzione-digitale-del-mondo-dell-arte/">NFT, L&#8217;EVOLUZIONE DIGITALE DEL MONDO DELL&#8217;ARTE</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>NFT, non-fungible token:</strong> è questa una parola diventata ormai d’uso comune nella modernità. Molti la usano, nel contesto di tematiche quali il Metaverso o il mondo dell’arte digitale, ma non tutti ne conoscono appieno il significato e la dinamica. Il <a href="https://www.collinsdictionary.com/woty">Collins Dictionary</a> ha eletto il termine NFT <em>word of the year</em> del 2021, come conseguenza diretta dell’impennata di interesse nei confronti della parola.&nbsp;</p>



<p>Ma cosa sono gli NFT? Il primo passo per l’esplorazione dell’argomento è la comprensione del significato del termine. <strong>NFT</strong> è infatti l’acronimo di <strong>Non-Fungible Token</strong>, traducibile in lingua italiana come “Gettone digitale non fungibile”, ossia non riproducibile. La differenza fondamentale tra i due aggettivi <em>fungible</em> e <em>non-fungible </em>sta infatti nella possibilità del primo di essere sostituito con qualcosa di perfettamente uguale (come ad esempio avviene nel caso dei Bitcoin) al contrario del secondo, inimitabile e irriproducibile. Gli NFT sono quindi pezzi unici.&nbsp;</p>



<p>La parola NFT caratterizza quindi l’<strong>identificazione</strong> sicura e universale di un prodotto digitale creato e diffuso attraverso la rete internet. Non ci sono limiti riguardo la specifica tipologia di prodotto: un NFT può essere un video, una foto, una GIF, un file audio, un file di testo,&#8230; è sufficiente il suo essere digitale. <br>In questo senso, la certificazione con NFT rende l’elaborato “originale”, al pari della firma di un pittore sulla tela di un’opera d’arte.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Blockchain</strong></h2>



<p>NFT e<strong> Blockchain</strong> sono direttamente collegate: i primi non potrebbero infatti esistere senza il supporto della seconda. Con il termine Blockchain si identifica un <strong>registro digitale</strong>, nel quale sono memorizzate tutte le transazioni relative a contenuti che non possono assolutamente essere manipolati e modificati, come i dati degli NFT.&nbsp;<br>Grazie a tale sistema è possibile tenere traccia di ogni informazione relativa a diversi contesti, dal già trattato mondo degli NFT digitali fino ai sistemi di banche e pubbliche amministrazioni. Di pubblico accesso, la Blockchain rende disponibili a tutti le informazioni riguardo l’unicità e le caratteristiche di un prodotto.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un po&#8217; di storia</h2>



<p>Gli NFT sono nati in seguito alla scissione della blockchain creata inizialmente per la criptovaluta Bitcoin nel 2014. Tale blockchain, del tutto simile alla prima, prende il nome di <strong>Counterparty</strong> e permette di creare degli asset unici e inimitabili. Ad aggiudicarsi il titolo ufficiale di primo NFT della storia è<em> <a href="https://mccoyspace.com/project/125/">Quantum</a></em>, opera dell’artista Kevin McCoy, sempre nel 2014.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="500" height="347" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/download.png" alt="" class="wp-image-8838" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/download.png 500w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/download-300x208.png 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /><figcaption>Quantum &#8211; Kevin McCoy</figcaption></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Nello stesso periodo di sviluppo di Counterparty viene ideata anche <strong>Ethereum</strong>, una nuova blockchain svincolata e alternativa a quella esistente per Bitcoin. Si giunge qui a una svolta: Ethereum permette infatti di sfruttare dei codici, i quali permettono di realizzare automaticamente transazioni tra due parti in presenza di determinate condizioni, dando il via al commercio di criptoasset e NFT.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Creazione di NFT e Crypto Art</h2>



<p>Gli NFT possono essere considerati oggi come un’<strong>evoluzione ulteriore del mondo dell’arte</strong>, uno stadio successivo, digitale. La creazione di un NFT avviene per stadi: l’artista, dopo l’implementazione effettiva dell’opera, inizia salvandola in formato digitale, facendola cioè corrispondere a una stringa di numeri 0 e 1 in linguaggio informatico.&nbsp;Il secondo step è la compressione di tale stringa, sfruttando un processo definito <strong>hashing</strong>, il quale produce come output finale una sequenza più corta di quella iniziale, chiamata <strong>hash</strong>.&nbsp;Il terzo e ultimo stadio consiste nella memorizzazione del codice ottenuto all’interno della blockchain, il quale conserverà in memoria tutti i passaggi di proprietà eseguiti su di esso, a dimostrazione della sua autenticità.</p>



<p>Vendere e comprare NFT non è però così semplice: per effettuare delle transazioni nel mondo delle blockchain è infatti necessario possedere un <strong>wallet digitale</strong> e delle criptovalute. Inoltre, chi acquista un NFT non possiede l’opera nel vero senso della parola, ma ha solo la possibilità di rivendicare una sorta di diritto su di essa, attraverso lo smart contract. Tale strumento si caratterizza come un protocollo informatico, che rende più fluida l’esecuzione di un contratto di vendita di un’opera NFT. <br>Attualmente, la maggiore piattaforma di scambio, vendita e acquisto di arte digitale è <strong><a href="https://opensea.io/">OpenSea</a>,</strong> un marketplace fondato nel 2017.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading">Curiosità: quali sono stati gli NFT venduti a prezzo maggiore?</h2>



<p>La Crypto Art, denominazione data alle opere appartenenti alla categoria degli NFT, ha avuto un successo straordinario nel corso degli ultimi anni. Ma quali sono state le <a href="https://www.money.it/NFT-piu-costosi-del-mondo-venduti-finora-classifica">opere vendute a prezzo maggiore</a> nel tempo? </p>



<p>10) <em>CryptoPunk #6965</em>, venduto a 1.54 milioni $. I cosiddetti <a href="https://www.larvalabs.com/cryptopunks">Cryptopunk</a> sono considerati i primi NFT lanciati tramite la blockchain Ethereum. Nel dettaglio, si tratta di una collezione di 10.000 immagini in formato 24&#215;24 pixel, rappresentanti ognuna un diverso personaggio.</p>



<p>9) Il primo tweet della storia, venduto a 2.9 milioni $</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/primo_tweet-1024x372.jpg" alt="" class="wp-image-8839" width="463" height="168" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/primo_tweet-1024x372.jpg 1024w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/primo_tweet-300x109.jpg 300w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/primo_tweet-768x279.jpg 768w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/primo_tweet.jpg 1280w" sizes="(max-width: 463px) 100vw, 463px" /><figcaption>Il primo tweet della storia, 21/03/2006</figcaption></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>8) <em><a href="https://www.niftygateway.com/collections/warnymphvolume1">War Nymph</a></em>, venduto a 6 milioni $, dell’artista canadese Grimes; una serie composta da dieci opere.</p>



<p>7)&nbsp; <em>Crossroads </em>di Beeple, venduto a 6.6 milioni $, un’opera che mostra una raffigurazione gigante di Donald Trump steso a terra, nudo e con il corpo coperto di graffiti, dopo aver perso le elezioni.&nbsp;</p>



<p>6) <em><a href="https://www.thehashmasks.com/">Hashmasks</a></em>, venduto a 16 milioni $: una serie composta da migliaia di maschere colorate realizzate da 70 artisti provenienti da tutto il mondo.&nbsp;</p>



<p>5) <em>CryptoPunk </em>#7804, venduto a 7.5 milioni $</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="500" height="334" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/cryptopunk_7804.png" alt="" class="wp-image-8840" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/cryptopunk_7804.png 500w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/10/cryptopunk_7804-300x200.png 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /><figcaption>Cryptopunk #7804</figcaption></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>4) <em>CryptoPunk </em>#7523, venduto a 11.7 milioni $</p>



<p>3) Serie di 9 <em>CryptoPunk</em>, venduta a 16.9 milioni $</p>



<p>2) <em>Everydays, 5000 days</em> di Beeple, venduto a 69 milioni $. Si tratta di un collage digitale realizzato dall’artista americano Beeple, già visto al punto 7 di questa lista.&nbsp;</p>



<p>1) <em>The Merge </em>di Pak, artista digitale, venduto a 91.8 milioni $. La particolarità riguardo la vendita di quest’ultimo NFT riguarda la modalità: l’opera non è stata infatti venduta a un singolo acquirente, ma a ben 28.984 persone diverse, suddivisa in 266.445 piccole unità.</p>



<div style="height:40px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><em>JEMIBreview</em></p>



<p><em>Emma Salvadori</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>IL PRIMO MUSEO ITALIANO VISIBILE NEL METAVERSO</title>
		<link>https://jemib.it/il-primo-museo-nel-metaverso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2022 10:36:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso, NFT e blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[JEMIB]]></category>
		<category><![CDATA[metaverso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2022 la Biennale di Venezia sarà visitabile anche da remoto. Come? Sfruttando il Metaverso e una connessione online!</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/il-primo-museo-nel-metaverso/">IL PRIMO MUSEO ITALIANO VISIBILE NEL METAVERSO</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Biennale di Venezia è una delle prime <strong>fondazioni culturali italiane</strong> con sede nell&#8217;incantevole città di Venezia. Non è un semplice museo come molti potrebbero pensare, al suo interno si trovano infatti sia opere di natura figurativa che musicale, cinematografica e teatrale. È una delle meraviglie italiane più invidiate dai Paesi stranieri, che da oggi è possibile visitare anche all’interno del <strong>Metaverso</strong>.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le origini della Biennale di Venezia</strong></h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="288" height="175" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/biennale.jpg" alt="" class="wp-image-7886"/><figcaption><em>La Biennale di Venezia</em></figcaption></figure>



<p>La <strong>Biennale di Venezia</strong> ha alle spalle ben <strong>127 anni di storia</strong>: fin dal suo esordio nel mondo dell’arte si è posta all&#8217;avanguardia nella promozione di nuove tendenze artistiche e culturali, che l’hanno portata ad essere uno dei centri più visitati in tutto il mondo. Il nome <em>biennale </em>deriva dalla cadenza delle sue manifestazioni, che avvenivano appunto ogni due anni, e che mantengono tutt’oggi questa tradizione.</p>



<p>L’origine della sua fama mondiale risale al <strong>1895 </strong>con la <a href="https://www.labiennale.org/it/news/1932-la-prima-esposizione-internazionale-d%E2%80%99arte-cinematografica-dall%E2%80%99archivio-della-biennale-di#:~:text=La%20mostra%20a%20Ca'%20Giustinian,1934%20il%20nome%20di%20Mostra."><em>Prima Esposizione Internazionale d’Arte</em></a> attraversando poi tutto il ‘900 fino ad arrivare nel 2019 alla sua 58esima edizione. In quel periodo la <strong>Biennale </strong>si presenta come una vera e propria società di cultura che ha l’obiettivo di stimolare l’attività artistica dei pittori e di arricchire il mercato dell’arte nella città di Venezia e, quindi, di tutta Italia.</p>



<p>È proprio qui che nel <strong>1932 </strong>si è tenuta la <a href="https://www.labiennale.org/it/cinema/2022"><em>Mostra D’Arte Cinematografica</em></a>, il primo festival cinematografico mai organizzato nel mondo, che assieme al teatro e alla musica compone ancora oggi l’offerta culturale di questa fondazione.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le mostre e i musei riusciranno ad entrare nel Metaverso?</strong></h2>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="304" height="166" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/meta-1.jpg" alt="" class="wp-image-7888" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/meta-1.jpg 304w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/meta-1-300x164.jpg 300w" sizes="(max-width: 304px) 100vw, 304px" /><figcaption><em>Il Metaverso attraverso i nostri occhi</em></figcaption></figure>



<p>Prima di parlare di musei nella realtà virtuale, è necessario spiegare brevemente che cosa è il <strong>Metaverso</strong>: questo termine viene usato per indicare un qualsiasi mondo digitale aperto al pubblico.</p>



<p>Viene definito da <strong>Neal Stephenson</strong>, primo autore nel mondo ad utilizzare questo termine, come uno “<em>spazio tridimensionale nel quale le persone fisiche possono muoversi, condividere ed interagire”</em>. È però importante sottolineare che, al giorno d’oggi, non esiste un unico Metaverso, ma ci sono diverse realtà che sono collegate nella rete virtuale.&nbsp;Un altro dei termini più in voga del momento è <em>gamification, </em>ovvero il fatto di inserire, all’interno di un determinato contesto, elementi tipici dei videogiochi per riprodurre uno schema basato sulla sfida-ricompensa, che invoglia le persone a prenderne parte. Molti siti internet hanno già implementato questa soluzione per aumentare l’<strong>ER</strong> (Engagement Rate), e si sta pensando di applicare questa soluzione anche nei musei, per coinvolgere maggiormente i visitatori durante la loro visita.&nbsp;</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come sarà il futuro dei musei?</strong></h2>



<p>I musei e le mostre, sedi di una realtà storica intrinseca nella mente umana, sembrano essere qualcosa di davvero <strong>distante </strong>rispetto al mondo della <strong>realtà artificiale</strong> e <strong>virtuale</strong>, ma forse non è proprio così. Immaginate di potervi teletrasportare al Cairo, e poter visitare l’autentico Museo Egizio con tanto di guida nella vostra lingua, dalla comodità della vostra camera da letto. Potrebbe essere un modo completamente innovativo di vivere l’arte e la cultura, in grado di avvicinare le nuove generazioni che negli ultimi anni, sempre in numero maggiore, non visitano più i musei.</p>



<p>Stando infatti alle ricerche dell’ <a href="https://www.finestresullarte.info/attualita/visitatori-musei-italiani-statistiche-censimenti"><strong>ISTAT </strong></a>(Istituto Nazionale di Statistica) condotte nel 2016, si evince che <strong>7 ragazzi italiani su 9 non si sono mai recati a visitare un museo</strong>. A causa dell’emergenza sanitaria e dei conseguenti lockdown che ci hanno costretto a rimanere nelle nostre case, si stima che questo numero, purtroppo, sia ulteriormente cresciuto. Adottare una soluzione di questo tipo potrebbe permettere a molti più giovani, e non solo, di <strong>vivere la cultura</strong> italiana ed estera senza il bisogno di spostarsi fisicamente. Pensiamo agli anziani, impossibilitati dal muoversi dalla propria abitazione, che avrebbero la possibilità di <strong>visitare i musei di tutto il mondo</strong> senza spostarsi. Pensiamo ai giovani ragazzi delle scuole che potrebbero respirare l’aria di storia dei musei stando seduti sui banchi di scuola. D’altra parte è bene ricordare che tutta questa digitalizzazione del mondo culturale potrebbe avere degli aspetti negativi impattanti sul nostro modo di vivere. Sarebbe molto bello poter vedere i musei di tutto il mondo da casa propria, ma questo porterebbe ad un <strong>calo del turismo</strong> fatale per alcuni Paesi che vivono solo di quello. Molte compagnie che si occupano del <strong>trasporto pubblico</strong> potrebbero fallire, migliaia di persone che lavorano nel <strong>settore turistico</strong> perderebbero il loro lavoro, e alcune città del mondo rischierebbero di essere vuote.</p>



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<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Biennale nel Metaverso</strong></h2>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="295" height="171" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/visore.jpg" alt="" class="wp-image-7889"/><figcaption><em>Vedere i musei attraverso i visori</em></figcaption></figure>



<p>Quest’anno si svolge la 59esima edizione <a href="https://www.labiennale.org/it/arte/2022"><strong>Biennale Arte</strong></a> , una delle mostre più importanti e sentite sul territorio italiano. Quest’anno si tratterà di un’edizione particolare, in quanto sarà possibile trovarla anche nel <strong>Metaverso</strong>.&nbsp;</p>



<p>È la prima volta che in Italia accade una cosa simile, sarà infatti possibile visitare le numerose opere che saranno esposte nel museo, senza la necessità di recarsi a Venezia, ma semplicemente utilizzando il proprio PC.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Il Settimanale <a href="https://www.vanityfair.it/topic/biennale-di-venezia"><strong>Vanity Fair</strong></a><strong> </strong>presenta <strong>Meta Vanity, </strong>il primo Museo Virtuale in Italia, un luogo in cui è possibile osservare nel Metaverso delle opere uniche. Non appena si accede a questo mondo virtuale ci si catapulta in una stanza che prende ispirazione dal <strong>Pantheon di Roma</strong>, ovvero una grande stanza sormontata da una cupola aperta, che rappresenta il punto centrale dell’intera mostra. È poi possibile spostarsi in diverse stanze e corridoi, come se ci si trovasse in un museo vero e proprio, dove si possono vivere esperienze di conoscenza e intrattenimento. Vi sono numerose opere firmate dai <strong>19 artisti</strong> più emergenti della scena artistica-digitale e crypto-internazionale, che si presentano come dei veri e propri <strong>NFT </strong>(Non-Fungible Token), opere uniche ed irripetibili registrate su <strong>Blockchain.</strong></p>



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<p><em>#JEMIBreview</em></p>



<p><em>Aurora Pintarelli</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/il-primo-museo-nel-metaverso/">IL PRIMO MUSEO ITALIANO VISIBILE NEL METAVERSO</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
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		<title>METAVERSO CON VERSY</title>
		<link>https://jemib.it/metaverso-con-versy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2022 13:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[metaverso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il metaverso si avvicina sempre di più alla nostra quotidianità e, grazie a Versy, anche a quella di molte imprese. Scopriamo come con Piero Fioretti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/metaverso-con-versy/">METAVERSO CON VERSY</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Accedere ad un universo parallelo digitale si sta rivelando <strong>un’interessante opportunità</strong> per molte aziende e <strong><a href="https://www.versytechnologies.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Versy</a></strong> si occupa proprio di consegnare delle chiavi e una porta per il metaverso. </p>



<p>Secondo <a href="https://www.versytechnologies.com/post/why-do-brands-need-metaverses" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Versy</a> “il metaverso è un <strong>mondo digitale</strong> separato che si fonde con quello reale e fisico.” Combinando le funzioni dei social network e dei videogiochi, permette di immaginare e realizzare <strong>esperienze uniche</strong>, che possono assumere la forma perfetta per le finalità di chi ne acquisisce uno spazio. <br>La definizione operativa di <a href="https://www.mckinsey.com/business-functions/growth-marketing-and-sales/our-insights/value-creation-in-the-metaverse" target="_blank" rel="noreferrer noopener">McKinsey</a> ci permette di mettere a fuoco questo concetto.&nbsp;Da un lato “Il metaverso sembra essere qualunque cosa le persone immaginino” e può assumere le sembianze di una piattaforma di gioco, di uno strumento di formazione, di un canale pubblicitario e molto altro.  <br>Da un’altra prospettiva, presenta delle <strong>caratteristiche ricorrenti</strong>. Nella sua forma più elementare, fornirà sicuramente un senso di immersione, interattività in tempo reale e user agency. La visione completa del metaverso, invece, includerà anche interoperabilità tra piattaforme e dispositivi, concorrenza con migliaia di persone che interagiscono contemporaneamente ed esperienze di utilizzo estremamente variegate.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="235" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/Metaverso2.jpg" alt="" class="wp-image-7478" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/Metaverso2.jpg 700w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/Metaverso2-300x101.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>In una chiacchierata con <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/pierofioretti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piero Fioretti</a></strong>, CEO e founder di Versy, abbiamo approfondito il tema e l’importanza di estrarre valore dall’esperienza digitale.</p>



<p>Fioretti ha definito Versy <strong>“lo <a href="https://www.shopify.com/it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Shopify</a></strong> <strong>del metaverso”</strong>, o meglio, una piattaforma per costruire esperienze virtuali, no-code, gestita in autonomia dall’azienda cliente. Lavora con imprese per far sì che possano <strong>costruire un’esperienza per il proprio target</strong>, fruibile attraverso smartphone, tablet o pc, che lo renda più predisposto a legare con l’azienda stessa.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">“Non serve conoscere il codice” e “chiunque può costruire un metaverso con Versy”, ma come funziona la realizzazione? Qual è il ruolo del cliente?</h2>



<p>Versy è un <em>software as a service</em> in cui il codice è predisposto dal nostro team o da fornitori esterni. L’idea è permettere alle imprese che lo adottano di <strong>costruire un metaverso in 5 minuti</strong> e scegliere le esperienze fruibili dal proprio target, come inserire uno store, una galleria, riferimenti ai propri prodotti e infine scegliere quali analytics misurare.<br>La piattaforma comprende una parte opensource, quindi gli sviluppatori possono costruire <em>plugin</em> che vengono rivenduti a tutte le altre aziende che utilizzano Versy. <br>I <em>plugin</em> sono come dei <strong>moduli</strong> e possono essere composti dalle aziende clienti, per costruire il proprio metaverso. Senza scrivere codice, un’azienda può disporre dei moduli e delegare la gestione del proprio spazio virtuale al team marketing. In questo modo non è sempre necessaria la presenza di un team di sviluppo o di un team 3D, la modifica diventa più semplice, rapida e meno costosa. Il team di Versy può comunque supportare nella costruzione del metaverso, anche tramite agenzie marketing partner.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Perché un’azienda oggi dovrebbe cercare di entrare nel metaverso? Chi si rivolge a Versy?</h2>



<p>Versy lavora principalmente con <strong>agenzie marketing o web</strong>, perché realizzano uno spazio nel metaverso per i propri clienti. <br>Però, fornire il metaverso in sé è solo l’obiettivo iniziale, perché <strong>essere nel metaverso non basta</strong>. Infatti bisogna cercare di tirare fuori del valore, come dati, strumenti per creare engagement e convertire questa interazione positiva in clienti o membri attivi di una community. <br>Si rivolgono a Versy anche <strong>aziende dell’education o istituti</strong>, come il <a href="https://www.nyit.edu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">New York Institute of Technology</a>. Ad esempio possono sfruttare la piattaforma per realizzare laboratori nel metaverso. Pensiamo ad una lezione di <em>interior design</em>: un professore potrebbe <em>settare</em> lo spazio virtuale e permettere agli alunni di sperimentare gli effetti della disposizione in una stanza dei punti luce o dei vari pezzi di arredamento. <br>Collaboriamo anche con <strong>community</strong> alla ricerca di un posto nel metaverso per passare del tempo insieme e avere la possibilità di far incontrare le persone in un ambiente che dà un senso di connessione più forte rispetto ad una chat online. <br>Abbiamo anche realizzato delle <strong>esperienze gamificate</strong>, come un <em>escape room</em>, che è ambientata in una cucina e lungo il percorso, durante la risoluzione degli enigmi, compaiono i prodotti dell’azienda, in stile <em>branded content</em>. Alla fine del percorso si raggiunge un’area in cui si riceve un buono sconto e si incontrano virtualmente altre persone che hanno raggiunto la fine del gioco. <br>Questo tipo di contatto modifica l’immagine dell’azienda, perché si conosce un marchio in un mondo colorato, tramite un’esperienza che dovrebbe essere positiva e divertente.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Quanto è importante e difficile da realizzare l’interconnessione “dei metaversi”?</h2>



<p>A volte diciamo che “crei il tuo metaverso”, ma non è proprio così, Versy ti dà gli strumenti per <strong>creare il tuo spazio nel metaverso</strong>, allo stesso modo di come puoi creare il tuo sito su internet, non il tuo internet. Rendere gli spazi nel metaverso <strong>interconnessi</strong> è relativamente semplice, il problema più importante è connettere in entrambe le direzioni ambienti realizzati da diverse piattaforme. Ad esempio tramite Versy puoi mandare persone in Decentraland, ma se non ci fosse un collegamento da Decentraland a Versy, non sarebbe possibile fare il contrario, ovvero riportarle indietro. <br>In realtà il problema principale “dei metaversi” è <strong>l’interoperabilità</strong>. <br>Se personalizzassi il mio avatar, comprando dei vestiti, gioielli o accessori, potrei incontrare problematiche nello spostamento su altre piattaforme. Questo avviene perché il <strong>protocollo</strong> con cui sono realizzate le grafiche è diverso per ogni metaverso, quindi non tutti gli elementi che ho acquistato in uno spazio, possono essere visualizzati perfettamente anche negli altri mondi. <br>Per superare questo problema, si sta cercando di sviluppare un <strong>protocollo unico o </strong>perlomeno <strong>comune</strong>, che faccia sì che tutti questi metaversi possano parlarsi e si possano portare oggetti da una parte all’altra. La soluzione tuttavia è tutt’altro che semplice. Pensiamo ad esempio a <strong><em>Sandbox</em></strong>, un mondo virtuale che si presenta a <em>voxel</em>, ovvero pixel cubici, come Minecraft. Come si potranno rendere dei dettagli piccolissimi, come un braccialetto, in un mondo progettato con una grafica meno realistica? <br>Un altro rischio è rovinare<strong> un mondo pensato diversamente</strong>: se comprassi un’auto in un metaverso e mi spostassi in un altro spazio virtuale, ambientato nel Medioevo e mi muovessi in automobile, l’ambientazione perderebbe di senso. <br>Sia interconnessione che interoperabilità sono aspetti <strong>vantaggiosi sia per i clienti</strong>, perché rendono l’esperienza più fluida, <strong>sia per le aziende</strong>, che possono trarre vantaggio dalla circolazione dei propri prodotti in diversi spazi virtuali.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Quali sono, se ci sono, gli aspetti negativi del metaverso?</h2>



<p>Tutte le tecnologie possono essere usate per fare del bene o del male, non è la tecnologia in sé ad essere positiva o negativa. Allo stesso modo i problemi del metaverso dipenderanno da quello che le aziende e i creativi realizzeranno, non dal metaverso stesso. <br>Un primo esempio può essere <em>harassment</em>, che ha portato ad introdurre un raggio di distanza minimo tra ogni avatar. <br>Qualcuno potrebbe sviluppare una sorta di <strong>dipendenza</strong> nello stare nel metaverso: se riesci a stare molto meglio nel mondo virtuale, il rischio è smettere di curarsi della realtà fisica. Questo può portare ad isolamento, stress e depressione. <br>Il fenomeno dei <strong>leoni da tastiera</strong> è molto più potente, perchè da un lato chi aggredisce può proteggersi con l’anonimato, spingendosi anche verso comportamenti che non adotterebbe nel mondo fisico, dall’altro lato chi subisce una violenza verbale, vive un’esperienza più forte emotivamente perchè gli insulti online sono più pesanti nel metaverso. Per contrastare questi fenomeni ci potrebbe essere la possibilità di bloccare le persone che infastidiscono. Dal punto di vista di un’impresa, entrare nel metaverso è costoso, richiede moltissimo tempo e l’uso della blockchain, ancora poco adottata.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="904" height="685" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/Metaverso3.jpg" alt="" class="wp-image-7479" srcset="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/Metaverso3.jpg 904w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/Metaverso3-300x227.jpg 300w, https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/09/Metaverso3-768x582.jpg 768w" sizes="(max-width: 904px) 100vw, 904px" /></figure>



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<p>È stato un piacere approfondire il tema con Piero Fioretti, che ringraziamo molto per gli spunti interessantissimi e per averci guidato nel dietro le quinte di un business innovativo!</p>



<p>Abbiamo raccolto alcuni consigli dal team di Versy, per approfondire il tema:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Blog “<a href="https://medium.com/building-the-metaverse/latest" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Building the metaverse</a>”</li><li>Profilo Linkedin di <a href="https://www.linkedin.com/in/riadipiacentinimetaversenftstartup/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Riadi Piacentini</a> </li><li>Profilo Linkedin di <a href="https://www.linkedin.com/in/antony-vitillo-vr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antony Vitillo</a></li></ul>



<p>Per chi è più appassionato:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Articolo “<a href="https://sunscrapers.com/blog/what-metaverse-means-for-software-developers/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">What Metaverse Means for Software Developers?</a>” </li><li>Canale <a href="https://www.youtube.com/c/SuboptimalEng" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Suboptimal Engineer</a></li></ul>



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<p><em>#JEMIBreview</em></p>



<p><em>Giulia Furlan</em></p>
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		<title>MODA E METAVERSO: LA FUSIONE TRA INNOVAZIONE, TECNOLOGIA E CREATIVITÀ</title>
		<link>https://jemib.it/moda-e-metaverso-la-fusione-tra-innovazione-tecnologia-e-creativita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2022 15:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Metaverso, NFT e blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[JEMIB]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[metaverso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Metaverso e moda, gaming e fashion week. Argomenti sempre più attuali, legati all mondo della realtà virtuale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos’è il metaverso?</strong></h2>



<p>Metaverso: si tratta di un qualcosa del quale si sente parlare ormai quotidianamente. Il termine non è tuttavia nuovo: il primo riferimento a un cosiddetto “metaverso” risale infatti agli anni ‘90, periodo nel quale venne pubblicato il libro <em>Snow Crash</em> di Neal Stephenson. All’interno del volume, il metaverso coincideva con la possibilità di assumere una forma tridimensionale attraversando mondi virtuali, tramite il web.</p>



<p>Nella modernità, il metaverso ha assunto delle connotazioni differenti: non si tratta più di un mondo solamente virtuale e separato, ma di una fusione dello stesso con la realtà. Per usare una terminologia più precisa, il metaverso è definibile come uno <strong>spazio virtuale tridimensionale</strong>, all’interno del quale gli utenti possono interagire con altre persone, con il contesto e con gli oggetti presenti, impersonando degli avatar. Un nuovo ecosistema digitale.</p>



<p>Oggi ad avere il maggiore dominio sul metaverso è Mark Zuckerberg, il già celebre fondatore di Facebook. Nel 2021 Zuckerberg ha annunciato il rebranding della compagnia<strong> Facebook, Inc.</strong> in <strong>Meta Platforms, Inc.</strong>, raccogliendo al di sotto di un solo gruppo Facebook, Instagram, Whatsapp e Messenger.</p>



<p>Per utilizzare il metaverso è necessario iscriversi alle piattaforme in grado di dare tale servizio (quali Horizon Worlds, Sandbox, Decentraland e Roblox per citarne alcune, senza dimenticare la celebre Epic Games con Fortnite). Gli altri requisiti sono piuttosto semplici ed ovvi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>una connessione internet;</li><li>uno smartphone o computer;</li><li>un visore VR o AR per le esperienze che lo richiedono;</li></ul>



<p>Gli ambiti di applicazione sono numerosi e spaziano dalla moda al gaming, dal turismo all’istruzione, fino al mondo del lavoro. Nel dettaglio, moda e gaming hanno sviluppato una stretta connessione nel tempo, portando il mondo del fashion a un livello assolutamente alternativo rispetto alle classiche passerelle.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Moda e gaming: come si è evoluto il concetto di moda nel metaverso?</strong></h2>



<p>Fortnite, The Sims, League of Legends, ma non solo. Sono decine di migliaia i videogiochi nei quali è possibile personalizzare il proprio personaggio; in gergo, le vesti dell’avatar digitale sono definite <em>skins</em>. Inoltre (anche prima dell’avvento del metaverso) già molti siti di gaming davano la possibilità di acquistare beni e oggetti con la moneta della piattaforma; una sorta di spazio ideale per le case di moda per promuovere i propri capi.</p>



<p>Uno dei primi brand a cavalcare l’onda del metaverso è stato Louis Vuitton, “vestendo” i protagonisti del videogioco League of Legends. Similmente ha agito Balenciaga, marchio che nel mese di settembre 2021 ha lanciato nello store del gioco quattro nuove skins e una serie di oggetti, anticipando l’uscita della collezione reale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/07/photo5931293469081451159.jpg" alt="" class="wp-image-21695"/><figcaption><br><em>Louis Vuitton x League of Legends</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I brand che sfruttano la tecnologia</strong></h2>



<p>Di giorno in giorno il numero di marchi di moda che fanno il loro ingresso nel metaverso aumenta: non solo brand di lusso (quali Balenciaga e Louis Vuitton) ma anche firme di fasce minori.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>NIKE.</strong> Ha esordito nel metaverso con Nikeland, un mondo virtuale realizzato all’interno di Roblox, dove gli utenti possono giocare e contemporaneamente vedere e provare in anteprima i prodotti del marchio.</li><li><strong>ADIDAS.</strong> Sfruttando la piattaforma Sandbox, Adidas ha realizzato una linea NFT, chiamata “Into the Metaverse”. Gli utenti hanno la possibilità di acquistare (con un’apposita valuta) alcuni oggetti speciali, partecipando anche attivamente alla realizzazione di nuovi prodotti per il brand.</li><li><strong>H&amp;M.</strong> Il colosso di abbigliamento svedese ha avviato di recente una collaborazione con Ceek, una società specializzata in servizi digitali. Con essa, ha aperto uno store virtuale, dove gli utenti (con un visore per la realtà virtuale) potranno accedere liberamente al negozio, acquistando gli abiti con dei Ceek Coin, una criptovaluta.</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La fashion week</strong></h2>



<p>Tra i vari universi digitali esistenti, <em>Decentraland </em>sembra essere quello favorito per lo sviluppo della moda virtuale. Favorito al punto da essere stato scelto per ospitare la prima <strong>Metaverse Fashion Week</strong> (MVFW) della storia. Quest’anno infatti, in aggiunta ai tradizionali appuntamenti fisici nelle città di Milano, Londra, Parigi e New York, diversi brand hanno optato per presenziare anche in un’ulteriore settimana “digitale”.</p>



<p>L’organizzazione della Metaverse Fashion Week è stata ispirata direttamente agli eventi e ai luoghi reali: gli utenti avevano infatti la possibilità di muoversi all’interno di diversi quartieri, tra pop-up store, installazioni artistiche, concerti, panel di discussione del settore, afterparty e, ovviamente, sfilate di moda. Non solo: gli utenti avevano anche la possibilità di acquistare abiti e accessori griffati per i propri avatar, tramite criptovalute. Ulteriore novità è stata la vendita di NFT (non-fungible tokens) creati da alcuni marchi, quali Diesel e Balenciaga.</p>



<p>Gli eventi hanno avuto luogo dal 23 al 27 marzo 2022, sulla piattaforma ancora accessibile, da <a href="https://mvfw.org/">qui</a>. La kermesse ha visto la partecipazione di oltre 50 brand, con nomi di spicco quali Elie Saab, Hugo, Dolce &amp; Gabbana, Karl Lagerfeld, Roberto Cavalli, solo per citarne alcuni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il caso MetaBirkins</strong></h2>



<p>Birkin, Hermès; per gli appassionati di moda, un’icona assoluta. La Birkin è infatti uno degli iconici modelli di borse della maison, con ogni modello prodotto venduto a cifre da capogiro (uno ha raggiunto il costo di 112mila euro). Con una fama del genere, è normale che abbia fatto scalpore quanto realizzato da Mason Rothschild, artista digitale di los Angeles. L’uomo ha infatti creato e venduto in forma di NFT una collezione di 100 (così ribattezzate) <strong>MetaBirkin</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/07/photo5931309832906848696-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-21696"/><figcaption><em>MetaBirkins</em></figcaption></figure>



<p>Tale atto ha innescato però una reazione a catena, che ha portato prima alla denuncia per violazione dei diritti sul marchio Hermès e, in seguito, alla valutazione dell’introduzione di una serie di regole per il Metaverso. Un argomento che tuttora non ha trovato risposte certe, restando in bilico tra libertà espressiva e contraffazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Positivo e negativo</strong></h2>



<p>Oltre al pericolo di contraffazione, uno dei maggiori dubbi riguardo alla moda nel Metaverso riguarda il possesso effettivo degli abiti e accessori lì acquistati: sarà davvero sufficiente, per i clienti, possedere determinati oggetti solamente in modalità virtuale?</p>



<p>Nell’attesa di scoprire la soluzione al quesito, sono emersi anche risvolti positivi riguardo al come la moda virtuale potrebbe migliorare l&#8217;ambiente nel quale viviamo. L’industria della moda è la seconda più inquinante al mondo: la stessa fashion week produce un enorme impatto ambientale. Lo spostamento di questo evento online sarebbe già un primo passo per limitare l’impatto dell’uomo sull’ecosistema. Un ulteriore step potrebbe essere il lancio dei nuovi capi di moda inizialmente nel Metaverso, con la possibilità di acquistarli, producendo poi dal vero solo il numero di abiti effettivamente acquistati. Così che anche il mondo della moda possa procedere verso un futuro di maggiore sostenibilità.</p>



<p><em>#JEMIBreview</em></p>



<p><em>Emma Salvadori</em></p>
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		<title>IL MONDO DEL LAVORO NEL POST-PANDEMIA E NEL (META)FUTURO</title>
		<link>https://jemib.it/il-mondo-del-lavoro-nel-post-pandemia-e-nel-metafuturo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2022 11:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso, NFT e blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[metaverso]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell'evento di donne-Impresa tenutosi a Brescia, JEMIB ha potuto vedere come cambia il mondo del lavoro con le nuove tecnologie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://jemib.it/il-mondo-del-lavoro-nel-post-pandemia-e-nel-metafuturo/">IL MONDO DEL LAVORO NEL POST-PANDEMIA E NEL (META)FUTURO</a> proviene da <a href="https://jemib.it">JEMIB Junior Enterprise Milano Bicocca</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Data: 19 maggio 2022</p>



<p>Luogo: Museo di Santa Giulia, Brescia.</p>



<p>Ho avuto l’occasione e il piacere di partecipare all’evento Donne impresa, ho raccolto degli spunti che vorrei condividere in questo articolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Smontare falsità per conquistare l’indipendenza femminile</h2>



<p>La prima parola è andata alla professoressa Elsa Fornero (Economista e Professoressa presso l’università di&nbsp; Torino). Tra gli argomenti trattati, la docente Elsa Fornero si è occupata di sottolineare quanto in Italia manchi la concezione diffusa di donna indipendente, di quanto non sia dato valore a questa concezione, e del così detto “Paternalismo” sia in ambito familiare che in ambito politico (soprattutto nel Mezzogiorno). La professoressa ha ritenuto importante smontare alcuni luoghi comuni: per esempio la concezione che le donne rubino il <strong>lavoro</strong> agli uomini, che le donne siano solo madri e mogli, e che lavorando le donne abbassino il loro tasso di fecondità (tutte affermazioni false). Ha poi dichiarato di aver cambiato la propria concezione, in maniera positiva, sulle quote. Infine ha colto l’occasione di sottolineare la ricerca scientifica e i propri studi che hanno supportato la <strong>riforma</strong> sulle <strong>pensioni </strong>per la quale ex-ministra è spesso criticata. Per concludere ha messo in luce l’importanza di un’educazione finanziaria delle donne, per esempio utile a emanciparsi e non dover ricorre a strozzini e usurai per prestiti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5834761480648637231-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-21600"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le donne non rubano opportunità agli uomini, ma le creano.</h2>



<p>La parola è poi passata alla Consigliera di Parità della Regione Lombardia Anna Maria Gandolfi, che ha sottolineato come in realtà la concezione di una donna che lavorando ruba il lavoro agli uomini è proprio sbagliata, in quanto si stima che l’assunzione di una donna crei in realtà nuove opportunità favorendo un occupazione maggiore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conoscenza, Tecnologia e Organizzazione</h2>



<p>L’head of Human Resources di <strong>Banca Mediolanum</strong> Antonio Gusmini, ha cominciato con il sottolineare quanto raccogliere dati sia essenziale per migliorare e mantenere la <strong>Tecnologia</strong>, di come il lavoro delle donne sia una grandissima opportunità e dichiarando che stabilire degli obiettivi è essenziale. Si è chiesto poi come sia possibile invertire il <strong>trend,</strong> la risposta risiede nell’educazione finanziaria nelle scuole.</p>



<p><strong>METAVERSO ed NFTs</strong>: le domande si sono concentrate su quali opportunità si possono creare da queste nuove realtà, “è molto più facile demonizzare che comprendere, il diritto ha sempre inseguito la Techne” ha dichiarato Gusmini. Chiarendo come in realtà le regolamentazioni in questo mondo arriveranno in maniera consistente non appena i vari “meta-versi” (dato che non ne esiste solo uno) prenderanno piede, si parla comunque di futuro, non di un presente immediato, ma appunto di un futuro imminente. L’ head of HR di banca Mediolanum ha specificato come l’uso di <strong>NFT</strong>s sarà, secondo lui, di largo impiego in un mondo sempre più connesso; non solo nel mondo virtuale ma anche nel mondo fisico, Gusmini infatti ha dichiarato:” Credo fortemente sugli NFTs nel mondo fisico”. Perché gli <strong>NFT</strong>s sono così <strong>rivoluzionari</strong>? Beh, perché cambiano un paradigma fondamentale:”i consumatori possono diventare <strong>rivenditori </strong>immediatamente, inoltre questo abbassa i costi fissi.&#8221;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il networking e l’efficienza in Italia. I giovani, la risorsa più importante, vengono messi in secondo piano</h2>



<p>Lady Manager e <strong>innovatrice, Maria Moreni</strong> ha trattato il tema dell’<strong>innovazione</strong> ed <strong>efficienza</strong> facendo un confronto tra città italiane e cinesi, parlando di come in Cina si siano fatti grandi investimenti in nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, sia nell’urbanistica ma anche in impresa, ha sottolineato come in Italia, se si continuerà a pensare sulla piccola scala, in termini di impresa, si andrà sicuramente verso un’efficienza sempre minore. L’innovatrice Maria Moreni ha proseguito parlando di come in Italia siamo in media effettivamente poco efficienti e ci si perda troppo in chiacchere, portando nella conferenza una divertente concezione delle riunioni in Cina:” Una riunione di più di un’ora, non è una riunione ma un sequestro di persona”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5834761480648637232-1024x699.jpg" alt="" class="wp-image-21601"/></figure>



<p>La lady Manager Maria Moreni ha posto l’attenzione su come in Italia non esista una rete di</p>



<p><strong>Networking</strong>, di come l’innovazione passi sempre dalla <strong>comunicazione</strong>, di come i <strong>giovani </strong>siano una <strong>risorsa</strong>, e ha messo in luce il fatto che se, nel mondo del lavoro, qualcosa nel mondo del mondo del lavoro il <strong>Gender- pay-Gap</strong> sarà ancora molto presente. Infine ha posto l’attenzione su come sia essenziale digitalizzare la Pubblica Amministrazione e quindi di renderla User-fliendly.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutele, Incarichi, delle Donne in Magistratura </h2>



<p>La seconda parte dell’evento ha visto la partecipazione di Anna Tripoli di Confindustria di Brescia, la professoressa Tripoli tramite una serie di dati ha messo in luce una tendenza, più visibile al Nord che nel Sud, degli ultimi decenni: sempre più <strong>magistrate</strong>. In particolare le donne sono più presenti negli incarichi semidirettivi che in quelli direttivi, quest’ ultimo rappresenta un incarico molto stressante. Anna ha parlato di numerose circolari del consiglio di Magistratura, di come si sia fatto molto per la protezione del ruolo ricoperto dalle donne che entrano in <strong>maternità</strong>, e in ambito genitoriale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/06/photo5834761480648637234-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-21603"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Italia e Svezia due realtà ancora lontane.</h2>



<p>Nadia Chaieb, HR director di Barilla, ha cominciato portando alla luce un fatto che a noi italiani sembra sconcertante: nel Welfare svedese è compresa la Zumba. Nadia ha sottolineato come in Svezia l’occupazione femminile sia maggiore di quella italiana, per le donne svedesi occuparsi dei figli e conciliare questo con la vita lavorativa è possibile, parlando anche di come invece in <strong>Italia </strong>creare una <strong>famiglia</strong> sia diventato un lusso. Bisogna far sì che per entrambi i genitori sia molto semplice prendersi cura degli interessi dei loro figli, per esempio tenendo aperte le scuole dell’infanzia in orari che siano vantaggiosi per le mamme e i papà in modo che non siano costretti a fare salti mortali per uscire dal lavoro, affrontare il traffico e la distanza, prendere i figli da scuola e fare la spesa. La soluzione che ha menzionato Nadia è quella di avere degli asili molto vicini agli uffici. In <strong>Svezia</strong> inoltre avere una babysitter oppure occupare i nonni con i loro nipoti, non è visto così bene come in Italia, poiché è comune pensare che siano i genitori a doversi occupare dei loro figli in modo da avere un vero ambiente famigliare a tutti gli effetti, tutto questo si ottiene con la flessibilità e la flessibilità si ottiene solamente con la fiducia.</p>



<p>In Conclusione, ho avuto l’occasione di accrescere ulteriormente la mia consapevolezza sul tema, e di conoscere donne e uomini che mi hanno arricchito, è necessario cambiare il mondo del lavoro, creare una vera indipendenza femminile, perché un paese dove il 50% delle donne non lavora è un paese che corre verso lo sviluppo ma con una gamba sola.</p>



<p></p>



<p><em>Luis Di Campo </em></p>



<p><em>#JEMIBreview</em></p>
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		<title>ON METAVERSE: IL PRIMO EVENTO SUL METAVERSO IN ITALIA</title>
		<link>https://jemib.it/on-metaverse-il-primo-evento-sul-metaverso-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2022 11:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso, NFT e blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[metaverso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>BTO ha contribuito ad organizzare il primo evento sul Metaverso in Italia al quale alcuni degli associati di JEMIB hanno partecipato.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>BTO </strong>è un’azienda che si occupa di fornire <strong>consulenze </strong>tecnologiche e organizzative nel processo di <strong>Digital Transformation</strong> alle startup nascenti. È una delle aziende italiane più innovative, composta da un team giovanile e fresco, che ha a cuore il futuro dei giovani ed è pronta a sostenere nella crescita le nuove startup italiane.</p>



<p>Nel concreto <strong>BTO </strong>permette alle piccole imprese di innovarsi in ambito tecnologico, accompagnandole nel loro <strong>Digital Transformation Journey</strong> e aiutandole a differenziarsi rispetto ai competitor.</p>



<p>La settimana scorsa BTO ha aiutato <em>Anothereality</em> ad organizzare il <strong>primo evento in Italia</strong> inerente alla trasformazione digitale proprio all’interno del Metaverso, durante il quale i maggiori esponenti del settore hanno fatto conoscere questa realtà che sembra essere così lontana dalle nostre vite, ma che in realtà non lo è affatto.</p>



<p>Alcuni dei nostri associati hanno avuto l’opportunità di parteciparvi, tra cui <strong>Alessandra Galbusera</strong>, che oggi abbiamo deciso di intervistare per farci raccontare nel dettaglio come si è svolto questo incredibile evento.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Ciao Alessandra, potresti spiegarci l’evento ON/METAVERSE?</em></h2>



<p>Lo scorso anno, in occasione del <strong>JBG</strong> 2021, BTO si è avvicinata a JEMIB, e da quel momento ha accompagnato la nostra associazione in diversi progetti ed eventi. Lo scorso venerdì ha dato l’opportunità ad alcuni di noi di partecipare all’evento <strong><em>ON/METAVERSE SUMMIT</em></strong> al quale abbiamo deciso entusiasti di prendere parte, curiosi di quello che saremo andati a scoprire.&nbsp;</p>



<p>L’evento si è svolto in <strong>modalità ibrida</strong>, da una parte in presenza mentre dall’altra online: noi abbiamo partecipato online tramite una piattaforma creata da <em>Superstudio Events</em>, la quale ha fornito ai partecipanti lo spazio fisico e virtuale per poter prendere parte a questo evento. Le persone che hanno seguito da casa hanno creato il proprio avatar nel Metaverso e si sono interfacciate con gli altri iscritti tenendo delle vere e proprie conversazioni. All’interno della piattaforma c’erano diversi <strong>stand</strong>, ognuno dei quali rappresentava un partner, e al centro un teatro all’interno del quale era possibile assistere all’evento. Ci sono stati diversi <strong>speaker </strong>che hanno affrontato il tema del Metaverso da diversi punti di vista, dando una <strong>visione</strong> <strong>globale </strong>di ciò che rappresenta questa realtà.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Il metaverso era qualcosa di completamente nuovo per te?</em></h2>



<p>Dal punto di vista teorico questo non è il mio primo incontro con il Metaverso: si tratta di un argomento molto diffuso che in questi ultimi anni sta iniziando ad <strong>entrare nel concreto nelle nostre vite</strong>, e che sta iniziando ad intaccare il modo in cui viviamo. Dal punto di vista pratico invece sì, è stato il mio primo evento sul Metaverso, il quale mi ha permesso di sentire le <strong>diverse opinioni </strong>di grandi esperti nel settore, di conoscere i risvolti che stanno attorno e di<strong> entrare fisicamente in questo mondo.</strong>&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Questa esperienza all’interno della realtà virtuale ha <strong>influenzato positivamente</strong> il mio pensiero perché sembra un mondo così distante rispetto a quello in cui viviamo ogni giorno, ma non appena si ha l’occasione di vederlo con i propri occhi e di sperimentarlo, la prospettiva cambia radicalmente.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Quali attività avete avuto l’occasione di sperimentare all’interno del Metaverso?</em></h2>



<p>All’inizio dell’evento abbiamo creato il nostro <strong>avatar</strong> in modo che potessivo spaziare per il Metaverso e avere un’identità. Ci siamo <strong>interfacciati con gli altri partecipanti</strong>, assistendo addirittura a delle call istantanee, e abbiamo visitato gli stand dei diversi partner. All’interno del teatro era invece possibile seguire l’evento, ovvero ascoltare gli interventi dei diversi speaker e fare delle domande sugli aspetti che non ci erano chiari.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/05/photo5983464909272365182-1-1024x583.jpg" alt="" class="wp-image-21555"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Qual è la cosa che ti ha lasciato a bocca aperta tra tutte quelle che hai visto?</em></h2>



<p>Tra tutte le cose che ho avuto l’opportunità di vedere e sperimentare, quella che mi ha lasciato più a bocca aperta è stato l’intervento di <em>Artur Sychov</em>, CEO di <em>Somnium Space</em>, un’azienda che ha creato la propria attività nel Metaverso. <em>Sychov </em>ci ha spiegato qual è il valore degli <strong>NFT </strong>(Not Fungible Tockens) all’interno del Metaverso, e di capire concretamente cosa significa possedere l’assoluta proprietà di un oggetto. Tra tutti gli speaker che ho sentito, lui mi ha lasciato il segno, perché è stato in grado di togliermi ogni dubbio riguardo il mondo del Metaverso, facendoci vedere cosa significa concretamente vivere questo tipo di realtà.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Pensi che questo mondo sia vicino o lontano dalla nostra realtà?</em></h2>



<p>Questo mondo può inizialmente sembrare molto lontano da noi, ma in realtà non è così. Dopo aver <strong>toccato con mano questa realtà,</strong> e grazie alle parole degli speaker, ho capito che questo è un <strong>mondo prossimo a noi</strong>, che impatterà sulle nostre vite non in modo superficiale, ma diventerà una <strong>presenza preponderante</strong> sia nella nostra <strong>vita privata</strong>, che in quella <strong>lavorativa</strong>. Già oggi molte aziende stanno creando degli eventi nel metaverso, o utilizzano nuove prospettive come gli <strong>NFT </strong>o <strong>Blockchain </strong>per aumentare la loro competitività all’interno del mercato globale. E ci sono degli <em>influencer </em>che stanno acquistando degli NFT nel metaverso che permetterà loro di essere influenti anche all’interno della realtà virtuale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/05/photo5983464909272365186-1-1024x583.jpg" alt="" class="wp-image-21554"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Secondo te questo tipo di eventi sono utili alle aziende che si lanciano nel mercato digitale?</em></h2>



<p>Penso che questo tipo di eventi siano molto utili alle aziende, sia a quelle che si lanciano nel <strong>mercato </strong>sia<strong> digitale </strong>che<strong> offline</strong>. Tutti i settori devono essere <strong>al passo con queste tendenze</strong> del mondo digitale e virtuale, in modo da tenere alta la loro competitività. All’evento ho potuto vedere con i miei occhi che non c’erano solo aziende specializzate in ambito tecnologico, ma c’erano anche altri tipi di realtà come<em> Rai Cinema</em>, che pur essendo un’azienda così affermata e radicata, ha capito che deve stare al passo con i tempi per poter sopravvivere.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Il Metaverso è una realtà che si avvicina al mondo delle Junior Enterprise?</em></h2>



<p>Le <strong>Junior Enterprise</strong>, essendo associazioni composte da studenti universitari, hanno l&#8217;obiettivo di continuare a formarsi ed imparare cose nuove. Per entrare e capire ciò che sta dietro il Metaverso è necessario acquisire delle competenze specifiche, che <strong>possiamo </strong>e <strong>dobbiamo </strong>apprendere. Siamo una generazione che non ha paura di mettersi in gioco, con la voglia di conoscere nuove realtà, ed è per questo che siamo molto stimolati a <strong>capire come funzionano</strong> le realtà come il Metaverso. <strong>Siamo il futuro</strong>, sentiamo il dovere morale di formarci, partecipare ad eventi e training che riguardano questo tema e ascoltare podcast che ci danno la possibilità di comprendere a pieno questo nuovo modo di interpretare la vita.</p>



<p>Secondo me, ad oggi, lo stiamo facendo sia in modo <strong>passivo</strong>, ovvero leggendo articoli o ascoltando i grandi esperti del settore, che in modo <strong>attivo </strong>scrivendo articoli, creando degli eventi a tema o partecipando ad attività proprio come questa.&nbsp;</p>



<p>Siamo molto smart e curiosi, chi lo sa se magari tra qualche anno anche le Junior Enterprise italiane avranno il loro spazio all’interno del Metaverso, io me lo auguro di cuore!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em>Ti andrebbe di consigliarci un libro o un video per far conoscere anche a noi il Metaverso?</em></h2>



<p>Per conoscere meglio questa realtà vi consiglio di leggere il libro “<em>Futuri Possibili</em>” di Lorenzo Capannari, CEO di <em>Anothereality</em>. Questo libro mi ha aiutato ad essere preparata per quello che avrei visto all’evento, e mi ha permesso di essere più consapevole sul futuro che ci attende. Per chi non ama leggere consiglio la visione di due Ted Talk, il primo tenuto da Arthur Sychov che trovate <a href="https://www.youtube.com/watch?v=odbqlASYv9E">qui</a>, mentre l’altro tenuto da George Bloom che potete vedere <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ZjwjomAPMlw">qui</a>.</p>



<p>Ringraziamo infinitamente Alessandra per questa intervista, è stata molto chiara nelle spiegazioni e ha permesso anche a noi che non abbiamo partecipato, di vedere un piccolo pezzo che compone il Metaverso.</p>



<p><em>Aurora Pintarelli </em></p>



<p>#JEMIBreview</p>
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		<title>NFT E METAVERSO: COME I BIG PLAYER DEL FASHION STANNO COGLIENDO LE NUOVE OPPORTUNITÀ DIGITALI</title>
		<link>https://jemib.it/nft-metaverso-e-fashion/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jemib_admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 14:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso, NFT e blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[fashion e metaverso]]></category>
		<category><![CDATA[gucci]]></category>
		<category><![CDATA[metaverso]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'emergere dei non-fungible Tokens (NFT) è un'opportunità per i brand del settore fashion. Come si stanno affacciando i big player al metaverso?</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l&#8217;avanzare della tecnologia, la linea che separa l&#8217;esperienza online da quella offline sta iniziando a svanire. I brand del settore fashion sono stati tra i primi a cogliere l’opportunità di creare una customer experience sempre più immersiva entrando nel nuovo spazio tridimensionale: il Metaverso. La Multiverse Fashion Week (MVFW), che si è tenuta dal 24 al 27 marzo 2022, è stata un chiaro esempio di come i brand stiano riuscendo ad integrare sempre di più il mondo fisico con quello digitale. In quattro giorni di moda ‘’virtuale’’, i big player hanno organizzato eventi fashion per presentare le loro collezioni di NFT <em>(Non Fungible Token).</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/04/MVFW-1024x356.jpg" alt="" class="wp-image-21530"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è il metaverso</strong></h2>



<p>Facciamo un passo indietro, ripercorrendo l’evoluzione di questo trend. Il termine <em>metaverso</em> è stato coniato nel 1992 da Neal Stephenson nel suo romanzo <em>Cyberpunk Snow Crash</em> per indicare uno spazio tridimensionale all&#8217;interno del quale persone fisiche possono muoversi, condividere e interagire attraverso avatar personalizzati.</p>



<p>Quando, nell’ottobre del 2021, Mark Zuckerberg ha annunciato il cambio di nome di Facebook in <em>Meta</em>, comunicando l’avvio di un nuovo progetto, si è scatenato un interesse globale nei confronti di questa nuova frontiera del digitale. Successivamente altre imprese, come Microsoft, hanno comunicato l’intenzione di sviluppare nuovi progetti per integrare le funzionalità dei loro servizi nel metaverso.</p>



<p>“Metaverso” è un termine composto da due parole: <em>meta</em> e <em>verso</em>. Per definizione, con <em>meta</em> si indica il <em>portarsi oltre</em>, ovvero entrare in un mondo parallelo rispetto al nostro (la realtà virtuale). <em>Verso</em>, com’è facile intuire, indica l’universo stesso.</p>



<p>Il metaverso rappresenta un passo in avanti rispetto alla realtà virtuale: gli utenti vi posso accedere tramite visori 3D che permettono di vivere delle esperienze immersive. Attraverso la creazione di avatar realistici è possibile incontrare altri utenti, creare oggetti o proprietà virtuali, indossare prodotti e accessori digitali, assistere a concerti e conferenze. L’obiettivo è colmare il divario tra l&#8217;esperienza umana vissuta nello spazio fisico e il potenziale creativo ed espressivo illimitato della tecnologia digitale.</p>



<p>Ma quali sono i vantaggi di prendere parte a questo nuovo mondo? Le aziende possono creare prodotti digitali esclusivi, come gli NFT: oggetti digitali la cui proprietà viene certificata grazie all’utilizzo della tecnologia blockchain e che sono acquistabili e rivendibili utilizzando le criptovalute.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come accedere al Metaverso</strong></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/04/Visore-3D-1024x441.jpg" alt="" class="wp-image-21531"/></figure>



<p>Per accedere al Metaverso è sufficiente creare un account in una delle piattaforme del mondo virtuale. Le più utilizzate, ad oggi, sono Decentraland, Sandbox e Stageverse.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Decrentraland</strong> è una piattaforma basata su browser che dà vita ad un mondo digitale dove gli utenti iscritti possono acquistare appezzamenti di terreno virtuali tramite la criptovaluta MANA, che utilizza la blockchain di Ethereum. È stata aperta al pubblico nel febbraio 2020, e a dicembre 2021 gli utenti registrati erano più di 800.000, mentre quelli attivi mensili quasi 500.000.</li><li><strong>Sandbox</strong> ha acquisto popolarità quando ha annunciato la sua partnership con Meta. È un mondo digitale ma anche un gioco che permette agli utenti registrati di creare e personalizzare i prodotti digitali con strumenti di progettazione gratuiti. I prodotti virtuali creati possono poi essere monetizzati come NFT e venduti sul Marketplace della piattaforma. Sandbox ha anche stretto una partnership con oltre 165 marchi per creare gli avatar nel mondo virtuale di personaggi famosi come Snoop Dog e THE WALKIND DEAD. La piattaforma non è ancora disponibile ma in attesa si può visitare il sito e interagire con la community.</li><li><strong>Stageverse </strong>è un mondo virtuale immersivo in cui le persone possono esprimersi, connettersi, divertirsi e scoprire il meglio della cultura all&#8217;interno di un’esperienza sociale tridimensionale.Stageverse consente agli utenti di assistere a concerti attraverso filmati 3D a 360° ed effetti speciali. Nell&#8217;autunno del 2021 ha lanciato la prima versione beta della piattaforma, permettendo agli utenti di partecipare ad un&#8217;esperienza di concerto in 3D metaverse in collaborazione con i Muse e il loro Simulation Theory Tour, disponibile sia su dispositivi mobili che in VR. Possiamo descriverla come un&#8217;esperienza di concerto virtuale unica nel suo genere, con video immersivi a 360 gradi, chat vocale spaziale, avatar ad alta fedeltà e uno stadio virtuale completamente esplorabile, che consentiva ai fan di connettersi e vivere l’esperienza di un concerto in modo completamente nuovo.</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come si sta approcciando il settore fashion al metaverso</strong></h2>



<p>Il mondo della moda può trovare un ampio terreno di gioco nel metaverso. Questo perché gli utenti hanno la possibilità di personalizzare i propri avatar virtuali acquistando vestiti e accessori digitali. Per i brand diventa fondamentale essere presenti in una dimensione che rappresenta, a tutti gli effetti, un nuovo touchpoint, soprattutto per ampliare l’interazione con la Generazione Z. Riferendosi a questo target di consumatori, Ian Rogers, Digital Chief Officier di LVMH, leader mondiale nel settore luxury, ha affermato: «Per loro, avere una collezione digitale è del tutto naturale. Perché dovrei volere una raccolta di cose, abiti, accessori che nessuno può vedere quando posso averla digitale e condividerla con tutti?».</p>



<p>Negli ultimi mesi, i brand del fashion hanno implementato diverse strategie per fare il loro ingresso nel metaverso. Alcuni, come <strong>Dolce&amp;Gabbana</strong> ed <strong>Etro</strong> hanno aperto dei flagship store nel Metaverse Fashion District, uno spazio sulla piattaforma Decentraland che è stato ispirato all’Avenue Montaigne di Parigi. <strong>Forever 21, in occasione della Metaverse Fashion Week, ha </strong>presentato un&#8217;esclusiva collezione di wearables creata proprio per il metaverso.&nbsp;<strong>Philipp Plein</strong> ha fondato il Museum of NFT Arts, aperto a tutti gli utenti, e ha lanciato la sua prima collezione per il metaverso con una sfilata di moda su una passerella speciale in collaborazione con l&#8217;artista 3D Antoni Tudisco.</p>



<p>Altri brand hanno collaborato con piattaforme di gaming, come Fortnite e Roblox, per lanciare i loro prodotti digitali. È il caso di <strong>Valentino e Marc Jacobs,</strong>&nbsp;che hanno personalizzato il guardaroba di Animal Crossing.&nbsp;</p>



<p><strong>Balenciaga</strong> ha collaborato con Fortnite, dando ai giocatori la possibilità di acquistare felpe, cappelli e t-shirt di Balenciaga per i loro personaggi avatar. I capi sono usciti contemporaneamente anche nel mercato fisico, contribuendo ad aumentare l’hype attorno al brand.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/04/Fortnite-Balenciaga-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-21532"/></figure>



<p><strong>Gucci, invece, in occasione del suo 100° anniversario, ha creato un giardino virtuale all’interno della piattaforma Roblox, chiamato Gucci Garden Experience, in cui sono stati resi disponibili diversi accessori della maison, come </strong>la versione digitale dell’iconica <strong>borsa</strong>&nbsp;<strong><em>Dyonisus. </em>Gucci ha inoltre stretto una collaborazione con ZEPETO, l&#8217;App e social media in cui è possibile personalizzare gli avatar e creare mondi immaginari. </strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://jemib.it/wp-content/uploads/2022/04/Gucci1.jpg" alt="" class="wp-image-21533"/></figure>



<p><strong>Gucci ha anche creato il Gucci Vault, acquistando una proprietà sulla piattaforma Sandbox. Si tratta di un concept store online di NFT che presenta </strong>una&nbsp;<strong>selezione in costante aggiornamento di pezzi vintage e di seconda mano di Gucci</strong> riportati all’antico splendore.</p>



<p>L’obiettivo per i brand è quindi consolidare la presenza in un universo che permette loro di diversificare ed ampliare la propria value proposition.</p>



<p>Secondo l’indagine <em>The State of Smoooth: alla scoperta del lusso nel 2022</em>, condotta da Klarna For Business, in Italia ben l’86% dei Millennials e il 78% della Generazione X sono interessati ad acquistare NFT di lusso.</p>



<p>Prendendo parte al metaverso, inoltre, i brand rafforzano la propria brand awareness e il proprio posizionamento: in questo modo, i valori della marca possono assumere una forma ancora più universale, incontrando le aspettative delle nuove generazioni.</p>



<p><em>Sabina Montagnana </em></p>



<p>#JEMIBreview</p>
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